Questo articolo è in uscita su MonitoR Media Age, Tutti i Diritti Riservati
L’ICT è oggi considerata - praticamente da tutti – una delle poche carte da giocare in tempo di crisi, sperando che possa diventare la leva su cui agire per tornare a promuovere la competitività e la crescita economica. Forse è meglio precisare che l'ICT da sola come l'abbiamo considerata sino a oggi non ce la fa a dare l'impulso per superare l'attuale situazione di congiuntura economica negativa;
sembra infatti indispensabile indivwiduare nuovi percorsi di sviluppo magari a forte contenuto di 'ICT, nuovi mercati e risorse che diano ossigeno alla produttività, invoglino agli investimenti e iniziative di cambiamento affinché anche il consumatore finale veda nell'acquisto di un bene o un servizio un nuovo vantaggio. In questa direzione la tesi che sposiamo qui è che proprio per inseguire i fini appena espressi, in merito a crescita ed occupazione, il rinascente mercato delle fibre ottiche costituisce proprio una delle strade percorribili e consente di seguire in pratica gli obiettivi strategici espressi a Lisbona dall’iniziativa comunitaria “i2010 – Una società europea dell’informazione per la crescita e l’occupazione”
Quelli che spesso si sentono definire come “fermenti tecnologici” ci sono ormai tutti e sono in molti a pensare che Internet (con una crescita del 27% rispetto al 2004) è prossima al superamento della tv (Microsoft docet ad aprile con "Europe logs on: Internet trends of today & tomorrow"), citando nuove abitudini che hanno cambiato le abitudini sia l'esperienza tv sia quella della fruizione di internet soprattutto di alcuni gruppi di utenti; e siamo solo all'inizio.
Non è solo certo il colosso appena citato a indicare le linee di tendenza per il futuro.
Statistiche bene informate indicano che nel 2009 il 48,5% degli europei disponeva di una connessione Internet ed era online per circa 9 ore alla settimana, il Nord Europa vanta un 76% di penetrazione e il Sud Europa il 45% con un divario che si affievolisce via via.
L'analisi citata sopra indica anche che entro i prossimi dodici mesi “l'utilizzo medio di Internet si aggirerà sulle 14,2 ore alla settimana, pari a 2,5 giorni al mese, laddove la televisione si aggiudicherà un utilizzo per 11,5 ore settimanali, pari a 2 giorni al mese.”
Sono cifre che hanno destato preoccupazione, anche considerando che vengono indicati i giovani dai 18 ai 24 anni e i giovani adulti per un 42% già oggi guarda la tv solo sul PC, per cui si è subito corsi ai ripari precisando che le percentuali non significano tanto un calo d'interesse verso la tv quanto sono la cartina di tornasole che indica un'inversione di tendenza nelle modalità fruitive dei contenuti che non sono solo più televisivi, ma eterogenei.
Il punto certo indicato dalla ricerca è che il computer è destinato a diventare ancora più centrale anche nell'intrattenimento - se collegato alla banda larga - dato che è in grado di proporre contenuti tv, contenuti tipici di internet sia dal vivo e in differita.
L'apparecchio televisivo se vuole stare al passo coi tempi dovrà coniugare in sè una connessione a larga banda -meglio se in fibra ottica- per gestire questo nuovo orizzonte.
Il settore è tuttavia d'accordo sul fatto che la supremazia del PC i questo panorama è destinata a cedere un po' di spazio a diversi altri dispositivi digitali sempre più spesso mobili, console di gioco comprese.
Inoltre per diverse “fette” di pubblico il concetto di televisione sta lentamente modificandosi e cristallizzando attorno a una nuova idea di contenuti digitali - anche creabili direttamente dal pubblico stesso - che sono sempre fruibili dove serva, in casa e in mobilità in modo intrecciato e senza continuità. In questa direzione i contenuti diventano sempre più importanti e sembra quindi imperativo trovare la formula per realizzarli sempre più inter-piattaforma, cioè trovare i giusti compromessi tra forma e contenuto in modo che qualsiasi produzione possa trovare trasmissione (che in questo case viene sempre più spesso chiamata “delivery”) su diversi mezzi e piattaforme.
L'idea che stiamo inseguendo qui è che il tipico fruitore potrebbe iniziare a seguire dei contenuti sul televisore, e poi nel corso della giornata continuare a seguirli in auto, poi sui mezzi pubblici, poi camminando fino all'ufficio e poi comodamente sul PC; e poi a fine giornata comodamente secondo un percorso inverso.
Detto in atri termini e ripetendo quanto emerge dagli studi più recenti, tra i punti comuni dei nuovi media è che “la banda larga da casa e il wireless in mobilità dovranno integrarsi il più possibile in un contesto che assimila contenitore, cioè la piattaforma, e contenuto, perché tutto sia adeguato alle nuove spinte del mercato.”