Articolo in pubblicazione su Millecanali,tutti i diritti riservati Dicembre 2010
Note tecniche sulla tecnologia della luce LED.
Il rapido sviluppo dei LED RGB ad alta potenza e dei LED a luce bianca vissuto negli ultimi 2-3 anni ha dato grande impulso all’impiego domestico ed industriale di questa soluzione, ed ha contemporaneamente stimolato i produttori di sistemi di illuminazione Cine-Televisivi alla realizzazione di sorgenti di luce da impiegare come Key light sugli attori di un set di ripresa.
L’elemento di novità è costituito dalla reperibilità di LED a luce bianca delle caratteristiche adatte all’illuminazione artificiale, realizzati industrialmente a costi più bassi. Come invece è noto, risultano già di impiego diffuso corpi illuminanti a LED RGB o RGBA (matrice RGB con aggiunta di un altro colore “Alfa”) in funzione di “luci teatrali”, ovvero luci di effetto capaci di colorare un cyclorama oppure creare tagli colorati per l’illuminazione di elementi scenografici. Una delle ragioni che ha ristretto l’impiego dei LED RGB alla generazione quasi esclusiva di effetti, riguarda il fatto che i corpi illuminanti così realizzati producono ombre multiple colorate, portando a risultati indesiderati sulla riproduzione in video dell’incarnato (Flesh Tones nel seguito). Laddove tale approccio è stato sperimentato si è dovuto poi complementare i LED RGB con luci tradizionali, perdendo sostanzialmente i vantaggi connessi alla tecnologia LED.
E sono proprio le gigantesche implicazioni tecniche ed economiche derivanti dalla disponibilità di LED a luce bianca di altissima qualità ed efficienza ad aver improvvisamente attirato l’attenzione dell’industria: tali dispositivi a semiconduttore consentono di realizzare sorgenti di luce principale virtualmente esenti da qualsiasi generazione di calore, con un efficienza energetica media del 80-90% (ed efficienza luminosa di 40-180 Lumen/W), dunque portatili, compatte e prive di elettronica esterna, dimmerabili, nelle migliori implementazioni, con continuità e stabilità delle caratteristiche cromatiche da 0 a 100%, disponibili con temperature colore da 5.600 °K e 3.200 °K senza colour-shift apprezzabili.
Tale risultato generale ha permesso di realizzare corpi illuminanti con una potenza luminosa comparabile con corpi tradizionali ad incandescenza da 500 a 650W con un consumo elettrico reale di 45 e 75 W rispettivamente. Alimentabili dunque anche a batteria e, soprattutto, capaci di generare una luce dalle qualità e caratteristiche illuminotecniche necessarie per non alterare le modalità operative consolidate dei Direttori di Fotografia (DoP). Tale condizione implica evidentemente la disponibilità sia di corpi illuminanti che generino luce diffusa con fasci dalle caratteristiche angolari note (utilissime nei sempre più comuni Studi televisivi di piccola dimensione con soffitti bassi), sia di corpi Fresnel in grado sia di concentrare una potenza maggiore su distanze notevoli a parità di specifiche, sia di produrre un’unica ombra nera.
Alcuni produttori sono già pronti a raccogliere la sfida tecnologica e si intuisce come ciò possa scuotere alle fondamenta uno dei settori tecnologicamente più complessi e assestati dell’industria televisiva (le prime lampadine ad incandescenza sono state commercializzate intorno al 1900; con le dovute proporzioni il concetto alla base della generazione di luce di quelle odierne è immutato; una normativa della comunità europea ne prevede, inoltre, nell'arco di 7 anni a partire dal 1/9/2009, il divieto di vendita in tutti i paesi della Comunità, graduandone annualmente il divieto in base alla potenza in watt). Considerando che l’efficienza energetica tipica di una sorgente luminosa ad incandescenza non supera il 10% (con eff. lum. di 10-20 lumen/W), quella di un tubo fluorescente non supera il 30% (eff. lum. di 50-100 lumen/W) e quella di una sorgente a scarica a ioduri metallici (HMI) non supera il 37% (eff. lum. di 65-200 lumen/W) si intravede quale possa essere il risparmio sul solo costo dell’energia a parità di intensità luminosa resa sui soggetti. Come è noto la maggior parte dell’energia assorbita dalle sorgenti tradizionali è dissipata in calore. Il risparmio energetico citato si propaga allora anche sugli effetti derivati dalla mancata generazione di una grande quantità di calore, incidendo significativamente su ciascuno dei punti seguenti: innanzitutto sulla dimensioni e pesi dei corpi illuminanti e su quelli delle sospensioni e stativi richiesti per il loro posizionamento (addirittura alcuni corpi LED sono leggerissimi e realizzati con fattore di forma quadrata, il che consente accoppiarli meccanicamente al fine di moltiplicare la loro potenza ottica. I corpi Fresnel, per gli stessi motivi, hanno la lente di focalizzazione realizzata in materiale plastico ed il corpo in resina!), sul dimensionamento delle infrastrutture di studio, sulla facilità di esercizio delle sorgenti di luce sul set (si pensi alla difficoltà di gestione dei corpi illuminati ad incandescenza o HMI quando sono accesi, ed ai tempi di warm-up o raffreddamento richiesti), sulla necessità di disporre di impianti elettrici adeguatamente dimensionati con dimmer elettronici di grande potenza; sull’altrettanto gravoso problema del condizionamento degli ambienti. Parallelamente saranno scalate verso il basso quelle misure anti-infortunistiche e anti-incendio legate normalmente alle masse, alle correnti elettriche ed alle temperature in gioco in un impianto di illuminazione. Discorso identico per i tempi e costi di manutenzione, i quali sono ora sostanzialmente azzerati, dato che la vita media dei migliori sistemi a LED in luce bianca presenti sul mercato è di oltre 50.000 ore (> 6 anni, 24h/gg. )! Tutto quanto citato diventa logisticamente ancora più evidente nel caso di riprese in esterni (si pensi ai mezzi appoggio, al gruppo elettrogeno e al personale richiesto! E se il clima volge al brutto è noto come le difficoltà si moltiplicano rapidamente). Similmente per le location in interni dove ora si utilizzeranno efficacemente le stesse batterie delle telecamere di ripresa per alimentare i corpi illuminanti necessari ( l’impiego dei tubi fluorescenti ha solo parzialmente alleviato le difficoltà: restano difatti illuminatori di grandi dimensioni, fragili, scomodi da trasportare e, in ogni caso, di potenza minima richiesta in grado di mettere a dura prova le utenze elettriche domestiche). Inoltre, le lampade ad incandescenza, i tubi fluorescenti e i tubi a scarica durante la loro limitata vita (qualche migliaio d’ore al più), deteriorano rapidamente le caratteristiche spettrali sia con l’invecchiamento, ma soprattutto con il dimming. Nel caso dei LED di qualità più elevata tutto questo scompare.
Analizzando le proprietà fotografiche dei migliori corpi illuminanti a LED in luce bianca daylight (sia a luce diffusa che Fresnel), numerosi DoP hanno apprezzato un netto miglioramento della qualità delle immagini riprodotte in video. Le ombre prodotte sono uniche e nette, ma la luce, essendo generata da sorgenti distribuite (anche nel caso dei Fresnel la matrice attiva misura qualche cm^2), mostra un fascio proiettato sul soggetto privo delle caratteristiche tipiche di durezza delle sorgenti puntiformi o a scarica. Ciò aiuta a impostare valori di Gamma più ripidi migliorando il contrasto generale dell’immagine senza per questo rinunciare ad una riproduzione morbida dei mezzi toni sulla scala dei grigi. In HD tale caratteristica è molto importante dato che permette di controllare l’esposizione e la resa dei Flesh tones sul soggetto senza impiegare molte sorgenti distinte. I migliori illuminatori LED a luce bianca sono naturalmente flicker-free e non alterano la forma dello spettro emesso al variare della percentuale di dimming. Oltre agli ovvii vantaggi, questo ad esempio consente di ottenere effetti visivi straordinari in studi che hanno esposizione alla luce solare controllata nell’intensità da lamine polarizzanti. Il punto di lavoro della camera non viene così modificato, sia che l’intensità delle luci principali è al 100% durante il giorno, sia abbassata al 20% di sera per far emergere il background delle luci della città! Il tutto si riduce semplicemente al richiamo di due preset sulla console DMX! (nel nostro Paese SKY Italia in collaborazione con Lite Panels ha lavorato con estremo successo a tale scenario durante le Olimpiadi Invernali di Vancouver 2010 e i Mondiali di Calcio 2010 in Sud Africa). Altro punto di forza delle sorgenti a LED è l’assenza pressoché completa di “Stray lights”; la caratteristica angolare del fascio è ottenuta con microlenti applicate sui singoli LED; a livello macroscopico si nota una minore necessità di barn-doors. Per i Fresnel si è notato come a parità di angolo di focalizzazione, la luce non ha il caratteristico (e fastidioso) “Hot-Spot” centrale ed è dunque uniformemente distribuita sull’impronta del cono di proiezione. Una domanda lecita riguarda le ragioni per cui la gran parte dei corpi illuminanti a LED è disponibile in daylight. Pur constatando che al grado attuale di sviluppo la realizzazione di LED 3.200 °K ad alta potenza ed elevata qualità spettrale (necessari per realizzare Fresnel “caldi” ad esempio) è ancora oggetto di ricerca, così come la potenza ottica massima dei corpi illuminanti daylight arriva attualmente alla comparazione con i 500W/650 W 3.200°K (sebbene sia stato visto al NAB 2010 un prototipo Lite Panels di un Fresnel equivalente 2KW Tungsteno!), occorre tuttavia sottolineare che le moderne telecamere HD hanno una sensibilità decisamente elevata (F10, 2000 Lux è praticamente uno standard in HD). In altre parole i livelli medi di illuminazione richiesti sono mediamente più bassi (600-800 lumen sul soggetto, a volte molto inferiori) del passato anche recente. Le camere manifestano inoltre una qualità strumentale e visiva maggiore se impostate nel preset daylight rispetto al preset per i 3.200°K (sostanzialmente a causa dei fattori di guadagno dei canali RGB che inducono ad una minore generazione di rumore).
Contestualmente è da osservare un impiego sempre più frequente di monitor LCD di grandi dimensioni o di LED-Wall come elementi scenografici in un set televisivo. Se lo studio (o la location) è illuminato 3.200 °K occorre convertire anche tali elementi alla stessa temperatura di colore. Il problema è che tutti i monitor LCD, e ovviamente i Led-Wall, hanno il preset di bianco “naturale” posizionato tipicamente nell’area dei 5.600°K o superiori. Spesso, dunque, i DoP sono costretti ad un indesiderato deterioramento delle caratteristiche cromatiche delle immagini o degli effetti riprodotti da tali dispositivi per adeguarli al tipo di illuminazione delle Key light. Con i LED in daylight tale problema svanisce e l’immagine risultante è oggettivamente più vivida e satura cromaticamente (a volte il miglioramento è quantificabile in un 30-40%!).
Dal punto di vista strettamente tecnico, e riferendosi ancora alle sorgenti di luce bianca, una delle caratteristiche più importanti per renderle idonee all’illuminazione in ambito televisivo è la loro capacità di riproduzione dei colori (con particolare attenzione ai Flesh tones). Tale è la proprietà di una sorgente a rendere i colori percepiti all’occhio umano più vicini possibili a come apparirebbero se illuminati da una fonte di luce assimilabile ad un corpo nero ideale (ad una determinata temperatura di riferimento).
I LED a luce bianca sono oggi realizzati in due modi: con una matrice multi punto (o multi giunzione) a colori diversi sommati additivamente in luce bianca, oppure da una singola giunzione mediante combinazione di fosfori eccitati da un’emissione LED di colore Blu o Ultravioletta. In entrambi i modi il ventaglio delle caratteristiche spettrali ottenibili risulta più ampio di quello delle sorgenti convenzionali (spesso fortemente sbilanciate in una sola porzione dello spettro) dato che esso varia molto a seconda del drogante della giunzione. Se il LED è usato per illuminazione, si ha generalmente una buona copertura del suo spettro visibile, il quale può essere sfruttato anche del 100%, pur essendo a banda più stretta mancando quasi totalmente della componente infrarossa. Per valutare oggettivamente le proprietà dello spettro emesso da una sorgente LED in confronto con le sorgenti tradizionali è tuttora impiegato il CRI: Colour Rendering Index, (il cui valore è stabilito in una scala da 0 a 100; una sorgente con 80
Ing. Sergio Brighel
Technical Director
Trans Audio Video s.r.l
ARRI
Sistemi di illuminazione, modulari, sofisticati e flessibili che sono alla base della filosofia ARRI LED. In questa direzione la proposta si avvale di tre modelli denominati Serie PAX, Serie Background Lighting Module (BLM) e Serie Caster.
La serie PAX nasce per essere molto versatile e si basa su tecnologia “True Match” che riesce a garantire una luce LED dalle caratteristiche naturali, con possibilità di colori infinite e ampia disponibilità di setup per qualsiasi occasione sul campo.
Due sono le versioni base a LED più un kit d'espansione che ampia lo spettro di impiego. Possiamo combinare i due kit e aggiungervi altri prodotti serie PAX, nonché fare uso di altri accessori già disponibili e altri che verranno pronti in futuro. Nell'acquisto di un sistema di illuminazione è bene verificare che sia un investimento espansibile anche in futuro e Arri garantisce che la serie PAX risponde a questi requisiti. Il kit PAX Ext, dove la sigla sta per “estensione”, prevede illuminatori e ottiche aggiuntive per i due kit seguenti. Il kit PAX 1 si dedica ad applicazioni in area “mobile” e dove il setup è “time-critical”, o dove apparati leggeri e il controllo locale sono un must.
Il pannello con cinque canali moduli LED misura 160 x 80 x 36 mm (LxAxP) e pesa 560 g senza accessori, è in grado di operare con un consumo di massimi 30 watt e con alimentazione da 85 - 264 VAC, e resiste ad spruzzi d'acqua dato che è in classe IP 44, dimmerabile da 0-100%, e un fascio di diffusione luce da 22°-116° (secondo le ottiche) e temperatura colore (in modo bianco) da 2000 K - 25000 K .
Il secondo kit, “PAX 2” invece prevede tutte le necessarie dotazioni per il controllo remoto, compresi comandi wireless, DMX e altro col fine di garantire la massima flessibilità. Il pannello misura 160 x 80 x 36 mm (LxAxP) e pesa 560 g (senza accessori) opera fino a +40°C, consuma un massimo di 30 watt accetta tensioni da 11 a 28 VDC, e con alimentazione da 85 - 264 VAC, 50/60Hz. Stessa classe IP 44, moduli LEO con cinque canali LED completa dimmerabilità, ampiezza del fascio 22°-116° (secondo ottiche), temperatura colore 2000 K - 25000 K.
d1group
Distributori della californiana Flolight, propongono nuovi faretti molto utili soprattutto nelle riprese ENG ed EFP data l'estrema compattezza e la destinazione professionale. Sono nati per esser collocati direttamente sulla telecamera camcorder e/o su appositi stand.
Il Microbeam 128 monta 120 LED molto luminosi equivalenti a 100W di luce tradizionale, si piazza in sede con un semplice supporto avvitabile ed è adatto alle più note marche di telecamere. Qui possiamo operare fino a sei ore con una batteria standard da camcorder, grazie alla pochissima potenza tipicamente assorbita dai LED. La particolarità di questi illuminatori è che la batteria a loro dedicata viene alloggiata sul dorso del faretto e quindi ne esistono diverse versioni adatte a batterie Canon, JVC, Panasonic e Sony.
Inoltre accetta tutte le alimentazioni esterne comprese tra 7 e 18V, è completamente dimmerabile e accetta diversi filtri come il Tungsteno a 5600K da applicare su slitta. La variazione della temperatura colore avviene quindi mediante impiego di filtri. Dove necessario, più illuminatori possono anche essere montati in cascata uno sopra l'altro, senza appesantire troppo il camcorder.
Sono determinanti in tutte le situazioni di ripresa, dalle interviste per “estrarre” il soggetto dallo sfondo, a tutte le situazioni dove il “cono di luce” frontale è essenziale. Non manca la borsa da trasporto e l'adattatore da rete a 12V DC.
Il Microbeam 256 ripete tutti i pregi del 128, comprese la grande potenza di uscita in luce e la compattezza dell'illuminazione a LED. Qui si parla di potenze di luce nell'ordine equivalente ai 200W tradizionali. Sono disponibili diversi modelli adatti alle batterie da installare sul dorso dell'illuminatore delle maggiori marche come Canon, JVC, Panasonic e Sony.
La luce sul set è assicurata fino a tre ore di autonomia e non mancano la borsa da trasporto e l'adattatore da rete a 12VDC.
Cosmolight
La presenza della Cosmolight nel campo dell’illuminazione professionale risale al 1962, quando il suo fondatore Francesco Rocchi iniziava a lavorare nell’industria cinematografica come operatore e tecnico delle luci in una società di noleggio di apparecchi per l’illuminazione. Oggi, a parecchia distanza, la Cosmolight è assai specializzata nei vari comparti dell'illuminazione cine e tv e propone anche modelli in questo moderno segmento dedicato all'illuminazione, con tutti i vantaggi -notevoli- di questa categoria di prodotti. Lo Star led 60, con uno chassis in alluminio anodizzato, prevede LED ad alta luminosità e un ottimo bianco, grazie a LED ad alta potenza, in temperatura colore da 5800°K oppure 3400°K, su una vita stimata di 20.000 ore. La possibilità di cambiare velocemente il fascio di luce e renderlo secondo esigenze a spot, medio o in tipologia a pioggia, lo rendono molto versatile; mentre il voltaggio in ingresso è da 90 –240Vac. È previsto l'interruttore di accensione e di dimmer a bordo e anche controllo via DMX, mentre la temperatura di esercizio è da -40° a + 50°. Per il montaggio è previsto apposito foro e staffa da 16 mm.
Coemar
I proiettori Reflection, nei modelli FullSpectrum e VariWhite, si distinguono per un’idea costruttiva che Coemar ha mutuato dal suo proiettore Antares: proiettava la luce su una prima parabola e la concentrava poi su uno specchio, per amplificarla in modo esponenziale.
Reflection introduce un’innovativa sorgente di luce “Multi-LED” che, posizionata frontalmente e assialmente a una parabola, emette in riflessione un fascio di luce uniforme senza pixel o punti, con una miscelazione di colori che copre tutto lo spettro di tonalità e consente di ottenere bianchi da 3200 K a 9000 K.
Le palette colore permettono di scegliere tra le modalità CMY o RGB e di selezionare digitalmente, da librerie interne, tonalità ottenibili tradizionalmente con filtri gel standard. Il movimento motorizzato della sorgente luminosa, rispetto al riflettore parabolico, genera uno Zoom lineare da 10 ° a 17 ° ( ½ peak angle) e da 16° a 25° (1/10 peak angle) .
Il design del Reflection è compatibile con gli accessori standard del Par, comprese le alette paraluce, le porta gelatine e gli scroller, con un evidente risparmio di costi per chi ne è già dotato.
Reflection consuma solo 190 W alla massima potenza luminosa, garantendo così il risparmio energetico. É elettronicamente dimmerabile secondo due curve selezionabili che simulano le fonti luce alogene o a scarica ed è sincronizzabile in modalità random o su impulsi elettronici strobo. Misura 319 mm in altezza, 467 mm in lunghezza ed è profondo 331 mm e pesa 11,8 Kg, inoltre opera in modalità Flicker free con la frequenza dei LED controllata via DMX. La modularità ne permette una facile manutenzione e la dotazione di fissaggi e la impermeabilità IP 20 ne fanno un ottimo “performer” in area “spettacolo”.
SGM
La SGM propone la serie LED LINE, ufficialmente definendole “cambiacolori ad alta tecnologia, ideali in tutti i contesti d'illuminazione artistica e fantasiosa per interni ed esterni”. Tutti i prodotti della linea offrono la possibilità di un'illuminazione variabile, versatile, capace di valorizzare qualunque ambiente. Sono stati impiegati in svariati settori, nell’intrattenimento, concerti rock, spettacoli televisivi, opere liriche, rappresentazioni teatrali e anche in area “cultura”, nei musei, gallerie d’arte, ecc., per valorizzare setting artistici così come d’architettura, quindi validi non solo negli spettacoli per i lighting designer, ma anche per architetti e progettisti che devono illuminare d'accento fontane, alberghi, monumenti, edifici storici e siti urbani. Molto silenziosi, visto che non fanno impiego di ventole, ma solo di dissipazione per convezione, questi proiettori sono programmabili senza l'impiego di controller esterni: il microprocessore è interno. Sono impiegabili in cascata fino a 30 unità (di cui uno principale e 29 slave) ognuno programmabile individualmente per eseguire il suo programma mediante un computer esterno, oppure via DMX, oppure dal menu interno che prevede fino a 48 eventi riproponibili per un arco di una settimana. Il playback è del tutto automatico e ogni evento può comprendere differenti regolazioni di intensità luminosa e miscelazione colori, effetti di otturatore (strobe, pulse, random strobe), macro (rainbow, random color), ecc. e non solo infatti è programmabile anche dal proiettore stesso un'estesa messe di dati, come l'ordine, il preciso istante dell'inizio di ciascun evento e la durata in tutto l'arco dei sette giorni. Le otto ottiche a disposizione, da 8, 25 e 40°, quelle ellittiche da 10x22° verticale e orizzontale, quelle asimmetriche da 8 e da 30° e quella ellittica da 10x90°; in pratica coprono tutti gli eventi e i setting, dall'illuminazione teatrale in lunga, a media e breve distanza, alle superfici verticali e quelle orizzontali, a quelle “alte e grandi”, alle quinte del palco e i fondali nel teatro e nella tv, nonché, come dicevamo, l'illuminazione artistica di paesaggi architetturali.
I modelli di questa serie si chiamano Palco 3, Palco 3 Mobile, Palco 5, Ribalta, Genio, genio Mobile e sono disponibili anche nella versione White LED.
Professional Service
Distribuito dalla cosentina Professional Service, il marchio cinese Swit ha a catalogo diversi illuminatori adatti alle telecamere portatili o camcorder.
Il modello S-2030(5600K) monta 12 LED che restituiscono l'equivalente di un'uscita in luce da 80W pur consumando meno di 30W. La temperatura colore è 5600K e il fascio luminoso dimmerabile, massimo 2000lx a un metro. Le parti ottiche frontali fanno si che restituisca e diffonda la medesima porzione di luce. Prevede un connettore D-tap DC e un supporto per pan-tilt collegabile alla telecamera a vite o a innesto rapido. Il modello S-2030(3200K) è identico al precedente ma prevede illuminazione pari a una luce al tungsteno da 3200° Kelvin. Il modello S-2020 monta due soli LED con soli 6W di assorbimento e la temperatura colore è commutabile fino a 3200K grazie a filtro e dimmer che consente di regolare l'illuminazione in modo facile. Il modello S-2020, sempre per montaggio ridetto sui camcorder prevede una sua batteria agli Ioni di Litio ricaricabile (S-8020) e uno speciale caricatore miniUSB (S-3110), che restituisce luce “utile” per circa un'ora. Sono disponibili altri due modelli, il primo siglato S-2010. Faretto per telecamera portatile che monta 4 LED dalla vita utile di oltre 100mila ore che offre una luce equivalente di circa 40w a 5600°K di temperatura colore e con un consumo totale di soli 12w e bassissima dissipazione di calore. La temperatura colore è commutabile fino a 3200K grazie al filtro e il dimmer che consente le necessarie regolazioni per bilanciare l'illuminazione come serve.
Il connettore dell'S-2010 accetta alimentazione dall'adattatore SWIT S-7200 o direttamente da una batteria DV S-8972 e S-8D62. Ultimo ma non da meno, in questa famiglia di faretti per eng/efp portatili, il modello S-2000 che propone 4 LED anch'essi a lunga vita (si parla di fino a 100.000 ore),con un'uscita in luce equivalente a un output di 40w a 5600°K di temperatura colore. E soli 12 w di consumo, con bassissima dissipazione di calore. Anche qui la temperatura colore è dimmerabile e regolabile fino a 3200°K mediante filtro, come sopra. E anche qui viene ripetuta la formula del connettore “D-tap” per alimentazione diretta tramite batterie.
Trans Audio Video
I LitePanels proposti dalla TAV fanno parte della serie “Sola” sono essenzialmente tre:
Sola6 LED consuma 75 watt e produce un output equivalente a 650W di un’unità al tungsteno, e pesa 2.7 Kg. Sola12 LED consuma appena 250 W con un output equivalente a 2000W al tungsteno e pesa solo 6.4kg. SolaENG LED è progettato per essere utilizzato sulla telecamera ma anche off-camera, ha dimensioni contenute (102mm x 102mm x 127mm) e pesa soltanto 0.28 Kg. Impiega una lente da 3” (7.62cm), consuma 30 W (con batterie camera 10-20VDC oppure con adattatore AC) (alimentabile anche dalla presa D-Tap di una camera) e produce un equivalente di 250W al tungsteno.
Litepanels®, azienda del gruppo Vitec, porta il Fresnel nel 21° secolo con la nuova serie di illuminatori a LED "Sola" ed offre un beam control da 70° a 10°, che in una rivoluzionaria soluzione a luce diurna propone un’efficace e innovativa controllabilità della luce Fresnel ad ombra unica, con il consumo di una frazione dell’energia normalmente richiesta dagli illuminatori convenzionali.
Come tutti i prodotti Litepanels, i nuovi Sola Fresnel a LED permettono un dimming istantaneo da 100% a zero senza color shift. Il SolaENG LED permette una regolazione manuale del fuoco e un controllo dimming ergonomico camera-style. I modelli Sola6 LED e Sola12 LED offrono un controllo motorizzato sull’unità e un dimming locale su di un conveniente touch screen, e possono anche essere remotati grazie alla loro interfaccia integrata DMX. L’output è completamente flicker-free e rimane consistente anche con un basso voltaggio di batterie quasi scariche.
Impiegando i LED ultra-efficienti Litepanels, gli illuminatori Sola consumano il 90% in meno rispetto alle luci convenzionali al tungsteno, con un riscaldamento ridotto al minimo. Senza ballast esterno pesano soltanto un terzo dei predecessori HMI. L’illuminatore è provvisto di input universale e può essere usato da 85 a 245 Volt.
LitePanels ha già mostrato al NAB 2010 un prototipo di un Fresnel daylight equivalente 2KW a Tungsteno. Sono illuminatori molto performanti; una delle caratteristiche apprezzate dai DoP che li hanno visti riguarda la qualità della luce prodotta, molto bella con immagini in HD per l'assenza di ombre molto dure, la generazione di un'unica ombra, l'assenza di stray light, l'ottima capacità di confinarne il fascio luminoso con le barndoor, l'assenza di qualsiasi colour-shift durante il dimming e la bassa potenza elettrica impegnata. Il Sola 6 (equivalente Arri 575 Daylight o Arri 650W Tungsteno) consuma soli 75W.
Temperature colori di 5700-5800 °K, con CRI >85! Le temperature operative sono <35-38°K anche sulla lente esterna in policarbonato. Fuoco e Dimming sono sotto controllo DMX; i proiettori Sola (a partire dal modello "6") sono inoltre dotati di slot per microcard SD con cui “upgradare” il firmware della CPU di controllo e addirittura controllare l'intera catena dei proiettori attraverso connessione WI-FI (e dunque, ipotizzare anche un controllo remoto di un parco illuminazione via IP).
Per quanto riguarda invece i corpi illuminanti 1x1", i sistemi Litepanels sono portatili, auto-contenuti e senza cavi; dimmerabili a 5600 e 3200 Kelvin (virtualmente senza color-shift), Impiegano semplicemente la batteria su tutti i modelli (ma esiste anche l'adattatore AC).
Montano LED ultra selezionati per garantire l'uniformità della temperatura colore prodotta sia a 5.600° K sia a 3.200° K. La temperatura operativa dei corpi 1x1' non supera i 35-38° C. Anche i proiettori 1x1 sono dotati di micro slot SD per aggiornamenti firmware e per la gestione via WI-FI del dimming (e del Fuoco/Temp. colore) nei proiettori denominati "BI".
TAV segnala anche un ulteriore faretto portatile, della Sachtler, denominato “Reporter”, basato su 8 LED, quindi compatto, flessibile e dalla lunga durata. I Volt in ingresso sono da 6 a 24 quindi in grado di sposare tutte le telecamere, dalle piccoline alle broadcast. È disponibile in versione luce diurna, ma il pacco LED sostituibile lo trasforma in un faretto a luce tungsteno e la lente montata come standard, una flood, è facilmente sostituibile con un'ottica media.
De Sisti
I prodotti LED , come li definisce De Sisti, “ad energia sostenibile” sono ora piuttosto completi e si chiamano “DE LED”, utili nell'illuminazione “Back Lighting”, per Cyclorama cambiacolori e una moltitudine di altri set e scenari. Sono da utilizzare in produzione come luce di chiave, di riempimento e anche come backlight ma anche come stage wash e downlight. La famiglia di prodotti “FRE-LED” combinano la potenza e l'efficienza delle tecnologie della Philips con sistemi ottici efficienti in grado di ottimizzare la potenza luminosa in uscita e il necessario controllo del fascio luminoso, in tutta sicurezza. I cambiacolori sono azionabili anche via DMX come fonti bianche regolabili perfettamente nella temperatura colore da 2500°K fino a 6500°K, con stabilità del colore garantita, grazie a un sistema interno e automatico basato su tecnologia brevettata da Philips.
Sono inoltre eco-compatibili e certificati dal punto di vista del risparmio energetico.
A completamento De Sisti propone altre innovazioni per il rigging con controlli avanzati per molteplici installazioni e illuminazione motorizzata. Un esempio è il DE-LED da 40 W cambiacolori per applicazioni Back Lighting, Colour Changing, Ciclorama e on stage in genere. Anche qui si fa affidamento alla cooperazione DeSisti e Philips e oltre a quanto detto otteniamo la possibilità di disegnare coi colori variarli, mixarli, ed effettuare dissolvenze incrociate tra luce diurna e tungsteno bilanciando temperatura colore, effettuare dei backligth sul blue o verde per chroma-key, animazione di shape in ampi ciclorama ed effetti pixel, derivati dal sistema di montaggio e dalla densità. Tutte le funzioni di dimmer, di cambia colore e dinamiche sono precise, veloci, accurate e ripetibili, come le dissolvenze incrociate e le sequenze temporizzate di differenti natura, sempre in grado di produrre l'effetto desiderato.
Un sensore interno e la stabilizzazione fanno in modo che il punto di colore voluto dei moduli De LED sia sempre esatto e ripetibile un un dato livello DMX per tutta la durata di vita utile di 35.000 ore.
Evolight
COLOURS è il marchio realizzato da Evolight che si dedica allo sviluppo e alla realizzazione di proiettori e pannelli DVI che utilizzando la tecnologia LED (Light Emitting Diode i.e. Diodo ad emissione luminosa; sulla scia dell'invenzione di Nick Holonyak J.r. nel 1962). Colours nasce con la volontà di aprire nuovi scenari nell'ambito dell'illuminazione professionale, architetturale, televisiva e dell'intrattenimento in genere. Tutti i prodotti Colours sono rigorosamente progettati e fabbricati in Italia. Evolight ha posto molto impegno proprio al fine di sviluppare soluzioni in grado di soddisfare le sempre crescenti necessità di artisti dell'illuminotecnica e lighting designer “avant-garde” che amano l'impiego delle nuove tecnologie. Il reparto Ricerca e Sviluppo aziendale ha messo in campo un sistema di calibrazione colori volutamente distintivo per questi Colours: non a caso ufficialmente la casa madre li appella con ... "Consistency in Colours".
Sempre nella linea Colours, “FrameVision” è uno dei diversi altri prodotti basati su tecnologia a LED che risponde alle richieste di moltissimi consumatori di apparecchiature washlight. Nasce prevalentemente per impieghi architetturali vista la sua natura che si inserisce perfettamente in spazi interni ed esterni. Tuttavia FrameVision non disdegna affatto studi televisivi, parchi tematici, luoghi di intrattenimento e molto altro ancora dove l'illuminazione deve essere d'accento. FrameVision monta 40 LED full-colour modello P5II che permettono di ottenere tutti i tipi di gradazione di colore desiderati.
Ianiro
Il pensiero di Ianiro è che la tecnologia LED ha provocato negli ultimi anni una vera “febbre da cavallo”. Le prove sul campo hanno calmato i bollori e – allo stato dell’arte attuale – hanno ridimensionato le realistiche potenzialità applicative del LED per luce bianca da Studio in apparati di grande potenza, rispetto alle aspettative: tuttavia pone fiducia nel fatto che la tecnologia LED riuscirà nel tempo ad offrire presto quelle caratteristiche ottiche e operative necessarie all’industria televisiva e cinematografica anche in grandi set e studi. Sono note le difficoltà sin dalla prima apparizione dei LED in tema di misurazioni della luce, sia quantitative che qualitative. Persino parametri internazionali consolidati quali il CRI Color Rendering Index sono oramai ritenuti da molti anni inadeguati a comunicare la qualità del colore dei prodotti di illuminazione che impiegano fonti di luce allo stato solido.
Tra rendimento del colore (CRI) ed efficacia luminosa radiata (LER), esiste purtroppo un rapporto di “scambio” : il miglior CRI si raggiunge con uno spettro ampio e distribuito lungo tutta la regione delle radiazioni elettromagnetiche visibili. Invece l’efficacia luminosa è più elevata in una radiazione monocromatica (555nm). E quindi un aspetto è a detrimento dell’altro costringendo i costruttori di LED e dei loro assemblaggi a sforzi di equilibrismo continui.
D’altro canto nuovi ed interessanti assemblaggi multi-chip Bianchi a temperatura selezionabile o RGB + Bianco, apparsi recentemente e largamente testati da Ianiro, seppur ideali per creare il bianco nelle varie temperature di colore televisive e cinematografiche, non offrono un fattore ottimale lumen/watt.
Fallire l’equilibrio tra CRI e LER, significa sprecare energia. Il peggior risultato possibile quando si parla di LED! Anche la dissipazione del calore rimane un elemento da considerare, soprattutto quando si decida per un alimentazione a 700mA o 1A per apparati potenti.
I dissipatori di calore necessari diventano allora di dimensioni ingombranti. Un modulo LED multi-chip da 35W daylight , con performance ottiche simili a un 300W convenzionale, richiede un corpo faro equivalente a circa un Fresnel alogeno da 1000W. E per un costo anche fino a cinque volte superiore.
La lente di Fresnel inoltre non si comporta beneficamente con i LED così come con le lampade a filamento, quindi il design deve comunque essere diversificato.
Stesse considerazioni sfavorevoli di rapporto Lumen/Watt e Ingombro/Costo, valgono verso gli apparati a “luce fredda” con tubi fluorescenti.
Queste motivazioni, tra tante altre, spiegano perché lo stato dell’arte dello stato solido non ha ancora consentito conversioni di massa degli studi televisivi e dell’industria cinematografica dalle fonti fluorescenti, tungsteno e a scarica, al LED.
Proprio per l’alto livello di coinvolgimento di Ianiro nella Ricerca e Sviluppo sui LED, l'azienda ha deciso di posticipare la presentazione di prototipi “da vetrina” alla prossima primavera 2011. Tuttavia già dal 2006 Ianiro presentava apparati di avanguardia LED molto efficienti e pratici nei settori EFP e ENG: la gamma EFP IANILED, che include due piccoli illuminatori da tasca a 6W e 7W utilizzabili in tante situazioni di emergenza, e il 54W che, unico nel mercato e brevettato, consiste di 3 apparati in 1. Lo Ianiled 54, infatti, è rapidamente e facilmente smontabile in 3 apparati indipendenti da 18W ciascuno, tutti disponibili con accessori per uso a batteria V-Lock o Gold-Mount a bordo, o con pacchi batterie separati ed alimentatori da 12V a 90/240vac. Il modulo esterno, con il diametro maggiore, può anche essere utilizzato come Ring Led intorno alle ottiche video o cine. L’illuminatore ENG ON BOARD Aladino LED, dispone di doppia potenza selezionabile da Dimmer a bordo : 350mA (circa 9W) e 700mA (circa 18W). Comodo e versatile per tutte le situazioni di ripresa ENG. Su tutti i prodotti LED Ianiro, Ianiled e Aladino, la temperatura di colore è selezionabile nella gamma della luce diurna dai 4000°k ai 6500°k circa e ulteriormente modificabile con filtri di diffusione e conversione universali.