Tecnologie Innovative

Dove c'è sport e azione c'è Actionmovie

Incontri ravvicinati con sport, natura, tecnologia e inventiva
roberto landini presspool

Actionmovie nasce ufficialmente nel 2007, anche se in realtà l'azienda ha origine molto prima, da due passioni trainanti come lo sport e la natura, sommate all'amore per il video e la fotografia come fonti espressive.


Due soci, Margaret Grueninger e Marco Orbassano, quasi per hobby hanno incrociato esperienze e punti di vista: autoriale, espressivo e stile di vita, lui, pragmatico, artistico e stile di vita, lei. Dai primi lavori creati in video e in fotografia solo per esigenze espressive, sono arrivate le prime richieste ufficiali di clienti esterni e da qui è iniziata l'avventura di Actionmovie.
Questo anche grazie all'avvento delle tecnologie digitali che ha permesso di contenere i costi e realizzare prodotti AV molto interessanti per spettacolarità e di altissima qualità tecnica, sicuramente di livello broadcast.
Fin dai primi lavori, realizzati nel grande crogiolo del documentario industriale (come quelli didattici effettuati per la Brico) Actionmovie si è subito distinta per un "taglio" piuttosto personale, a metà tra la didattica leggera, utile e fruibile e il genere "action".
Marco Orbassano commenta: "Siamo arrivati al video e alla fotografia come passione e come scelta di vita, a contatto con lo sport e la natura quindi anche nei documentari didattici abbiamo sempre mixato la relativa staticità dell'educational con l'action dello sport. In pratica in ogni nostro lavoro riusciamo sempre a fondere immagini statiche tipicamente riprese su cavalletto con altre molto più dinamiche e vive, realizzandole stando il più possibile "addosso" all'atleta, come in soggettiva, così da trasmettere forza e passione per ogni disciplina."

Questa esigenza espressiva ha spinto subito i due soci a dotarsi dei supporti di ripresa più dinamici esistenti sul mercato, le steadicam, i dolly, i carrelli leggeri, le glide cam, i crane e altro, e addirittura creandoli su misura dove mancavano, come vedremo.
Margaret sottolinea: "Ci siamo specializzati per esempio a sciare e inseguire gli altri sciatori con riprese difficili anche ad alta velocità, dove molti altri non arrivano. Quando abbiamo iniziato praticamente non c'era nessuno che avesse un simile contatto ravvicinato con lo sport, dato che noi stessi lo pratichiamo in prima persona ed è una scelta di vita."
Cosi sono nati via via diversi punti a favore del profilo professionale di Actionmovie specializzatissima in riprese di sci, di motocross, di mountain bike e via con lo sport in genere ...dove c'è azione.
E il passo successivo è stato il passaggio alla produzione di filmati anche per clienti di un certo peso che comunque sponsorizzano eventi dove c'è molto sport.
Actionmovie nasce quindi come società dedicata ai video sportivi dove il cameraman partecipa all'azione almeno quanto il campione sportivo. Non è un caso che uno degli endorser sia David Philippaerts, campione mondiale di motocross nel 2008, e che l'azienda sia anche il punto di riferimento nel video per la Monte Rosa ski.
Da circa un anno, poi, oltre a realizzare servizi fotografici e video, Actionmovie è produttore e partner di una trasmissione televisiva nata da un'idea e realizzazione diretta da Valeria Mondello che si chiama "Adrenalinik", in onda sul satellite hot bird e sui canali di Sky Sport e che sta avendo un gran successo. Marco Orbassano interviene: "Produciamo una puntata al mese che va in onda una prima volta in prima serata e poi realizza 15/20 passaggi in replica mensile diffusi su orari differenti, quindi ci dà una grandissima visibilità su molte fasce di pubblico."
Adrenalinik è un programma che vanta un'audience molto elevata infatti è stato richiesto anche dal canale paneuropeo Eurosport che, malgrado abbia un palinsesto più sovranazionale e sia gestito da Parigi, sta pensando di effettuare un test in onda fuori dagli orari di normale programmazione.
Attualmente la puntata "numero zero", confezionata appositamente per Eurosport, è già stata proposta ed è al vaglio dalla direzione generale di Parigi.
Margaret commenta: "Ci sono anche altri progetti in cantiere, per esempio Sky Sport ci ha chiesto se produciamo per loro del materiale utile per realizzare sigle e stacchi per alcuni importanti sport a base di motori...."
Adrenalinik è il tipico programma con format molto attuale che le tv indirizzate soprattutto ai giovani necessitano: la formula è semplice: nessun presentatore che cuce i servizi sportivi e l'intervistato ha il microfono direttamente in mano. É lui che racconta e l'intervistatore non è in campo. Una voce fuori campo commenta poi le varie discipline e si cerca di dare importanza a tutti gli sport che normalmente non sono molto seguiti in televisione. Adrenalinik si occupa un po' di tutto, ma sempre con un'ottica diversa dal canale tv che si occupa degli sport più importanti.
Marco sottolinea: "A volte in Adrenalinik possiamo inserire contenuti di grandi produzioni come Redbull ma in gran parte sono sempre filmati nostri in cui possiamo dare il massimo. Per realizzare il programma utilizziamo principalmente macchine fotografiche reflex digitali Canon 1D e 5D Mark II. Lavoriamo a 25 P e poi utilizziamo anche una Sony Nex che arriva a realizzare anche immagini a 50p in HD."

La produzione
In effetti per realizzare i 26 minuti di programma, vengono utilizzate sapientemente diverse macchine per riprese tutte in elettronica.
Marco conferma: "Di riflesso utilizziamo molto anche le Contour e le GoPro 3 Black Edition che coi loro 120 fps nello slow motion per noi sono fondamentali.
La Contour è per noi molto pratica dal punto di vista dei comandi e della funzionalità, dato anche con guanti pesanti da sci o da cross con un solo comando a slitta possiamo far partire la registrazione."
Con immagini così belle e spettacolari la post produzione aggiunge ancora molto al prodotto finito e l'editing viene realizzato su piattaforma Mac con Final Cut di ultima generazione e con l'integrazione di altri software tipici come Color e Motion, con postazioni di lavoro a quattro schermi.
Nel caso di operazioni di montaggio complesse, di lunghi girati e tempi di consegna ristretti, il lavoro viene suddiviso su varie postazioni, ognuna gestita dal consulente freelance che ha contribuito a un servizio della puntata.
Ogni episodio sull'arco temporale citato dei 26 minuti e senza presentatore prevede quattro argomenti collegati da pagine e stacchi di grafica realizzata con Motion e Final Cut.
Per realizzare i vari servizi video oltre alle reflex e oltre alle telecamere più grosse come le X1 della Sony o la F3 di Sony Actionmovie impiega sempre diverse attrezzature di supporto alle riprese -come carrelli motorizzati per realizzare i time laps in movimento- e si basa un mix di prodotti acquistati come la polacca SlideKamera, portatile con piccole rotaie.
Marco ci parla della produzione: "Altri prodotti li abbiamo realizzati direttamente noi in legno e abbiamo costruito anche un specie di piccola funicolare che permette di montare una camerina Gopro e utilizzare fino a 120 m di gettata con inseguimenti tra gli alberi nei boschi con le mountain-bike. Si installa in soli 20 minuti ed è in grado anche di sorreggere il peso di una piccola videocamera. Si tendono i cavi lungo il percorso prescelto e la macchina scende in discesa mentre riprende. Abbiamo costruito anche un altro piccolo Crane, un braccio che realizza delle inquadrature più curate dal punto di vista della fluidità del movimento. E poi utilizziamo moltissimo le steadicam, tipo le Glidecam, come il modello steady artigianale dal nome Sanda prodotta da officine made di Moncalieri: è una steadicam piccolina per impiego su pesi minimi come le reflex, che risulta davvero molto funzionale e ci ha permesso di arrivare a inseguire atleti fino a 126 km/h sugli sci e con immagini davvero spettacolari."

RotoR, soggettive sul soggetto
E l'avventura non è finita qui, infatti poi è nata anche l'esigenza di realizzare delle inquadrature soggettive differenti da quelli che sono i punti di vista tradizionali e soprattutto differenti da quelle riprese tipiche dalle telecamere fissate su casco o helmet cam.
L'idea era di evitare le solite panoramiche traballate e proporre delle "soggettive sul soggetto" attore dell'azione.
Marco che ha realizzato questo nuovo dispositivo di ripresa ci racconta: "Avevano già realizzato un braccio fisso leggero che installato sui caschi permetteva di riprendere il soggetto. Ma a me interessava riuscire a produrre qualcosa di più e ho pensato di inventare il "RotoR". Così il primo è stato un prototipo sperimentale realizzato in garage con prodotti rudimentali. Un'asta, su cui montare due piccole mini-telecamere, che girasse a 360° imperniata al centro sul casco. I primi test effettuati personalmente su una pista di motocross hanno dato risultati davvero esaltanti. Quindi abbiamo costruito un upgrade più leggero, più economico, sfruttando gli attacchi della Gopro, lanciato il filmato con grandissimo successo su Youtube e deciso di brevettarlo con estensione internazionale del mondo.
Il RotoR è un prodotto molto interessante perché è utilizzabile in tutte quelle discipline sportive dove è necessario indossare un casco, tranne nel Kite dove i cavi intralcerebbero.
I due passi successivi sono lo sviluppo a brevissimo di un modello di tipo broadcast e un altro modello per il mercato consumer.
In pratica l'asta è di 1,40m e ognuna delle due telecamere è fissata a 70 cm dal fulcro, rispettivamente destra sinistra del casco con inquadrature convergenti. Il rotore che fa girare l'asta è fissato nel fulcro sul casco e sopra questo l'asta stessa è fissata a 15° di inclinazione rispetto al piano di rotazione. Le 2 mini camere sono inclinate in modo che il lato alto dell'inquadratura arrivi a sfiorare il supporto RotoR ma senza lasciarlo vedere. Così chi vede le immagini non capisce come siano montate la telecamere e come facciano a ruotare. Il trucco è evidentemente nell'ancoraggio centrale sul caso e il leggero disassamento che in accelerazione e in frenata fa sì che le due telecamere si muovano in rotazione per forza centripeta.
Le immagini realizzate sono difficili da descrivere ma di enorme impatto visivo e gli effetti migliori si hanno in una ripresa che parte da una certa angolazione e con un piccolo movimento -magari di 90°- poi rallenta e poi magari ritorna lentamente nella posizione iniziale. Così si ottiene una specie di micro crane fissato su un casco che quindi realizza una soggettiva particolare, enfatizzata molto dall'angolo di campo piuttosto ampio tipico delle Gopro, di 170°. Questo consente a soli 70 cm di visualizzare per esempio tutta la moto da cross, compreso il pilota e anche lo sfondo, quindi certo delle bellissime inquadrature altrimenti impossibili.
Il modello standard pesa solo 1,4kg e le applicazioni sono molte, anche se non bisogna eccedere con la velocità, infatti è stato provato anche sul casco del pilota della nuova Ducati Panigale ma la velocità di 240 allora non ha permesso la rotazione perché flusso aerodinamico la bloccava. La rotazione avveniva quando il pilota mollava l'acceleratore in staccata, nelle curve.
Il brevetto non copre il dispositivo in sé ma piuttosto l'idea di filmare a 360° un soggetto il movimento.
Il RotoR, sia il suo nuovo gemello in fase di sviluppo, oltre che nella spettacolarità dell'action potrebbe essere molto utile nella didattica e nello studio del movimento.
Marco conclude: "Visto che questa idea ha suscitato grande interesse worldwide, Actionmovie propone alle aziende interessate al suo sviluppo la possibilità di avere in uso il brevetto sotto contratto e royalty."

www.actionmovie.it

www.rotormount.com

http://www.youtube.com/user/Actionmovieitaly?feature=mhee

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