In uscita su Millecanali, tutti i diritti riservati (roberto landini presspool)
Leonardo Chiariglione,
Il digitale porta aria nuova nel mondo e si parla di globalizzazione e di normalizzazione con un formato solo che si applica a tutte le applicazioni, in una catena completa dove il segnale passa quasi immutato.
L'MPEG2 rappresenta quindi la convergenza di quello che succede nel ricevitore mentre ognuno può far ciò che vuole, ha libertà di operare in studio. E questa procedura ha dato i suoi frutti.
Un altro aspetto importante è il salto di qualità che il tempo ha permesso e anche gli standard cambiano a grandi passi, infatti ogni 10 anni si riesce ad abbassare il bit rate che è necessario per veicolare un segnale tv alla stessa qualità.
Ci sono nuove industrie e società (dalle telco all'IT) che entrano nel campo dei broadcaster che sono in grado di progettare nuovi e ottimi modelli di business: le tecnologie sono solide e sono disponibili per tutti. Il concetto è che non bisogna avere paura del nuovo per non perdersi, ma è necessario prendere le decisioni opportune.
Sussiste purtroppo ancora grandissima confusione nei informati che riguardano i contenuti e soprattutto quelli destinati al web e il formato MPEG-DASH sembra molto interessante oggi.
Alessandro D'auria Avid
I clienti diventano consumatori e il contenuto creativo prima affidato a una catena del valore tradizionale tipica è cambiata in modo esponenziale e tutti possono proporre un'idea e renderla disponibile a tutti gli altri utenti.
La tipica necessità dei settori di produzione e di post è nel poter adattare questi contenuti ai vari device.
E' questa è una grande opportunità per il mercato, è un momento molto positivo e si tratta di capire come affrontare questa sfida per diminuire i costi e aumentare i profitti cavalcando il cambiamento.
La tipica catena di pre-produzione, produzione e delivery, oggi è stravolta e i costi di investimento sono molto ridotti. La monetizzazione segue strade nuove e diverse che portano benefici, sapremo quali contenuti vogliono vedere gli utenti e anche quando.
La proliferazione nella diffusione dei device è inarrestabile, quindi è necessaria una nuova piattaforma che colleghi i clienti col mercato in modo diretto. Ed ecco "edit e distribute Everywhere" (IBC 2013) una piattaforma che permetterà agli operatori di ottimizzare i costi e non investire in continue evoluzioni tecnologiche per trovare un equilibrio tra la domanda e la necessità.
Luca Sciotti Broadcast Solutions
ANSA voleva che realizzassimo un sistema di gestione dei contenuti video in modo da aggiungere ai due prodotti principali di informazione testuale le immagini e i prodotti video attraverso l'implementazione di workflow che fossero simili a quelli dedicati per alla loro redazione immagini e per la redazione testuale. La richiesta era precisa, mantenere standard di immediatezza per consentire la produzione di prodotti video finiti pubblicati su portali, venduti e distribuiti ai gestori di telefonia e di info in genere. L'implementazione della Broadcast Solutions è basata su una customizzazione di IterPlay e prevede due workflow principali, uno legato al footage, come prodotto grezzo del video, per distribuire in broadcast e in video i contenuti a utilizzatori professionali e un secondo workflow legato ai prodotti finiti, le rubriche Ansa Live, Primo Piano.
Anche qui i contributi sono in arrivo da piattaforme legacy in stream SDI o da file girati con device mobili. Si acquisisce il contenuto nella piattaforma di editing e di approvazione e poi si va in post, si aggiunge uno speech specifico e poi si ritorna nella piattaforma video di gestione e pubblicazione per la delivery a clienti e utenti.
Marcello Delle Piane Media Power
Dalla descrizione dell'azienda come distributore Seachange si passa a un oggi in cui l'aspetto territoriale si è espanso su Europa Middle East Africa e Pacific, tranne Cina, ed una espansione in verticale che comprende prodotti propri e non solo realizzati da altri produttori. Bisogna sottolineare la crisi, sì, ma esistono anche opportunità nascoste. I temi principali sono il content repurposing e la monetizzazione. L'idea di fondo e la vision aziendale sono riassumibili con il motto "Keep it simple make it work".
I sistemi devono essere sempre più compatti, basati su grande integrazione, preconfigurati, facili da usare, vantare deciso orientamento verso l'interoperabilità, di facile installazione e capaci di generare un veloce ritorno sugli investimenti.
Per fare questo è stata fatta la scelta di implementare i migliori prodotti esistenti sul mercato e l'integrazione con prodotti proprietari; la presenza è globale, con un supporto 24/7/365 basato su 11 persone nel sud della Francia.
Tre linee di prodotto principali e varie soluzioni come AirGo, sistema integrato di ingest, poi NewsTouch che è utilissimo nella presentazione delle rassegne stampa, e poi ancora Arkki, il "MAM in a box" che si distingue perchè assai semplice ed economico.
Carlo Morelli M3 Satcom
Società che si occupa di delivery, che ricava dal satellite circa per il 70% delle revenue. Le telco sono sempre più confinate al discorso del mobile, e il sat è sempre più importante per la qualità delle immagini con grande richiesta di HD e 4K e per la richiesta di banda.
Tre partner, Eutelsat per la distribuzione satellitare, Interoute per la distribuzione via fibra e Thomson per l'integrazione.
Partner importanti consortili, Elber, Telsat, DGQoS, VidyoCast, Onetastic, coprono tutti i settori del broadcast. Il portafoglio clienti è notevole.
Tre linee di business, il teleporto, la system integration e l'outside broadcast, avendo investito negli anni sulle strutture, con due teleporti a Milano e Roma interconnessi in fibra bidirezionale da Interoute, gestibili come da un'unica sede. Il teleporto si occupa di diffusione DTH sul 28° Est a 9° e soprattutto il 13° con un transponder gestito da Milano con ridondanza automatica su Roma contro i fuori servizi. Sui 13 gradi viaggia la tv satellitare la radio, comunicazioni, business Tv e radio in store.
Per la contribuzione e DTT la parte importante avviene sui 9 gradi col multiplex di Elemedia e sul 12 Ovest per Europa7 e il DAB. Sono previsti servizi di banda occasionale con un booking 24H per la prenotazione di banda.
Davide Ferri Sisvel (ing. Dini fondatore)
Alcune delle invenzioni di Sisvel sono oggi degli standard internazionali e 5 sono le ampissime aree di ricerca svolte coi partner, dove l'evoluzione dei media digitali è centrale, così come la soluzione Tile Format varata a fine 2009, una soluzione che permette a un broadcaster e un service provider di trasmettere all'interno di un unico canale un contenuto 3D e al tempo stesso in 2D senza aumentare i costi. Ad Aprile 2010 l'ing. Damato alla guida di Sisvel da 5 anni non voleva affidarsi alla normale procedura che prevede per un canale 3D il dimezzamento della risoluzione, dato il raddoppio dei dati da veicolare. Il Tile Format di fatto migliora la qualità del 3D senza tagliare la risoluzione orizzontale e verticale, mantenendo una delle due viste in qualità full HD 720P e tagliando la seconda vista in 3 parti per creare una soluzione che oggi è usata in Italia, in Europa e in Asia, agevole, supportata dai principali broadcaster a livello europeo, e che si sta evolvendo; infatti oggi il broadcaster può su un unico canale -dimezzando la banda- raggiungere gli utenti in 2D e in 3D Stereo e in futuro gli utenti autostereoscopici, aggiungendo delle informazioni che vengono chiamate "mappa di profondità".
Si Media Andreas Panozzo
Si Media dal 1978 ha avuto come obiettivo seguire le richieste del mercato introducendo un software gestionale per le scalette della programmazione delle emittenti televisive, per poi passare alla realizzazione di una automazione, per acquisizione e playout di queste scalette. Nel 2000 un sistema di gestione della Newsroom per i giornalisti era troppo in anticipo per una simile gestione automatizzata. Si sono poi concentrati sulla gestione dei contenuti, irrinunciabile in ogni realtà televisiva. Dal MAM per la gestione di contenuti si è passati alla generazione e alla distribuzione dei nuovi contenuti. Il centro del discorso oggi è la tecnologia IP, per il web e il mobile. Per l'IP nella contribuzione e la distribuzione su DVB-IP in standard broadcast e la possibilità di inviare contributi ai siti web e ai dispositivi mobili.
Si Media si concentra oggi sulla distribuzione e l'upload dei contenuti sui social network e i siti web delle singole emittenti tv.
Il mobile riguarda la fruizione tramite app dei contenuti gestiti dal MAM e ancora la contribuzione attraverso mobile o tablet sia in configurazione già completa e chiusa, di foto o filmati video, sia come contribuzioni live in stream ricevuti da sede centrale e rimandati in onda con commento del giornalista.
Carlo Nardello RAI
L'offerta tv sta modificandosi da un canale generalista per molti utenti a quasi un canale on demand per ciascuno; specialmente in un momento in cui le risorse pubblicitarie sono diminuite, siamo in un mercato dove stanno ancora aumentando competizione e costi. Il web è in costante crescita ed è importante cerare valore di pari passo con la mutata fisionomia da broadcaster a media company.
Il contenuto tv, inoltre, da multi mediale deve diventare cross mediale, ossia fruibile su diverse piattaforme. Non può essere lo stesso perché la tipologia deve tenere conto della piattaforma che lo distribuisce.
Quindi si parla di pluralità di piattaforme, di prodotti che vengono sviluppati e di tecnologie che ci permettono di mettere in link tutto quanto.
I tre grandi temi sono quindi la Convergenza, la produzione che deve diventare cross mediale e per fare questo tutto sta diventando digitale e tutta la produzione si sta dematerializzando con un evidente variazione dei processi produttivi ma anche un cambiamento emotivo: in pratica abbiamo assistito alla digitalizzazione della produzione, alla digitalizzazione dell'utente, a un nuovo digital workflow e alla dematerializzazione degli archivi.
Manlio Cruciatti MC-Consulting
Se il 3D non ha avuto questo grande successo, il 4K ha ottime potenzialità per arrivare, ma prima è necessaria una riflessione su quanto sta succedendo ora: circa il 10, 12% della popolazione mondiale ha problemi di udito e i sottotitoli sul digitale terrestre sono molto assenti. Perché dunque non utilizzare un pezzetto della banda del digitale terrestre per trasmettere questo servizio e perché non trasmettere il doppio audio? Forse vale la pena fornire servizi diversi prima di parlare di 4K. Anche il T2 "è bello" ma serve un altro switch off. Inoltre vale la pena ragionare ancora sulle normative che stanno uscendo, AGCOM obbliga a inserire il T2 nei nuovi tv, ma forse la riflessione coinvolge un discorso più ampio in cui il digitale terrestre è ancora perdente dal punto di vista tecnico rispetto al satellite, soprattutto nel discorso dell'HD.
É bene poi sottolineare che il salto verso le tecnologie del futuro, ma anche solo verso l'HD, è una bella cosa ma il panorama attuale effettivo della tv in onda è piuttosto disastroso dal punto di vista della qualità.
L'impressione è che sia veramente un compito arduo per fattori economici ma anche di mancanza di attenzione alla qualità.
Antonio Arcidiacono Eutelsat
Per garantire un'ottima qualità nasce lo smart LNB, ossia un LNB in cui si mette insieme un ricevitore standard DVBS-2, si converte il contenuto in IP e lo si manda verso casa sulla rete domestica ed entro la stessa testa, con un trasmettitore che è in grado di trasmettere dati verso un centro servizi. In pratica l'apparato è in grado di trasmettere e di ricevere al tempo stesso. Non trasmetto a megabit visto che per gestire la connettività e la connected tv spesso sono sufficienti solo 100 kb e questo consente di realizzare la scalability. Possiamo servire le centinaia di milioni di utenti con un sistema economico. Utilizza quanto di meglio oggi è disponibile come il satellite KA-sat che rende disponibili decine di gigabit di banda al secondo, utili per convogliare tutti queste centinaia di milioni di richieste che arrivano al centro servizi. Entro 10 anni si prevede non ci saranno più LNB installati che non siano di questo tipo e già oggi questo smart LNB serve per gestire pagamenti in maniera nativa con bidirezionalità e tutte le funzioni di interattività, HDTV, voting, betting, gaming, etc.
Farina Aldo Panasonic
I nuovi codec di ultima generazione AVC Ultra Basati su H264, sono una famiglia che abbraccia codec adatti alla registrazione in 4K via via a scendere con codec con bit rate più basso per altri impieghi, tipo le news. In pratica riesco ad avere la stessa qualità d'immagine di MPEG2 con un bit rate inferiore della metà. I due nuovi codec Long-G 25 e 50 permettono con bassi bit rate di avere qualità molto alta quindi anche di tipo economico; gli archivi costano meno e abbiamo una maggiore velocità di trasferimento.
Ci sono poi diversi profili, quindi sia l'alta qualità sia la bassa e al tempo stesso per uno streaming web e per una produzione tradizionale. É possibile adattare la qualità alla necessaria applicazione e utilizzare una sola scheda P2. A questo si affianca una notevole attenzione nello sviluppo delle telecamere brandeggiate all-in-one controllabili nel movimento e nei parametri delle immagini via IP.
Nuovi un monitor di produzione 4K e una telecamera in grado di registrare direttamente con codec AVC Ultra. Possibilità di Inserire Dongle 4G per trasmettere attraverso dei Cloud server sia in low quality sia la porzione utile in alta, direttamente dalla telecamera, senza ulteriori dispositivi.
Fabio Veggiato Professional show
Evolutesi soprattutto nell'ambito della system integration prosegue logicamente la distribuzione in Italia dei vari marchi storici come Evertz e molti altri, quindi con qualità di vendor, di software house e di system integrator.
A questo si aggiungono le attività di service, puntando sempre ad essere una società indipendente nella realizzazione di tutte le varie attività dalla progettazione fino al cablaggio.
La valenza più importante in un impianto dal tecnologia di nuova generazione è sicuramente il workflow ed è determinante mettere al servizio del cliente tutta l'esperienza pregressa di ingegnerizzazione.
Determinate tecnologie fanno la differenza per il broadcaster come ad esempio gli zainetti TVUPack che consentono di realizzare produzioni news e sport molto veloci, efficienti, pratiche, ottime per tv regionali e locali a bassissimo costo.
Tutti i maggiori broadcaster italiani hanno un server di ricezione TVU network, o di qualche altro player: è una possibilità in più per i service che possono lavorare nelle news, e inviare i filmati direttamente al centro di produzione. Il network si trova a disporre della contribuzione di tutti i service che utilizzano questo sistema e quindi una rete molto ampia di contributi.
Calro Struzzi Video Progetti
I contenuti sono rilevanti e chi li produce guida l'evoluzione dell'industria; oggi specialmente in Italia dobbiamo trovare un equilibrio tra investimenti e tecnologia, sennò non si crea alcun ritorno sull'investimento. Chi parla di scarsa qualità dei contenuti non fa altro che descrivere un problema economico che esiste anche nella distribuzione: tali contenuti non vengono venduti tutto il mondo, quindi coloro che dovrebbero effettivamente essere dei content producer in Italia hanno difficoltà a raggiungere un equilibrio.
Esistono meravigliosi strumenti per la produzione ma al tempo stesso i contenuti che possano essere venduti in tutto il mondo mancano. L'auspicio è che gli editori e tutti content producer che sono i motori di questa industria inizino a produrre contenuti di qualità con tecnologie evolute, magari prodotte in Italia e protette da brevetti.
Un impianto interessante è Teleippica che produce sei canali televisivi e le rispettive edizioni via Web.
Il sistema riceve 80 feed, registrati su video server della Omneon, taggati e trimmati per la successiva trasmissione o per le distribuzioni sui vari altri canali di distribuzione disponibili in quantità davvero sorprendente.
Antonio Romano Il Sole 24 Ore
Le ultimissime strategie del gruppo Sole24ore e della divisione Business Media in relazione proprio alla diffusione dei contenuti multi device per lettori e inserzionisti.
Il contenuto cambia, sia nella stesura, sia nella distribuzione, stiamo investendo sempre di più, cercando di intercettare il lettore e ascoltare i suoi gusti, per offrire un servizio e permettere una comunicazione tra l'inserzionista e il lettore. In pratica si tratta di content marketing e di e-generation; in termini concreti significa fare evolvere i contenuti per un numero sempre maggiore di soggetti e in maniera multi direzionale.
Francesco Siliato Politecnico di Milano
Auditel oggi misura gli ascolti anche stanza per stanza nelle mura domestiche così da sapere perfettamente quali reti, quali canali, e programmi vengono seguiti. Il grande schermo del salotto diventa il fulcro dei giochi elettronici e tornano in salotto i ragazzi che lo avevano abbandonato. Di fronte al televisore poi si torna con altri device, si riforma in modo virtuale l0ascolto grazie a smartphone e tablet. I social media hanno ricostruito però una comunità, di fronte al televisore, che commenta i problemi di tutti i giorni: sui social i grandi temi della tv sono i più seguiti. I social media sono diventati degli aggregatori per tornare a seguire la programmazione di fronte a un tv acceso.
La social tv è il tentativo dei broadcaster e degli editori di tv di utilizzare anche i social per continuare l'aggregazione sulla programmazione televisiva, utilizzando i social media.
La tv continua a essere il medium più seguito; il prime time, è sempre lo stesso anche se è sempre di più My-time: decido io il flusso del prime time. La costruzione del my-time e del my-channel indicano un utilizzo forte della programmazione, soggettiva, per un target evoluto e la visione in differita.
Edoardo Fleischner
La tv cresce ancora e la narrazione è determinante; da qui lo spettatore diventa social perché continua con le narrazioni; c'è una mutazione nella fruizione, c'è un prima e un dopo e anche il feedback dal pubblico che è mutato; lo spettatore si trova nel salotto o nel bar allargato. Il broadcaster intelligente sa leggere questi dati di feedback, per poter cambiare anche sostanzialmente il modo di narrare, di fare il proprio programma.
Nella filiera di ideazione, produzione e distribuzione, messa in onda, stanno entrando i vari soggetti. I broadcaster devono tenere presenti questi nuovi attori, che sanno dare un contributo.
Ci sono ottime soluzioni produttive nuove in cui il fruitore entra in tutta la filiera. E nella distribuzione esiste una quantità di modelli di business e l'entry level si è talmente abbassato che la disponibilità di cervelli in grado di dare un contributo enorme a questo sistema cross mediale internazionale è incredibile. Si affiancano nuovi modelli di business, "crowd-doing", tutti siamo broadcaster e soprattutto non vi è differenza tra lavori fatti da un gruppo di professionisti ventennali e quello fatto da questi nuovi "giocattolini" digitali.
Anna Masera La Stampa
La crisi dei giornali è totale per la cross medialità. La carta paga ancora gli stipendi però le vendite calano ed è un fenomeno comune; l'idea fondamentale è rinnovarsi. Eutelsat Italia a Giugno aveva presentato una smart con una parabola per riprese indipendenti dal campo. Anche una sola persona la può utilizzare e i prezzi sono accessibili. Questa web car è nata per fare video-dirette satellitari, dovunque sul territorio, per produrre le notizie e proporle su tutte le piattaforme.
Dalla smart si è passati a una Fiat 500L con Eutelsat per dirette, interviste registrate, collegamenti wifi fino a 100m e i giornalisti diventano operatori. Siamo diventati una vera televisione, video della web car, video chat in redazione, video interviste registrate in esterno, aperture di eventi in diretta e registrata. Il giornalista deve apprendere un nuovo mestiere, saper fare le dirette. Non è più vero che "content is king", ma piuttosto "reader is king", e "distribution is queen".
Gli utenti diventano partecipi e dobbiamo cambiare il paradigma del giornalismo passando dalle famose 5W (who, where, what, when, why) a quello delle 5C, Context, Conversation, Curation, Community e Collaboration.
Mauro Meazza Il Sole 24ore
La strategia è simile a quella de La Stampa ma con una differenza: stiamo cercando di vendere via web, in digitale; è difficilissimo perchè la propensione all'acquisto digitale è molto bassa. In due anni si è partiti con una specie di digitalizzazione complessiva della redazione de il Sole24ore, in modo che tutti lavorassero indifferentemente per il digitale o per il quotidiano, (ipad, mobile, etc.).
La sopravvivenza della cara stampata è legata al brand e le sue caratteristiche. Il modello organizzativo prevede che si mettano a frutto le esperienze dei giornalisti del Sole indifferentemente su più media, il che significa l'utilizzo della prima rotativa utile: a disposizione ci sono un quotidiano, una radio, un sito. Quando arriva una notizia viene consegnata a un desk centrale che saprà se darla subito o più tardi, in audio, con in video etc. Si parte alle sette e alle 9,30 con una prima riunione si decidono le storie della giornata e si indica quale copertura sarà data sul lato digitale e quale sul quotidiano e anche in video. L'idea è di far pagare un abbonamento per informazioni in alcune aree del sito e anche per altri contenuti speciali.
Maurizio Cini Sim2
Oggi esistono molti e diversi display, il portatile, lo smartphone, il tablet, il grande tv o il proiettore. E i contenuti hanno tendenzialmente dei cicli di vita sempre più diversi creando barriere o isole, aree non compatibili tra utenti diversi. Questo contrasta sulle necessità basilari dei fornitori di contenuti, dai giornali ai film alla televisione, etc.
La logica è stata quella di creare una serie di interfacce che permettano a display più o meno sofisticati di interfacciarsi con media e contenuti che hanno motivazioni, regole e target diversi. Un nuovo prodotto, TeleWeb, viene lanciato in queste settimane per rendere fruibile alcune innovazioni di servizio tra cui il Tile Format, compatibile col parco dei prodotti esistenti e con contenuti di qualità ..."varia".
Il tentativo cerca di evitare che il concetto di digital divide venga trasferito a deperimento del business sia per i content provider sia per la parte di trasmissione e certo non a deperimento della parte hardware di visualizzazione. Il dispositivo tende ad evitare di far cambiare tutti i display oggi sul mercato: è ricevitore terrestre 3D su diversi formati, media player full HD, registra, e quindi rappresenta il collegamento tra display, sistemi e mezzi di trasmissione che oggi sono quasi incompatibili, soprattutto in termini di fruizione.
Piero De Chiara Cubovision
Le rivoluzioni sono sempre innescate da un traino tecnologico ma devono trovare un ambiente favorevole e qui diventano dirompenti e cambiano davvero lo scenario. I diritti e le strutture del mercato sono egualmente essenziali in queste rivoluzioni e determinano l'ampiezza delle mutazioni in corso e la capacità di rivoluzionare l'intero settore.
I generi tv si diversificano per vocazione sulle diverse piattaforme con generi come lo sport, che funziona meglio via satellite e terrestre piuttosto che via IP e anche il talk show e altro. Altri generi invece sono perfettamente adatti a nuove forme di distribuzione IP, come film serie tv e documentari e programmi per bambini.
Alcuni generi rimarranno nella tv lineare tipo broadcast mentre altri generi sono destinati alla visione differita a piacere come il Time shifting.
Esiste poi l'evoluzione dei diritti in cui chi ha già vinto la partita in un settore sta tentando di impedire che nuovi soggetti possano cambiare gli equilibri del mercato.
Auspicabile è la presenza di un governo che assuma il compito di creare una politica industriale e di coordinamento delle imprese per difendere dei sacrosanti interessi nazionali.
Gianluca Visalli La7
La parola "digitale" molto raramente richiama davvero l'universo che effettivamente vi ruota attorno, una cosa su cui invece la tv generalista dovrebbe concentrarsi ora. Infatti l'uragano non è quello del digitale terrestre ma del digitale in genere. La reazione più giusta dovrebbe essere cercare di trovare una direzione innovativa x mantenere la posizione centrale che la tv ha oggi. La narrazione in tv rimane l'elemento determinante della vita sociale. Da questa capacità di ingaggiare e dialogare e contattare quel pubblico dovrebbero nascere le nuove proposte nel digitale. La7 ha cercato di rendere disponibili su tutte le piattaforme i propri contenuti, sul sito e in replica integrale su Youtube, e sul mobile, sull'over the top, su Cubovision, sul digitale terrestre del bollino Gold.
Affinchè una tv come La7 possa davvero sviluppare il mercato e la propria offerta in questo mondo digitale manca che il mercato pubblicitario assecondi questi movimenti, dato che la pubblicità è ancora centrata sulla tv. In pratica se non si risolve questo punto è molto difficile pensare di sviluppare il mercato digitale in Italia.
Roberto Raponi RAI
Partendo dalla definizione di "file" che suggerisce "facile, leggero ed economico", si parte dal presupposto che possiamo fare tutto. Quando poi si va a spiegare quale è il processo in atto ci si dimentica sempre di dire quello che non è possibile fare. Per esempio nella digitalizzazione del TG3 tutti pensano che avendo un file lo posso pubblicare tranquillamente su Youtube, vista la compatibilità del proxy, oppure in Flash o spostare e copiare come se nulla fosse. E soprattutto ci si immagina una serie di soluzioni e fin dall'inizio del progetto è importante identificare quali possano essere i flussi o le soluzioni che poi dovremo mettere in atto. I costi di un progetto file based possono lievitare in modo più rapido di un progetto lineare. Nello spiegare quale sia il flusso dall'immagine alla pubblicazione è tutto sommato semplice; nel realizzare un progetto c'è sempre un conflitto tra chi fa il progetto e chi si aspetta i risultati su quanto sia veloce il sistema: nell'interfacciarci coi fornitori avremo in risposta molte info sul peso, le caratteristiche, l'assorbimento, ma mai sul tempo necessario a certe procedure.
Le caratteristiche di progetto devono essere declinate fin dall'inizio e questa imprevedibilità è purtroppo impossibile da risolvere fino a che il progetto non ha preso forma.
Sergio Natucci Club DAB Italia
La radio digitale permette di aprire nuovi modelli di business e integrare molti servizi importanti, oltre a una nuova purezza del suono.
Oggi abbiamo oltre 20 programmi nazionali e 40 programmi locali e 3500 km di copertura autostradale con info sulla mobilità e il traffico.
Il modello di business cambia con la possibilità di offrire prodotti aggiuntivi, cambia la rete digitale che ha un costo di esercizio incredibilmente più basso e anche un impatto ambientale molto più basso, per l'inquinamento elettromagnetico, sia sui costi dell'impianto: sono piattaforme di multiplex condiviso.
Oltre alla musica di qualità l'offerta di contenuti pregiati del DAB permette di associare qualsiasi altro tipo di informazione audio-visiva e dati e quindi interagire con i sistemi di navigazione di bordo, differenziare le informazioni in maniera turistica, geografica e sperimentare nuove direzioni come il T-Peg che a livello europeo permetterà di ottenere informazioni aggiornate esattamente nel luogo in cui l'automobilista si trova, nonché ascoltare in differita i programmi preferiti, informazioni musicali e di qualsiasi altra natura.
Matthias Brahammar QVC Italia
Tutto parte dalla relazione con il cliente: un business che si basa sulla fiducia e la relazione col lui. I clienti utilizzano tutte le piattaforme contemporaneamente, tv, web e app; vogliono vedere le belle immagini del programma in diretta via tv, ma usano il loro portatile, per documentarsi, sul sito per le caratteristiche dei prodotti. Leggono le recensioni di altri clienti, verificano le offerte, e poi utilizzano la app dello smartphone come "buy button". In pratica tutte tre i canali in contemporanea. Questa scoperta ha decisamente modificato il modo con cui si sviluppa qualsiasi piattaforma alternativa, perché tutto deve essere adatto a chi le deve usare e bisogna comprendere il modo con cui le persone consumano: le scelte vengono dal mercato.
Il salotto di oggi è fatto di catch up tv, di On demand, di canali personalizzati e il cellulare diventa telecomando. Conosciamo le abitudini, le preferenze, e possiamo fare dei micro siti che si basano su lo stesso motore, il potere d'acquisto, il know how; tutto con una certa forma, molto adatta ad un certo cliente.
Bocci Fabrizio RTV38
Una tivù di taglio locale come RTV 38 cerca di essere presente un po' dovunque sfruttando in modo più efficiente possibile le risorse a disposizione.
Spesso accade che la stessa notizia debba andare su mezzi diversi compresi i dispositivi mobili. La notizia in tv però ha un taglio, in radio dovrà averne uno diverso, su Internet un altro ancora. Quindi come gestire la differenza di questi contenuti all'interno di un contenitore solo? Il sistema che usiamo per le news, MediaNews di SI Media, prevede un tool dove possiamo configurare i diversi canali di uscita, definendo per ognuno di questi una serie di campi (titolo, descrizione, categoria, etc) e voci da riempire, personalizzate per ogni piattaforma. Quindi a scaletta del telegiornale pronta, possiamo selezionare le notizie che vogliamo pubblicare su determinati mezzi, il sito wordpress, Youtube, la scaletta del telegiornale, e il sistema provvede a realizzare tutte le lavorazioni del caso (come le conversioni); il giornalista lo inserisce una volta e lo troviamo su diversi mezzi. Realizziamo 12 ore al giorno di produzione di cui 7 di diretta con sette tecnici, e 10 giornalisti, 35 addetti di cui 24 assunti a tempo pieno.
Gino Alberico Centro Ricerca RAI Torino
Si parla tanto di contenuti ma alla fine il nodo della faccenda è che si parla di molteplici device e di molteplicità di aspettative da parte degli utenti.
La crossmedialità è una seconda vita dei contenuti tv.
L'utente evidentemente si aspetta di vedere dei servizi distribuiti sulle varie piattaforme e in mobilità. Ovviamente l'utente non conosce la tecnologia con cui gli arriva quel contenuto ma il suo accesso deve essere facile. Non su tutti i mezzi e non su tutte le reti talora è possibile accomodare le diverse esigenze.
Il contesto è anche profondamente modificato si è passati da tre reti generaliste a 14 canali digitali con tutta una serie di altre offerte su differenti media e device: in pratica bisogna fare più cose con più attività coperte dalla stessa persona, e sempre con le stesse risorse. Per le piattaforme di delivery l'innovazione aiuta, visto i notevoli progressi tecnologici che coinvolgono HEVC, T2, AVC e anche per introdurre nuovi servizi come l'interattività.
Il processo produttivo file based comporta anche una serie di trasformazioni del contenuto, il versioning, tagliato cucito e trasformato secondo le esigenze del medium. In pratica se non utilizziamo in modo intensivo i meta dati, il rischio è che i costi esplodano e non si riesca a seguire i tempi sempre più stretti di pubblicazione.
Francesco Donato Sky Germania
C'è tanto da fare in termini di produzione di contenuti, il mercato è in crescita. Si lavora sulla smart tv, con nuove sottoscrizioni e soddisfazione della clientela. I contenuti sono di tipo cinema, sport, news. Anche i servizi aggiuntivi funzionano molto bene come la piattaforma multimediale, in tutte le sue forme, compresi servizi connessi al set top box legati alla fruizione di contenuti cui il cliente può accedere direttamente.
É interessante e complesso produrre contenuti per tutte le destinazioni, i canali lineari più la parte multimedia.
Dalle contribuzioni degli studi, oppure dal vivo, si realizza l'ingestion, il controllo qualità, la transcodifica e poi la multi delivery.
Questo lavoro è cambiato e continua cambiare ogni giorno, i volumi crescono continuamente e i anche contratti, con una serie di costrizioni che ci obbligano a comportarci in modi differenti secondo i diritti acquisiti; quindi si tratta di una sfida e si cerca di lavorare in armonia con chi acquisisce contenuti e fare in modo che questi vengano consegnati nel rispetto degli aspetti contrattuali sino alla destinazione finale.
Mediaset Franco Ricci
La strategia Mediaset lineare è un mix di offerta free e a pagamento premium. L'online video è cresciuto con tre modelli di business: l'advertising, il video on demand, diviso tra "subscriprion video on demand" e il "transactional video on demand".
L'advertising lavorerà di più sul mondo free, lo SVOD si pensa che entrerà nel mondo della paytv e poi il transactional VOD che attira anche altri attori a livello mondiale.
I broadcaster e gli aggregatori devono trovare lo spazio nella catena del valore che si è riempita di attori nel mondo dell'online perché qui non sarà facile sopravvivere.
Alcune serie tv trasmesse in lineare e in non lineare hanno un rapporto di visione 70/30, quindi tutto inizia veramente a crescere in questo mondo non lineare e prima della fine dell'anno verrà lanciata una nuova offerta denominata INFINITY, che nasce per soddisfare le esigenze di un diverso tipo di audience e un diverso cliente, le famiglie no pay ma molto multimediali.
Le conclusioni: stiamo andando in direzione di una nuova televisione, cogliendo le tre opportunità dette, la diffusione dei nuovi device, la crescita del non lineare, il business dell'online che crescerà a tre cifre; le sfide sono nel trovare l'adeguato spazio nella catena del valore perché è lì che si combatte con gli altri attori, far percepire il valore del contenuto e l'esperienza utente (forse il dato più importante) e riuscire a seguire l'evoluzione veloce e imprevedibile dei device. Le risposte sono Premium Play come primo DTV in Italia e oggi, prima di Natale il lancio del servizio Infinity.
Tavola rotonda: Massimo Bertolotti SKY Italia, Marco Pellegrinato Mediaset, Ade Capone autore televisivo.
Domanda: la televisione come centro di fruizione, rimarrà sempre il punto centrale di riferimento per il pubblico o la distribuzione dei contenuti sarà sempre più diffusa su altri mezzi e piattaforme digitali?
Pellegrinato: Il mestiere del broadcaster cambia: sino a qualche tempo fa consegnava esclusivamente in modo lineare tramite un palinsesto. Quegli stessi contenuti oggi tramite l'innovazione tecnologica, Internet e anche grazie ad un accesso tramite catalogo, quindi non lineare, sono sempre demandati al broadcaster. Quindi lo stesso programma ha un valore, una catena del valore, proprio perché può essere fruito in tempi diversi da quelli del palinsesto.
Bertolotti: I grandi produttori di contenuti non lineari stanno comunque cercando di arrivare al televisore che quindi rimarrà centrale nella fruizione. Gli altri schermi seguono l'utente nella sua mobilità giornaliera ma ritengo che non possano essere il cavallo di Troia del contenuto, soprattutto se di qualità. In pratica tutti gli operatori media ancora cercano di arrivare al televisore centrale della nostra casa per una questione di qualità e di diffusione. In pratica la mia visione dei contenuti alternativi è che andranno ad aiutare la visione della tv tradizionale.
Capone: L'esperienza derivata da vari programmi, in particolare quello che stiamo producendo adesso (Mistero, Italia1) fa notare che alcuni servizi che hanno lo share più alto durante il prime time sulla tv generalista non sono poi altrettanto gettonati su altri schermi, ad esempio su video Mediaset dove è già disponibile il giorno dopo, come puntata intera e segmentata da singoli servizi.
Notiamo che qui a volte gli ascolti sono buoni per gli stessi materiali che non hanno avuto buoni risultati nello share e questo è dovuto al fatto che si scelgono i servizi "più alti" e chi usa i tablet probabilmente ha un approccio più acculturato e più attento. Il grosso vantaggio della tivù lineare è che ti permette di fare tante cose in contemporanea, mentre il tablet e lo smartphone hanno il bisogno di una visione attiva.
DOMANDA: Lo sviluppo di queste nuove piattaforme porterà anche una grande modifica delle modalità di fruizione; quindi è lecito pensare a nuovi modelli e nuovi format?
Pellegrinato: C'è un legame stretto tra il formato di un contenuto e il device che lo deve mostrare. Oggi dobbiamo realizzare produzioni esclusivamente per i device mobili e per il sistema distributivo a catalogo e quindi si produrranno contenuti veramente interattivi, magari scelti dall'utente.
La tivù dovrà produrre dei formati non concepiti solo per il mondo lineare ma anche per quello non lineare per poter trarre ulteriori vantaggi e quindi si tratta di una evoluzione del genere. Il "vettore qualità" è possibile solo sul grande schermo della tv per dettaglio, colore, risoluzione, capacità di immergersi, eccetera e rimarrà così la massima user experience. Tuttavia è impossibile dimenticare gli 8,5 miliardi di device collegati diffusi e presenti nelle nostre case ed è evidente che il broadcaster cercherà di accaparrarsi la massima fretta possibile di queste cifre, senza perdere il fuoco che evidentemente è sul device principale, il tv.
Domanda per Bertolotti: "Sky ha sempre fatto dell'innovazione nei contenuti uno dei cavalli di battaglia, ma al tempo stesso lo ha fatto anche delle modalità di distribuzione; in futuro quanto peseranno i contenuti rispetto alle modalità di delivery?
Massimo Bertolotti: Il gioco lo fa il contenuto, mentre la modalità di delivery diventa un fattore chiave quando si vuole dare una experience al cliente di una certa qualità. Se uno si accontenta, la delivery diventa una commodity, mentre se la qualità è chiave, anche le modalità di delivery necessitano di molti investimenti. Oggi sul mondo Internet che abbiamo iniziato ad approcciare con servizi come sky go o come l'on demand sul set top box, il concetto è che l'esperienza di quei milioni di persone che utilizzano questi contenuti, il download diventa fondamentale e giocherà un fattore dominante nella sfida con i competitor.
Domanda per Capone: In funzione di questa distribuzione attraverso diverse piattaforme e su diversi device, come bisogna pensare, creare e sviluppare un format per i contenuti?
Ade Capone: Dal grande schermo televisivo verso gli altri device oggi spesso si traslano gli stessi contenuti ma in parte sono diversi. Mantenere una certa elasticità dei contenuti garantisce la fruibilità multi piattaforma. Un programma deve essere veloce, rapido, come composto da tanti frammenti, magari anche lunghi con servizi di 10, 15 minuti. Quindi l'idea è che l'autore non deve concepire un'opera omnia ma opere fatte da tante opere minori messe assieme, anche se evidentemente nella fiction non si può fare. Il fenomeno del parallelismo tra "guardo la tv e chatto su Facebook" dimostra che il target giusto abbraccia entrambe le esperienze.