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White paper Belden “Category 6A,”cabling e infrastrutture di rete”

BeldenCa6AWPDi seguito riportiamo alcuni dei concetti principali proposti in un libro bianco creato da Ron Tellas, Technology and Applications Manager di Belden, azienda partner di CVE, Connect Video Enterprise e CVE Communication Video Engineering.

I concetti espressi nascono proprio per il mondo IT enterprise a cui aggiungiamo alcune riflessioni del CEO di entrambe le aziende, Luca Catalano, sulle architetture broadcast moderne che costituiscono la vera specializzazione di CVE, Communication Video Engineering, su un arco di quasi 45 anni.

Panoramica generale

I tempi stanno cambiando, in particolare nel mondo delle reti aziendali, dove i tassi di dati continuano ad aumentare e un numero crescente di dispositivi è connesso alle LAN.

Quello che una volta era un singolo network per voce e dati oggi supporta anche punti di accesso wireless, sistemi di controllo accessi, videosorveglianza, segnaletica digitale, illuminazione LED, sistemi di chiamata assistenziale e molto altro ancora.

Molti di questi sistemi richiedono una maggiore portata (fino a 100 m dai switch), livelli elevati di Power over Ethernet (PoE) fino a 100 W e connettività continua con presenza di dati distribuiti e condivisi.

Di conseguenza, l’infrastruttura di cablaggio fisico (layer 0) deve gestire più sistemi che richiedono larghezza di banda superiore e latenza inferiore.

Applicazioni un tempo considerate “emergenti” oggi sono diventate comuni. 

Esse richiedono performance elevate, più larghezza di banda, velocità maggiori e latenze minime. 

Per questo motivo gli standard di settore che in passato raccomandavano il cablaggio Category 6A solo nei data center ora lo consigliato per la maggior parte delle installazioni LAN. 

BEldenCablesFattori che guidano l’esigenza di cablaggio Category 6A

L’introduzione di nuove tecnologie wireless come Wi-Fi 6 (IEEE 802.11ax) porta vantaggi in termini di velocità, stabilità e densità di dispositivi collegati, richiedendo prestazioni di rete superiori. 

Per sostenere questi requisiti, il cablaggio deve garantire immunità al rumore esterno e bilanciamento dei segnali ottimale, caratteristiche tipiche delle soluzioni Category 6A.  

Allo stesso modo, i sistemi cellulari in-building come DAS o Wi-Fi offload richiedono cablaggio con banda superiore per gestire velocità fino a quelle richieste dai sistemi 4G evoluti e oltre.  

Il trasferimento di grandi quantità di dati, ad esempio immagini mediche ad alta definizione o streaming video, supera ampiamente le capacità delle reti basate su catégorie inferiori come Cat 5e o Cat 6.

Inoltre, con l’evoluzione dello standard PoE verso IEEE 802.3bt, che supporta 100 W su tutti i quattro coppie, il cablaggio Category 6A diventa la soluzione più adeguata per fornire sia alimentazione sia connettività dati su un singolo cavo.  

Le tecnologie AV moderne come HDBaseT, SDVoE, Dante AV e AVB richiedono anch’esse larghezze di banda molto elevate. 

Per garantire la massima qualità video e audio senza compressione occorre un cablaggio che mantenga integrità di segnale e basso tasso di errore: la soluzione Category 6A soddisfa questi requisiti.  

Evoluzione della Category 6A

Le prime implementazioni Category 6A erano più costose e più ingombranti rispetto alle categorie precedenti a causa di materiali e pratiche di installazione più complesse. 

Tali cavi presentavano maggiori diametri, più torsione nelle coppie di rame, splines più larghi per separare le coppie e guaine più spesse.  

Con i progressi tecnologici, però, nuove varianti di Category 6A offrono performance equivalenti o superiori con diametri ridotti e peso inferiore, migliorando la gestibilità, la facilità di installazione e la disponibilità di spazio nei percorsi di cablaggio.  

BeldenCableSectionCriteri per la scelta del cablaggio Category 6A

Quando si seleziona un sistema Category 6A, è importante considerare:

— Peso e diametro: cavi con diametri ridotti facilitano il routing nei percorsi congesti senza sacrificare il controllo del rumore.

— Raggio di curvatura minimo: cavi più flessibili consentono installazioni più semplici in spazi ridotti o in pareti.

— Dissipazione termica: design che distribuiscono uniformemente il calore sul perimetro del cavo aiutano a evitare punti caldi quando è in uso PoE ad alte prestazioni.

— Canale completo da 100 m: è importante che il cablaggio supporti la piena distanza di canale (link) anche sotto carichi PoE elevati, senza riduzione delle prestazioni.  

La corretta selezione del cablaggio Cat 6A deve quindi privilegiare soluzioni che consentano la piena portata di 100 m e che mantengano i margini di prestazione anche in condizioni termiche avverse.  

Prestazioni e Power Delivery

Belden ha condotto test per confrontare l’inserzione di perdite e la temperatura nei cavi sotto carichi PoE elevati. I risultati mostrano che alcune varianti, come il modello 10GXS Category 6A Cable, offrono un margine di perdita di inserzione dell’8 % rispetto alle specifiche minime. 

Questo margine aggiuntivo garantisce che il canale raggiunga i 100 m sotto carico PoE anche a temperature più elevate, situazione che può verificarsi nei bundle di cavi.  

BEldencat6aLa proposta Belden 10GXW

Per rispondere alle esigenze emergenti di installazioni in smart building e densità di dispositivi, Belden ha sviluppato il cavo 10GXW, tra i cavi di Category 6A con il diametro più ridotto sul mercato.

Questo cavo utilizza la tecnologia EquiBlock™ per ottenere una dissipazione uniforme del calore su tutto il perimetro, riducendo i picchi di temperatura e migliorando l’immunità al rumore.  

La maggiore immunità al rumore è fondamentale in installazioni con segnali multi-gigabit e in presenza di interferenze esterne.

Abbinato al sistema di connettività REVConnect®, 10GXW supporta configurazioni di cablaggio end-to-end ottimizzate per smart building, semplificando l’installazione e riducendo tempo e costi.  

Patch cord 28 AWG

Belden aggiunge anche nota sulla possibilità di utilizzare patch cord di dimensioni ridotte (28 AWG) per risparmiare spazio nei cablaggi di alta densità, migliorare il flusso d’aria nei rack e semplificare l’ingombro complessivo nei cestelli e nei pannelli di connessione.  

Nel contesto delle media facility IP e del broadcast...

… il contenuto del white paper Belden sulla Category 6A assume una rilevanza ancora più marcata, perché molti dei trend descritti per l’IT enterprise coincidono oggi con l’evoluzione delle infrastrutture di produzione audiovisiva.

Nelle architetture broadcast moderne, la rete non è più un sistema di supporto ma diventa il backbone unico per video, audio, sincronizzazione e controllo.

L’adozione di standard come SMPTE ST 2110, AES67, PTP, NMOS e, in ambito AV, Dante AV, AVB e SDVoE, richiede collegamenti Ethernet affidabili, con latenze ridotte e margini di prestazione costanti nel tempo.

In questo scenario, il cablaggio Category 6A rappresenta il livello fisico minimo per garantire coerenza operativa nelle reti di produzione IP.

Il white paper evidenzia come la crescita della banda richiesta da applicazioni emergenti trovi un parallelo diretto nel broadcast.

Flussi video non compressi o leggermente compressi, segnali UHD e HDR, multiviewer IP e infrastrutture di contribution e monitoring distribuito generano carichi continui su reti a 10 GbE.

L’utilizzo di categorie inferiori introduce rischi legati a diafonia, interferenze e riduzione delle distanze operative, fattori incompatibili con ambienti on-air.

Cat6ACellLuca Catalano, CEO di CVE e CVE Connect, sottolinea:

“Uno degli elementi particolarmente rilevanti per le facility broadcast è il tema del Power over Ethernet ad alta potenza.

Telecamere PTZ, microfoni IP, stage box audio, interfacce di rete, pannelli di controllo e dispositivi di automazione vengono sempre più spesso alimentati direttamente via rete.

Con l’evoluzione verso IEEE 802.3bt, il cablaggio deve garantire non solo la continuità elettrica ma anche la stabilità termica, soprattutto in installazioni ad alta densità come regie, rack centrali e nodi di distribuzione IP.

Belden sottolinea come il Category 6A offra le condizioni necessarie per sostenere questi carichi senza degradare le prestazioni di trasmissione”.

L’ingombro fisico

Dal punto di vista installativo, il documento affronta un aspetto critico anche per il broadcast: l’ingombro fisico dei cavi.

Le prime generazioni di Cat 6A risultavano spesso penalizzanti in termini di diametro, peso e rigidità, con impatti diretti su passerelle, armadi e cablaggi temporanei.

Le soluzioni evolute descritte nel white paper, come i cavi a diametro ridotto e con migliore gestione termica, rispondono in modo diretto alle esigenze di studi televisivi, OB van e installazioni temporanee, dove spazio, flessibilità e dissipazione del calore sono fattori determinanti.

Cat6aFeaturesIl commento finale di Luca Catalano:

“Il riferimento alle tecnologie AV su IP assume particolare importanza per ambienti di produzione ibridi di oggi, dove ancora convivono sistemi broadcast tradizionali e infrastrutture AV professionali.

Il cablaggio di Category 6A consente di mantenere un’infrastruttura comune per segnali video, audio e controllo, semplificando la progettazione e riducendo la frammentazione tecnologica tra IT, AV e broadcast engineering”.

In prospettiva, CVE posiziona la Category 6A come scelta di lungo periodo anche per il broadcast, non solo per soddisfare i requisiti attuali ma per garantire margine evolutivo verso reti multi-gigabit, virtualizzazione dei sistemi di produzione e distribuzione sempre più software-defined.

In un ecosistema media orientato all’IP, la qualità del layer fisico resta un elemento strutturale che incide direttamente sull’affidabilità editoriale, sulla continuità del servizio e sulla sostenibilità operativa delle media facility”.

Sinossi

Il contributo analizza l’evoluzione del cablaggio Category 6A a partire dai requisiti dell’IT enterprise e ne estende l’applicazione alle architetture broadcast e media su IP.

Il documento evidenzia come l’aumento di banda, la diffusione del PoE ad alta potenza e l’adozione di standard IP per video, audio e controllo rendano il layer fisico un elemento centrale per affidabilità e continuità operativa.

L’analisi mette in relazione le indicazioni del white paper Belden con le esigenze delle moderne media facility, sottolineando il ruolo della Category 6A come base minima per reti di produzione IP, smart building e ambienti ibridi IT, AV e broadcast, anche in prospettiva evolutiva.

 

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INFO: https://www.cve-italy.com

INFO: https://www.connect.cve-italy.com/eventi-e-news/

INFO: https://www.belden.com

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