La seconda parte del convegno virtuale SKY Italia SVG Europe ha affrontato altri temi attualissimi quali:
- Tecnologia e narrazione
- Sostenibilità nelle trasmissioni e produzioni sportive
- L’impegno di SKY verso il “Carbon Zero”
Vincenzo Lagattolla Head of Creative Area presso Sky, ha fatto da moderatore partendo dal fattore differenziante nello sport che è il modo con cui si racconta.
La creatività legata al racconto sportivo, così come la tecnica, hanno potenziato lo storytelling. “Oggi la competitività si basa sulla capacità di usare assieme strumenti e tecnologie a tal fine.
Negli ultimi anni l’esplosione di grafica e creatività vanno di pari passo per approfondire in modo totalmente nuovo l’evento sportivo.”
Roberto Montoli regista sportivo, ha parlato di linguaggi innovativi.
Grazie a nuovi strumenti in grafica, in regia, è cambiato il modo di raccontare.
Nella pandemia sono cambiati molto i supporti tecnici con cui fare regia (ad esempio Streamix), Obbligato a utilizzare nuovi sistemi per lavorare in cloud, ogni utente è diventato cameraman col proprio device; sono stati ricostruiti piccoli studi in casa del presentatore e vinta una sfida importante.
É cambiato il modo con cui si possono trasmettere informazioni verso lo spettatore e così anche le infografiche e le statistiche.
Il linguaggio AV si è molto modificato, in particolare nel linguaggio sportivo: è molto importante riflettere sui contenuti e interagire con le nuove generazioni che possono dare una grande energia e nuovi spunti. “L’infografica deve cercare di aumentare la possibile esperienza sportiva nell’interazione”.
Carlo De Marchis Group Chief Evangelist Deltatre
Ha illustrato il suo punto di vista sui nuovi strumenti emergenti e le innovazioni tecnologiche su “Infografica e stats” broadcast.
I cambiamenti oggi sono soprattutto nel modo con cui la grafica si integra col video dal vero creando molte nuove possibilità.
Anche partendo dai raw data bisogna cerare intelligenza, inset e story telling.
In generale, anche se è stato fatto tantissimo, pensa che siamo ancora all’inizio, e vede di buon occhio l’uso di grandi strumenti grafici innovativi ma che comunque dimostrano ancora dei limiti nell’integrazione broadcast.
“C’è da lavorare su come collegare la grafica con lo story telling… un oceano in cui divertirci nei prossimi anni.”
Vincenzo Lagattolla ha suggerito che si rischia di farne un uso sterile della grafica senza un racconto strutturato, col pericolo di creare disinteresse nello spettatore.
“Molti strumenti creativi sono disponibili ma bisogna iniziare a capire come usarli al massimo per non creare confusione in chi guarda.”
Roberto Montoli
Ha affermato che un’ulteriore esperienza vada fatta nell’interazione dei dati che fa da spinta per lo spettatore. Di dati se ne usano tantissimi ma il rischio è di annoiare.
“L’interazione, invece, può spingere le persone che guardano a interagire. Ed è fondamentale.”
Per Vincenzo Lagattolla, un elemento differenziante è proprio il “mobile”, grazie anche alla grande banda che si affaccia col 5G e che cancella l’unidirezionalità.
Sempre grazie ai telefonini a cui siamo abituati, potremo fornire dati aumentati nella realtà.
Un “qualcosa” che diventa “metaverso”: la capacità di immergersi nell’informazione va utilizzata al meglio, altrimenti il racconto non è più attuale per i clienti.
“Il rischio anche nella AR che usiamo da anni è di farlo diventare uno strumento ripetitivo e non più stimolante per il racconto.”
Carlo DeMarchis
Parlare di un solo racconto non è più attuale, ci sono più racconti assieme: anche in un evento live lo storytelling va pensato per più canali, quindi non un racconto su cui qualcuno fa un repurposing successivo, ma è necessario pensare a tutti i canali assieme fin dall’inizio.
Quando si hanno a disposizione più canali ci possono essere tante storie che creano un racconto alternativo per più pubblici diversi, con più modalità di fruizione interattiva.
“Le ricerche indicano il pubblico che arriva dal gaming fa fatica a stare fermo davanti a un contenuto; se gli dai qualcosa da fare rimane di più.”
Vincenzo Lagattolla
Le nuove generazioni hanno approccio diverso di visione e linguaggi più rapidi, con un’interazione più spinta.
Ecco quindi la necessità di una interazione nuova e lo sviluppo di Intelligenza Artificiale come strumento di comunicazione.
“Già oggi si possono creare intere storie grazie al Machine Learning e anche grazie al data scouting dove, grazie ad AI, il racconto diventa nuovo ed esclusivo.”
Carlo DeMarchis
Deltatre ha investito su AI e ML e MR creando un lab specializzato con 7 persone dedicate a questi temi e sviluppando i cosiddetti match facts: AI e ML nella parte media stanno portando al “predicting” ossia fare delle previsioni su quello che può succedere. Ciò sta aiutando a creare strumenti alternativi per chi vuole storie editoriali diverse.
“Questo è il maggiore impatto verso i media, il “Predictive” ci sta aiutando a creare nuove capacità di racconto per fornire all’audience quello che è più rilevante.”
Alla domanda di Vincenzo Lagattolla su quali possano essere gli sviluppi del racconto sportivo e il suo futuro, RobertoMontoli ha risposto auspicando una maggiore vicinanza al campo di gioco, ossia al contatto con gli atleti.
“Abbiamo ancora prospettive troppo lontane dall’esperienza unica che potremmo offrire agli spettatori, il problema è delle infrastrutture che faticano ad accogliere le nuove tecnologie.
Ad esempio, quando vedo un calcio di rigore mi piacerebbe tanto conoscere le pulsazioni del calciatore e anche quelle del portiere.”
Conclusione
La conclusione di questa sezione del panel è dunque riassumibile nell’affermazione che “siamo sicuri che il racconto diverrà sempre più ricco e innovativo.”
L’ultimo panel “Overview of the sector and industry”
Moderato da Riccardo Botta, ha cercando di tracciare come sta andando l’ecosistema televisivo della produzione nell’era post covid.
Carlo Struzzi Sales Director di Video Progetti, vendor di sistemi
Il Covid ha accelerato l’utilizzo del cloud e degli strumenti remoti anche di processo; i clienti chiedono di accedervi e di automatizzare processi, quindi Video Progetti presenta soluzioni innovative che facilitino tutto ciò.
Oggi lo storytelling è multilivello, come la distribuzione; è importante creare sistemi automatici utili per progettare un racconto.
I clienti vogliono accedere agli strumenti migliori che il mercato mette a disposizione.
L’arricchimento dei contenuti oggi avviene attraverso sistemi che migliorano la gestione dei dati, dell’immagine e sistemi automatici con AI, al fine di aiutare l’editore a raccontare una storia che praticamente non ha mai fine.
“Servono diversi strumenti, dall’HD HDR fino alla distribuzione sui canali secondari, come il cloud che serve per produrre più contenuti per più piattaforme.”
Andrea Gianolli CEO e CTO One Tv, servizi per il mondo tv
One Tv, nota produttrice di ob-van e sistemi trasportabili, con clienti mondiali, compie 10 anni nel mercato dei servizi.
Lo stop di tutte le attività per il Covid è stato immediato totale e traumatico con diversi team di produzione di cui alcuni bloccati senza poter raggiungere le location.
I tempi morti sono stati utilizzati per aggiornare apparati e sviluppare sistemi proprietari software e hardware per il controllo remoto a bassa latenza e basso consumo di banda.
“Oggi abbiamo apparati importanti come quelli forniti anche a Euro Media Group, e creato mezzi nuovi di produzione per migliorare l’offerta, tipo l’Esterna 6, 10 e 15.”
Fabio Ghezzi Production Director Operation Lega Serie B
Il Covid ha costretto a diventare innovativi e a trovare soluzioni che prima non si cercavano nemmeno, in molti ambiti e nel calcio.
La pandemia è stata serissima per il “sistema calcio” per un sistema che nasce e vive negli stadi.
Le limitazioni anche oggi sono importanti: l’impossibilità di portare telecamere nel tunnel, negli spogliatoi, le squadre che entrano separatamente.
Ci sono vincoli di ogni genere, problemi difficili da superare per gli stadi che si sono vuotati.
La scommessa del calcio oggi è come riuscire a estendere la vita del prodotto Tv per poterlo raccontare e sfruttare in termini di nuove monetizzazioni, perché il problema “economics” rimane.
L’idea è di dilatare la vita di un match ben oltre i 90 minuti e trovare soluzioni tecnologiche che permettano di raccontare questo mondo con le modalità del futuro.
L’engagement della fan base è e sarà sempre determinante in un mondo che si sta virtualizzando ancora di più; il metaverso arriverà e stiamo andando in una direzione che pochi conoscono bene.
Sarà disponibile una mole di dati spropositata da utilizzare con vari obiettivi, molto al di la del match.
Le nuove generazioni hanno bisogno di interazione, di un meccanismo che congiunga il virtuale con il match, dove il fan diviene parte attiva dell’evento, nel pre e nel post partita.
“Questa aggregazione di passione per un club equivale a nuove opportunità di business. Nuove tecnologie cambiano radicalmente il mondo delle sport.”
I temi più attuali descritti fin qui sono dunque la Fan base, l’aumento dell’engagement e l’immersive story telling.
Carlo Struzzi e il system integrator nel nuovo mercato
Le esigenze dell’editore o del cliente guidano nel cercare soluzioni tese al miglioramento della produzione dell’evento in cui servono tecnologie di un certo tipo.
Ma poi l’evento continua oltre l’evento.
Anche la distribuzione cambia: ecco la ricerca di soluzioni orientate a supporto di nuove idee.
Il cliente vuole sempre più integrazione con AR e con la Fan Base.
Il system integrator deve poter creare un workflow sempre più efficiente e integrato.
Deve migliorare l’ingaggio del fan su un periodo più lungo e riuscire a integrare il lavoro dell’ob-van con lo studio e la piattaforma in cloud.
É imperativo creare dei workflow multilayer che aiutino lo story telling, scatenando processi automatici sui dati disponibili.
“Oggi il lavoro è più variegato, per più piattaforme di distribuzione e più impianti. Dovendo progettare impianti per più utenze e più livelli, ci siamo dotati delle risorse necessarie.”
Conclusione
Il panel si è poi concluso con Riccardo Botta che ha chiesto: “Nascono 1000 fornitori sviluppo tecnologici e software, ma il mercato come si muove?” Si può parlare di un consolidamento di tanti o pochi grandi player? E di industrializzazione del settore?
Ha risposto Andrea Gianolli sottolineando che il consolidamento sui grandi gruppi non è conflittuale con le società che rimangono indipendenti e che rispondono a esigenze “locali”, per dimensioni di mercato differenti tra Italia e resto del mondo.
“I singoli progetti permettono una maggiore attenzione alla qualità, mediante ricerca e sviluppo.
Trasformare questo mestiere in industria credo che sia veramente molto lontano.”
Il progetto nasce nel nome della sostenibilità nel 2017 per la salvaguardia degli oceani e poi Sky Zero per la riduzione drastica delle emissioni dirette e indirette, entro il 2030.
Il grande impegno coinvolge l’uso di energie rinnovabili, un parco veicoli totalmente elettrico e una sensibilizzazione anche verso i fornitori. E poi la produzione di serie tv a impatto zero, lo sport, prodotti tv con impegno di sostenibilità.
“SKY vuole raggiungere target importanti e lo sport può essere una guida anche nei grandi eventi, volano di una maggiore consapevolezza.”
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