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NEC: Istruzioni per l'uso del 3D

Un'azienda “total display solution”
www.nec-display-solutions.it
Articolo in uscita su Millecanali, tutti i diritti riservati

Fino a pochi anni fa parlando di “3D” ci si riferiva al cinema d'animazione tridimensionale eseguita a computer, con cui i personaggi assumono uno “spessore” e una realtà o una “iper-realtà” davvero straordinaria.


Ad usurpare questo termine, appunto, “3D” oggi si è inserito prepotentemente il comparto della rinata tridimensionalità visiva o “stereoscopia 3D”, e non ci si è nemmeno curati di coniare una sigla adeguata per questa rivoluzione (per esempio “3-D-S”, “3d-S”, “S3D” o similari).
É bene notare che non si tratta di una novità in assoluto visto che la strada della terza dimensione è già stata percorsa in passato dal cinema con risultati -è il caso di dirlo- da “mal di testa”, visto che la tecnologia non era matura. Ma chissà quante volte avete già letto della storia del 3D, dei problemi passati, delle varie tecnologie, della nuova lotta degli standard e via.
Oggi il 3D è arrivato a una certa perfezione tecnologica -ed infatti non si parla d'altro- tanto da far nascere una nuova corrente di pellicole e il cinema di fatto sta vivendo una nuova primavera con le sale attrezzate per il 3D. Ma la rivoluzione non si ferma, vista la stanchezza del mercato dei media, la crisi e i vari spin-off, almeno la strada del 3D sembra avere ammaliato molti.
In effetti, se ben realizzata, la proiezione in 3D è estremamente attraente, seppur rimangono diverse “cosette” da superare. Senza allungarci troppo potremmo sintetizzare che per risolvere le problematiche che facevano venire il mal di testa si è sezionato tutto il processo del 3D e cercato di affrontare in modo specialistico i vari segmenti, partendo dalle riprese, passando dalla post produzione, e arrivando alla proiezione finale. E ci sono aziende che si sono specializzate in ciascun segmento. NEC è specializzata nell'ultimo tratto, la visualizzazione.
In generale siamo davvero a buon punto a livello cine-tecnologico, mentre a livello di grammatica e sintassi audiovisiva coinvolta, c'è da reinventare un linguaggio più consono per evitare che la spettacolarità eccessiva si trasformi in un senso di oppressione e di invasività per lo spettatore.
Certo che se utilizzata a dovere la tecnica del 3D è davvero coinvolgente e forse anche troppo ansiolitica a volte, ma concentriamoci sul lato tecnico.
La sensazione di chi scrive è che la tendenza generale diffusa a tutti i livelli mediatici sia “stupire” e basta, quindi concedere sempre di più alla spettacolarità e sempre di meno alla reale comprensione “delle cose”. In questo turbinio di divertimento fine a se stesso che i mass media esaltano, stanno nascendo anche usi più “intelligenti” del 3D.
Infatti, del cinema abbiamo detto, ma dobbiamo citare anche il nascente broadcast in 3D che soprattutto nelle manifestazioni sportive garantisce un coinvolgimento da prima fila. La rivoluzione viene per così dire “dal basso”, infatti a soli due anni dalla comparsa ufficiale della stereoscopia 3D sono già comparsi sul mercato i primi televisori dedicati al 3D, ancora “carucci” invero, ma si sa che per stupire -ahimè- sono sempre in molti quelli disposti a indebitarsi.
In parallelo, la spinta a produrre contenuti personali o aziendali anche in 3D è la prossima frontiera ed ecco che NEC coglie la palla al balzo e propone una serie di proiettori video finalizzati alla dimensione scientifica ma certo anche professionale (o consumer-domestica assai evoluta).
In effetti, in maggio la NEC Display Solutions Division ha raccolto, nella nuova sede di viale Forlanini a Milano, i giornalisti specializzati e non, in un incontro stampa di presentazione e dimostrazione delle proprie tecnologie e soluzioni interamente dedicate al 3D. La presenza di davvero molti intervenuti sancisce l'interesse che il mercato ripone in questo comparto.
I temi erano ben chiari: il 3D: cosa fare, come usarlo e quando usarlo; la Stereoscopia 3D: perchè utilizzare il 3D; le varie tecnologie 3D sul mercato, i mercati di riferimento e le applicazioni.
Quindi, se da un lato è stata l'occasione per vedere in concreto quali prodotti NEC propone in questo settore, l'intento lodevole era seguire da vicino l'evoluzione e fare il punto della situazione, “indicando cosa è possibile fare, cosa non lo è e come è possibile farlo” (come ha affermato Antonio Zulianello di NEC DISPLAY SOLUTIONS ITALIA).
L'investimento in questa direzione da parte di NEC è stato rilevante, anche implementando il nuovo concetto di comunicazione “utilitaristica del 3D” verso il canale e il fatturato cresciuto dell'ultimo anno indica che la strada percorsa è quella giusta.
E i profitti confermano la validità di questa nuova strategia partita nel 2008 verso mercati sempre più verticali, abbandonando il concetto del volume in favore della proposizione di soluzioni adatte a determinati ambiti operativi che vanno dal mondo del cinema a quello della scienza, della finanza e via. Questo ha portato allo sviluppo di prodotti di fascia più alta e l'obiettivo NEC di oggi è capire come ci si può evolvere ulteriormente scoprendo e lavorando su nuove aree come il 3D, il medicale, l'educational con cifre in esplosione esponenziale e con una “concentrazione tecnologica” ancora maggiore rispetto l'attuale.
Oltre ai monitor per così dire tradizionali sono stati affiancati nel nuovo listino anche dei cabinet per esterno come l'IP 54 che sono installabili in aree più pubbliche rispetto quelli già noti per interno: sono prodotti con forme anche nuove, di formato creativo con taglio particolare. Questo nuovo IP45 a distanza di un mese dal lancio sul mercato ha già ricevuto una serie di ordini che in qualche misura ha addirittura stupito, mentre in ambito digital signage ha avuto immediato riscontro positivo per sostituire i vecchi display a led indicatori di informazioni pubbliche, in modo molto più dinamico.
Si tratta di una logica di espansione che viene riflessa anche dai prodotti; ad esempio nell'acquisto di un monitor ci si trovano le stesse funzione i controlli delle altre gamme, gli stessi slot di espansione, seguendo una filosofia costruttiva che accomuna tutti i prodotti. Tutti i display NEC sono in realtà collegati con dei media player, infatti esistono sul mercato delle soluzioni software di alto livello molto utili a creare N punti di visione pubblica coi display, infrastrutture articolate, ma sul mercato c'è anche un'alta richiesta di strutture abbastanza semplici.
Quindi il media player - che è una scheda NEC integrata fisicamente nel monitor - permette di creare dei palinsesti in modo molto veloce e intelligente, gestibili e controllabili nelle proiezioni su display o su proiettori o sui grandi display con estrema semplicità e bassissimi costi.
In tal senso l'offerta è sì ad alto contenuto tecnologico ma anche la creazione e la gestione dei contenuti viene molto semplificata grazie alle scelte NEC.

Gamma molto vasta
NEC rilancia sul mercato con proiettori aree business, installation, high brightness, digital cinema e nei monitor tradizionali per IT, office, quelli professionali, i public dislay, i LED, dimostrando una presenza costante su ogni categoria di prodotti in ambito professionale e con un'ampia gamma davvero diffusa e molto completa.
La parola d'ordine per NEC sembra essere “verticalizzazione”: specialista in tutta una serie di settori con prodotti importanti a cui vengono richieste delle caratteristiche molto definiti (ad esempio in ambito “color critical”, come prestampa, etc.) dove sono applicate le ultimissime tecnologie visto che NEC è sviluppatore di tecnologie.
Tutti i prodotti nascono e crescono, inoltre, con una logica ben precisa, l'implementazione di dispositivi sempre nuovi tesi al risparmio energetico, per la salvaguardia dell'ambiente (esempio le tecnologie “back-light” e “zero consumo” in stand-by).
E nel 3D
A proposito di 3D NEC ha sottolineato le differenti tecnologie sul mercato, che non sono intercambiabili e hanno bisogno di un certo tempo per arrivare a un minimo di standardizzazione. Spesso anche nel caso di tecnologie identiche cambiano molto le tecniche di comunicazione tra gli occhialini e il televisore, diversi per esempio da quelli impiegati in ambito gaming, con apposite schede grafiche, diversi da quelli da impiegare coi proiettori che implementano la tecnologia DLP link.
A proposito di applicazioni, NEC è sicura che si moltiplicheranno, anche perché sul mercato ci sono già macchine fotografiche consumer che consentono riprese fotografiche e video in stereoscopia anche a costi molto contenuti.
Nel cinema digitale NEC vanta una presenza ufficiale -da gennaio a maggio 2010- del 60% come share del proprio brand, grazie a importanti contratti come quelli stipulati con le catene UCI.
In area ludica, l'integrazione di alcuni modelli di NEC con le schede grafiche 3D Vision Nvidia (all'interno di un qualsiasi PC di nuova generazione) permetterà di creare un profilo specifico al fine di ottimizzare al massimo la fruizione di giochi, video e fotografie in stereoscopia 3D.
In area 3D più generale, oltre ad assicurarci che la potenza del PC che fornisce i contenuti sia adeguata, ci sono molte cose da considerare in proiezione, per esempio è importante scegliere una macchina che abbia un'ottima luminosità perché si ha un decadimento “naturale” nella proiezione 3D; poi bisogna stare attenti che alcuni proiettori necessitano di schermi silver mentre altri si accontentano di un economico schermo bianco.
Un altro vantaggio delle soluzioni NEC è la facilità brevettata di allineamento che consente di essere operativi in pochissimi minuti in caso di stacking.

S3D molto in breve
Se per caso ci fosse ancora una persona sul pianeta che ancora non sa come funziona l'illusione del 3D, semplifichiamo e volgarizziamo dicendo che per tale fine è indispensabile che ognuno dei due occhi riceva un'immagine fisicamente diversa dall'altra, quindi ripresa da due obiettivi separati dalla stessa distanza che intercorre tra gli occhi (quindi due telecamere, due macchine da presa, due obiettivi, un supporto fisico (rig), due pellicole, due tracce di video editing, etc).
A questo punto è il cervello che, “imbrogliato”, con dei calcoli (e soprattutto grazie alla biblioteca di percezioni che abbiamo già assimilato) restituisce l'impressione della profondità che in effetti sul supporto media non c'è (proprio come nel cinema il movimento non c'è ma c'è un susseguirsi di frazioni del movimento). Importante è sottolineare che con artifici appositi è possibile snaturare l'effetto 3D aumentando la spettacolarità, a tutto vantaggio ... del mal di testa! Da riportare poi il fatto che circa il 5-10% degli esseri umani non percepisce questo effetto 3D.
Alla domanda “il 3D perché”, se facciamo finta di non sapere che la gran parte del discorso sia di traino economico, in molti in coro rispondono che la visualizzazione in 3D è alla base di una migliore comprensione delle cose e dei fenomeni, permette di mantenere meglio l'attenzione di chi ascolta, è prodromo di produttività ed efficienza, è fonte di emozioni che, si sa, sono alla base dell'apprendimento e quindi, come dice NEC, “il 3D è un grande vantaggio in molte situazioni”.
Per la sincronizzazione dei due segnali del 3D ci sono diverse soluzioni, si ricorre a due lettori sincronizzati, oppure a un solo player/PC con due uscite sincronizzate, oppure un solo segnale (come nel broadcast) che impacchetta due segnali uni a fianco l'altro, oppure uno sopra l'altro, oppure inviando frame alternati (tecnica Infitec). Per la veicolazione di questo/i segnale/i è indispensabile un cavo di nuova generazione HDMI 1.4 oppure HDMI 1.4a; quelli precedenti non ce la fanno a trasferire l'elevata quantità di informazioni che un segnale HDTV 1920x1080 deve portare. Esiste anche la possibilità di gestire segnali 3D con definizioni inferiori ma quale senso potrebbe avere mi sfugge, dato che la ricerca è quella della perfezione e della massima spettacolarità e poi ci si deve dotare di tutta la catena di apparati ex novo, ergo...
Comunque anche altri formati resistono – 1080p24 , 2205 linee, 45 linee, 24Hz - 1920x2205
– 720p60 , 1470 linee, 60Hz - 1280x1470
– 720p50, 1470 linee, 50Hz - 1280x1470

A proposito di broadcast in 3D
La prossima frontiera, assieme ai lettori blu-ray, è proprio il broadcast in 3D e molto probabilmente questi due nuovi media si assesteranno sulle tecnologie di trasmissione a frame impacchettati e non alternati.
Certo il panorama non è definibile “plug-&play” infatti per la visualizzazione su video proiettori DLP sarà necessaria una conversione al formato “field sequential”. Nello scorso Marzo il nuovo formato HDMI 1.4a è stato varato proprio per semplificare la connettività e le conversioni automatiche di formato e chi dispone di apprati con uscite HDMI 1.2 e 1.3 avrà molti problemi nella riproduzione di contenuti in 3D.
A proposito di visualizzazione, ci sono diversi sistemi, tralasciando gli occhialini e la tecnica anaglifici che danno risultati a dir poco puerili.
Si parte parlando di occhiali passivi da utilizzare in presenza di due proiettori sincronizzati che funzionano grazie alla differente polarizzazione delle immagini, orizzontale/verticale. Qui è indispensabile l'impiego di uno schermo silver.
Ancora con occhiali passivi, con due proiettori in stack che impiegano un filtro ottico che separa i due diversi segnali divisi dalla frequenza del colore.
Il salto di qualità si ottiene mediante impiego di occhiali attivi dotati di otturatore, ma con un solo proiettore. E qui i formati prosperano, si parte dagli occhiali su cui viene montato un pannello LCD per ciascun occhio (è il caso di dire che ... costano un occhio!), si passa da schermi TV con emissione di un segnale IR che controlla la frequenza di otturatore degli occhiali e poi si arriva a un “non standard” in cui ogni produttore si è sbizzarrito.
Per il gaming, come sottolineato in conferenza stampa, NEC ci si affida a un emettitore IR controllato dal PC che pilota l'otturatore degli occhiali.
Poi con la tecnologia DLP Link in cui i proiettori NEC pilotano l'otturatore degli occhialini di diversi marchi e non è necessario uno schermo costoso.
Per quello che concerne le applicazioni suggerite potremmo tagliare corto indicando praticamente tutto! Dall'advertising, all'education la scienza, la ricerca, la simulazione, la fotografia gli eventi, i roadshow, la microfotografia l'archeologia, l'architettura, le aste, l'immobiliare, i musei, i video musicali le simulazioni a computer CAD/CAM/CAE, Internet, l'industria aerospaziale, la farmaceutica, i punti vendita POS la creazione di contenuti digitali, la difesa, gli studi di fattibilità, la creazione di qualsiasi oggetto, il marketing, le presentazioni di prodotto, il turismo, il gaming, il testing, e l'elenco potrebbe proseguire.
NEC propone soluzioni ideali per ciascun settore citato, a partire dal video proiettore serie NP216-con Link DLP che vanta diversi vantaggi, come la facile installazione, senza bisogno di porre in stacking due proiettori, non serve alcuno schermo speciale, nessun filtro speciale, nessun emettitore di segnale. Come sorgente è sufficiente un pc con scheda grafica che supporti i 120Hz di segnale in uscita (Dual core, quad buffer, etc.).
Oppure la serie NP3250 (con 3D stacking) che assicura un facile set-up hardwaree, impiega filtri ottici più occhialini passivi, quindi polarizzati più tecnologia Infitec, schermo silver; per il PC devono esserci due uscite (extended desktop), separazione via software oppure separazione immagini Loop-through su PJ. I benefici sono molti come a esempio la grande luminosità (grazie a fino 4 proiettori), facile set-up grazie al software SCT, costo molto contenuto degli occhiali passivi.
Sempre nel corso di questa conferenza NEC ha voluto indicare anche il “who & where”, cioè dove installare quale macchina. O ancora meglio, quali considerazioni o domande chiave porsi per raggiungere il migliore risultato, del tipo: quale ampiezza dello schermo, rispetto la luminosità dell'ambiente (perdita di luminosità coi DLP® Link circa del 65%, con la tecnica 3D stacking solo 30-40%); il numero di intervenuti, scelta di occhiali attivi o passivi; facilità nel set-up, quindi esigenza di filtri, schermi speciali, proiettori multipli. E poi il budget disponibile, che condiziona la scelta del singolo o del multi proiettore, degli occhiali attivi o passivi.
E non si è mancato di indicare delle scelte tipiche, a esempio, la serie NP216 con DLP Link
è preferita nell'Education, la scienza, la fotografia, il Gaming, nelle applicazioni aerospaziali, la difesa, l'architettura.
In altri settori, invece, come le applicazioni universitarie, la simulazione, il digital signage, i musei, la diffusione in pub e club, NEC consiglia la serie NP3250 col tipico 3D stacking. E via dicendo.
E in modo assai onesto, dopo aver profuso tanti sforzi e dimostrato tanta specializzazione NEC sottolinea che “il 3D non è comunque la soluzione a tutti i problemi”!

DIDA
Tra i messaggi di fondo di questo evento: è determinante saper scegliere i giusti supporti di proiezione 3D in ogni situazione e NEC ha catalogo la giusta soluzione, sempre.
DIDA
NEC al momento sta lavorando su una soluzione per il broadcasting in 3D e lettori 3D Blu-ray, basata sui proiettori serie NP3250 abbinati a occhiali di tipo passivo.
DIDA
La volontà è di ampliare ulteriormente la gamma per seguire la filosofia di “NEC total display solution” che vedrà da settembre anche il lancio di gamme impegnative per la visualizzazione in esterno, i led wall che verranno venduti al metro!
DIDA
NEC rilancia sul mercato con proiettori in aree business, installation, high brightness, digital cinema e nei monitor tradizionali per IT, office, quelli professionali i public dislay, i LED, dimostrando una presenza costante su ogni categoria di prodotto in ambito professionale e con un'ampia gamma davvero diffusa e molto completa.

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