Novembre ha visto aprire le danze di alcuni importanti eventi sportivi che segnano il ritorno di SKY nella produzione del grande rugby: sono stati tre incontri Test Match aperti dalla sfida di Sabato 6 novembre allo Stadio Olimpico di Roma, Nazionale Italiana di Rugby contro gli All Blacks della Nuova Zelanda.
Anche gli altri due eventi, seppur realizzati con un dispiego di mezzi leggermente inferiore, sono stati seguiti dal service italiano Cinevideo ed erano Sabato 13 novembre allo Stadio Monigo di Treviso, con Italia-Argentina e Sabato 20 novembre allo Stadio Lanfranchi di Parma con Italia-Uruguay.
Nella prima delle tre partite andate in onda in chiaro su Sky la configurazione voluta prevedeva un camera plan davvero impegnativo, infatti sono state portate in scena addirittura 26 telecamere piazzate sul campo, tra cui parecchie per riprese speciali.
Andrea Buonomo, direttore tecnico ed Executive Sales Manager di Cinevideo ci parla del layout:
“Sono eventi molto speciali in cui, come succede a livello internazionale, viene garantito un elevato numero di punti di ripresa.
Tra questi, sette sistemi radio wireless, quattro telecamere SuperSlowMotion a 150 fotogrammi al secondo (Sony HDC4300) e due UltraEMotion che hanno operato a 500 fps con tecnologia PHANTOM FLEX4K.
Tutta la sezione in radio frequenza è stata curata da Elettronica Industriale con apparati proprietari.
A livello di supporti speciali di ripresa sono state impiegate: due steadicam a favore di campo, due supporti di ripresa gimbal (dietro ogni porta) con telecamere Sony FX3, i nuovo modelli ultracompatti che realizzano riprese in stile cinema, con ottiche cinematografiche e collegamento wireless, una polecam e una BuggyCam.
Ai 4 angoli delle aree del campo erano collocate le telecamere definite TMO (la VAR del rugby) utili all’arbitro, ospitato a bordo dell’ob-van, per verificare eventuali falli, la validità di punti segnati e le varie azioni”.
Il camera plan e un po’ di numeri
A livello di camera plan il rugby ha potuto contare su tre telecamere in tribuna, una dedicata a inquadrature ampie, una a riprendere immagini più strette e una a cogliere dettagli con tagli super stretti.
Tra le altre telecamere, una era piazzata a centro campo, sullo stile della “piattina” tipica del calcio, ma in posizione rialzata su un supporto Hi-Lo alto due metri.
Un’altra telecamera, con ottica lunga, era posta in reverse con configurazione Super Motion e, per la prima volta utilizzata in Italia, in posizione opposite e in collaborazione con la Movicom, è stata impiegata una “Buggycam”, una telecamera piazzata su un cart telecomandato, su ruote senza binari.
Un pilota operava a distanza questo mini veicolo e un secondo operatore si occupava delle riprese grazie a una testa mobile stabilizzata remotata e wireless, della Movicom.
Questa camera poteva muoversi velocemente avanti e indietro lungo tutto il lato opposto del campo, seguendo la azioni del gioco con grande dinamismo e piuttosto vicino agli atleti, al centro dell’azione.
La produzione è stata realizzata in HD e una telecamera in configurazione beauty posta in alto restituiva immagini quasi a 180 gradi grazie a un’ottica fish eye.
Sempre a livello di numeri, Cinevideo ha ingaggiato 60 persone di troupe per seguire l’evento e ha schierato il Dolphin 7.0 come mezzo di controllo riperse e regia.
A bordo, dieci operatori di replay gestivano 38 canali di registrazione EVS XT-Via.
Il setup prevedeva anche quattro telecamere Panasonic PTZ cablate e puntate costantemente verso gli allenatori posizionati in tribuna (non in panchina a bordo campo come nel calcio)
Le altre due PTZ erano montate all’interno degli spogliatoi delle due squadre per realizzare immagini esclusive solo in determinati momenti e in base a un rigido protocollo che ne controlla il posizionamento e i momenti in cui operano.
Un produttore televisivo inglese in contatto coi tecnici di replay decideva i momenti in cui fosse possibile staccare su queste immagini.
Queste telecamere, seguite da un operatore dedicato e dotato di green pass, sono dotate di tally, per avvertire i giocatori quando in onda.
I collegamenti dalle camere cablate alla regia sono stati stesi uno o due giorni prima dell’evento, a seconda della configurazione dello stadio.
In tribuna stampa era presente un tecnico di Cinevideo che si occupava di fornire supporto ai due team presenti, deliverando 6 segnali HD ad ogni squadra e garantendo la distribuzione audio/video a tutti i broadcaster presenti.
Per la distribuzione sono stati utilizzati i Riedel MicroN.
Oltre alla tipica microfonazione che segue in stereo le riprese delle telecamere in campo e le azioni del gioco, la ripresa audio all’Olimpico di Roma ha anche voluto sottolineare al meglio la cerimonia tipica propiziatoria e iniziale della squadra neozelandese, gli All Blacks, col loro tipico rito/preghiera a inizio partita, denominato “Haka”.
Due radio microfoni sono stati collocati in campo e poi rimossi prima del match, per riprendere ad hoc questo momento intenso.
Anche su questa produzione Sky ha prodotto una propria personalizzazione, sempre realizzata a bordo della regia Dolphin7 che è dotato di due zone di produzione indipendenti.
Per questa “unilaterale” Cinevideo ha impiegato due telecamere, una Polecam che riprendeva immagini in un apposito studio per i pre e post partita, e una seconda dedicata a interviste e momenti di “colore”.
HIA, la tutela dei giocatori sul Rugby
La società Hawkeye offre un servizio prezioso alla Federazione Internazionale Rugby denominato HIA: è nato per la tutela dei giocatori e prevede un medico che riesce a controllare le immagini di tutte le telecamere durante il gioco.
In caso di uno scontro piuttosto cruento tra gli atleti, il medico è tenuto a valutare la gravità dell’evento.
Questa tecnologia gli è indispensabile proprio per capire la gravità dell’impatto e se questo possa impattare sulla salute del giocatore o se può continuare la partita.
Sullo stile del VAR della Serie A, questo servizio serve a valutare l’effettivo stato di salute in diretta e quindi tutela l’incolumità dei giocatori.
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