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Bruno Bozzetto: "Sono sempre affascinato dal mio lavoro"

Bruno Bozzetto: "Sono sempre affascinato dal mio lavoro"

A colloquio col "re del cartone animato italiano".

Bruno Bozzetto, famoso nel mondo per le sue animazioni e la Bruno Bozzetto Studio, ci dice: "Ho sempre avuto un lavoro legato al divertimento proprio perché volevo che fosse davvero così. Anche se in effetti si è fatta molta fatica in questi anni, ho l'impressione di avere solo "cercato" di lavorare. Però ho sempre cercato di fare qualcosa di nuovo e originale; c'è stata molta libertà soprattutto della parte artistica e spettacolare. Di fondo c'è la scoperta che quando ci divertivamo si divertiva anche il pubblico.

[articolo di Roberto Landini in uscita su Millecanali Ed Tecniche Nuove, diritti riservati, settembre 2015]
Questo è un po' il nostro segreto: quando eravamo contenti e felici di quello che facevamo, i risultati erano migliori.
Oggi è sempre più difficile; sempre più persone entrano nel gioco e il mercato in qualche misura deve accontentare un po' tutti; mentre noi eravamo semplicemente contenti delle nostre trovate.

La storia
Ho iniziato prestissimo con quel desiderio iniziale di fare del cinema, anche se disegnavo molto. Mio nonno era pittore dal taglio classico e forse ho ereditato da lui qualcosa. Difatti non appena la prima cinepresa di mio padre a 8 mm era entrata in casa la ho subito sequestrata e ho cominciato realizzare documentari, dei piccoli cortometraggi, alcuni anche con trama e coinvolgendo i compagni di scuola. Poi indirettamente ho capito la difficoltà del film dal vero, la complessità di dover coinvolgere altre persone. Per me era un gioco, per gli altri era un peso.
Quindi sono passato al documentario sugli insetti, gli animali, soggetti facili da raggiungere e facilmente manipolabili.
Però anche qui dopo un po' il gioco finiva, dopo una decina di cortometraggi, e anche qualche premio vinto. Rimaneva una grande passione, ancora inespressa.
Poi, sempre con una super8, e le riperse a scatto singolo o "passo uno", ho iniziato a fare dei disegni e le piccole animazioni da me realizzate hanno sollevato moltissimo interesse al cineclub di Milano dove ero socio.
Il cinema d'animazione praticamente non esisteva; nessuno sapeva nulla dei cartoni e questo è stato per me di grande stimolo, così ho iniziato a fare esperimenti più lunghi; un piccolo film di un minuto con fondi trasparenti, molto artigianale e floreale, però sufficiente per ottenere un buon risultato e un certo successo e quando lo mostravo.
E ciò mi ha stimolato a continuare.

La prima hit
Così, più o meno a tempo con gli esami di maturità, ho organizzato il primo film di ben 7/8 minuti intitolato "Tapum storia delle armi" e ho creato tantissimi disegni per questo "grosso" lavoro.
Mio padre mi ha aiutato saccheggiando il ferro da stiro di mia madre e costruendo un supporto fisso verticale, fissato a una 16 mm Paillard; dall'altro lato un pianale serviva per appoggiare i disegni da riprendere a scatto, foto dopo foto.
Mandato al festival dell'animazione di Cannes questa mia prima opera, ha avuto molto successo e in tale occasione ho cominciato a conoscere animatori di tutto il mondo, come Norman Mc Laren, Richard Williams, Paul Grimault, ecc. ecc.
Tutto ciò mi ha molto stimolato e ha fatto capire anche a mio padre che non stavo giocherellando.
Un aneddoto buffo è che un famoso giornalista del Giorno, Pietro Bianchi, presente per caso in sala a Cannes commentava dicendo che era migliore il mio film di quello in concorso con Sofia Loren!

I carosello e poi West & Soda
Questo mi ha dato una grande carica e da lì sono arrivate delle richieste di realizzare caroselli pubblicitari in animazione e ci siamo messi al lavoro. Arrivavano dei soldi, potevo fare qualcosa di più ed è così che è nato -quasi casualmente- nel 1960 lo Studio Bozzetto, mentre stavo studiando legge.
E naturalmente con il lavoro arrivavano poco per volta anche i primi collaboratori, che mi hanno accompagnato per molti anni ed a cui devo moltissimo per l'aiuto e la creatività che hanno portato nello Studio. Per citarne solo alcuni: Guido Manuli, denominato il Tex Avery italiano, Giovanni Mulazzani, spettacolare scenografo senza il quale non sarebbe probabilmente nato West and Soda, Giorgio Valentini, Giuseppe Laganà, Maurizio Nichetti, Giancarlo Cereda, Luciano Marzetti e molti altri ancora.
E poi un festival, un premio, e la grande avventura era iniziata.
Di importante posso dire che non ho mai voluto abbandonare la parte spettacolare, realizzando cortometraggi fino al 65.
Poi un amico di famiglia, Attilio Giovannini, docente al Politecnico di Milano, mi ha consigliato di realizzare un lungometraggio, cosa che a me sembrava una follia, anche perché eravamo in pochi, seppure disponevamo dello studio.
Ma ci siamo buttati in quest'impresa creando il primo lungometraggio "West & Soda" nel 1965 e poi dopo due anni "VIP, mio fratello superuomo", nel 1968 e "Allegro non troppo" nel 1977.
Lo studio cresceva e quindi abbiamo preso un socio, Antonio D'Urso, che si è occupato di portare avanti la parte commerciale, i contatti con i clienti.
I collaboratori facevano un grande lavoro e io portavo avanti la parte spettacolare; così siamo riusciti ad arrivare fino a 2000 con lo studio che era cresciuto parecchio.

Storia recente
Nel 2000 lo studio è stato chiuso, per alcune scelte dettate dal fatto che io mi ero spostato a Bergamo, la pubblicità si era rinchiusa in se stessa e si rivolgeva sempre più alle tecniche in 3D, ed essendo noi di taglio tradizionale, abbiamo fatto fatica ad accettare questa rivoluzione tecnologica.
E la vita è continuata fino a che, dopo qualche anno, proprio mio figlio ha ripreso fare questo lavoro assieme ad un socio e hanno deciso di riaprire lo studio a Milano nella storica sede di via Melchiorre Gioia. L'attuale Studio Bozzetto & Co. lavora tantissimo nel 2D oltre che nel 3D.
Ormai ho un ruolo abbastanza marginale, penso di aver dato un contributo al cartone animato avendo realizzato oltre 350 film, avendo toccato praticamente tutti gli argomenti che m'interessavano, quindi il rischio adesso sarebbe di ripetere quello che ho fatto fino ad oggi.
Sono sempre affascinato e quello che manca oggi al settore è dovuto all'eccessiva presenza della tecnologia e della produzione; ossia, prima quando lavoravamo noi la molla principale era proprio la ricerca, il gioco, lo studio di cose che non avevamo mai visto o provato, mentre oggi si è già visto tutto.
Quando oggi mi vengono delle idee, poi mi rendo subito conto che le ho già viste e questo mi demoralizza e mi toglie la spinta a fare altre cose.
Ai nostri tempi tantissime cose erano nuove, non erano mai state viste, eravamo nel Far West e non sapevamo cosa ci fosse dietro la collina, mentre oggi sappiamo già cosa c'è.
Prima usciva un lungometraggio ogni 2-3 anni, oggi ne esce uno quasi al mese e la competizione è fortissima in questo settore che deve trovare delle soluzioni originali e quindi siamo un po' all'eccesso, proprio come è successo in tutti i campi, e manca la molla propulsiva che per noi era la ricerca espressiva."

==========IN UN BOX=========
La Bruno Bozzetto Film ha sempre operato su due canali, la pubblicità e il film a soggetto.
La storia ringrazia per i suoi personaggi come il Sig. Rossi, l'uomo medio in cui tutti si riconoscono, il film con attori in carne e ossa nel 1987 "Sotto il ristorante cinese", mille spot pubblicitari, e tanta animazione come "Mistertao", "Cavallette", "Help?", "La famiglia Spaghetti", sei spot "Sai guardare la TV?", e centinaia di animazioni scientifiche per "Quark".
Con "Europe and Italy" Bozzetto ha di recente esplorato la nuova era dell'animazione d'autore legata ad Internet.
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CREDITI FOTOGRAFICI
 © Paolo Ranzani (foto in camicia)

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