dalla NEws Letter di Millecanali del 29 maggio 2012
Broadcast, OTTV e Social Networking in un mix moderno e innovativo. Mediaset e Polymedia hanno sviluppato quella che potremmo definire la "Social Broadcast Television", un matrimonio che unisce Broadcast, OTT-TV e Social Web in un'unica soluzione, che integra i principali plus di ciascuna delle diverse piattaforme
Il valore più importante per il broadcaster è rappresentato dal tempo che gli dedica il telespettatore, cioè l'intervallo temporale in cui quest'ultimo rimane sintonizzato sul suo canale davanti al piccolo schermo, a seguire i programmi trasmessi.
Questo concetto lo aveva ben sintetizzato alcuni anni fa, in tempi certo non sospetti, Franco Ricci, Direttore Generale di Mediaset, in una conferenza organizzata a suo tempo dalla Polymedia (allora collegata al gruppo TXT), in quel di Venezia.
Ma forse, allora, non tutti capirono fino in fondo quanto quelle parole potessero essere profetiche.
Anche perché all'epoca non era ancora esploso il mondo dell'intrattenimento mobile, né quello del web era così protagonista come oggi e, in particolare, non c'era ancora il fenomeno del social web Tutte cose che hanno conquistato gli utenti, occupando il loro tempo, che, conseguentemente, è stato in parte sottratto al piccolo schermo.
Una perdita di potenziale per i broadcaster, alla fin fine, che si traduce inevitabilmente in perdita di ascolti e, conseguentemente, nella possibile migrazione di budget pubblicitari e, quindi, di fatturato.
Alcune esperienze importanti, realizzate da altrettanti editori televisivi mirano, grazie alle nuove tecnologie sviluppate per la Smart Tv e il Second Screen, ad attenuare (perlomeno) questo sfavorevole effetto, per recuperare il "patrimonio tempo" del telespettatore.
I più importanti produttori di televisori hanno infatti ormai in catalogo diversi modelli che permettono di portare il Web sullo schermo televisivo, seppur con soluzioni proprietarie. Questo vuol dire tuttavia che non si opera in un ambiente trasparente, con tutte le conseguenze del caso.
Non ultima il fatto che il broadcaster che volesse operare su queste piattaforme proprietarie dovrebbe sviluppare, e poi aggiornare di volta in volta, una APP per ogni singola piattaforma realizzata da ogni brand o produttore di televisori e decoder. Con le ulteriori relative conseguenze in termini di investimenti economici e di impiego di risorse umane.
In questo scenario, Mediaset e Polymedia hanno fatto un ulteriore e significativo passo avanti ed hanno sviluppato quella che mi piace definire la "Social Broadcast Television", volendo chiaramente identificare e distinguere, in questo modo, questa soluzione, fra le numerose presenti sul mercato, dedicate però tipicamente ad applicazioni di Web Tv. In questo caso, abbiamo invece un perfetto matrimonio tra Broadcast, OTT-TV e Social Web in un'unica soluzione, che integra i principali plus di ogni singola piattaforma.
Ma entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire cosa consente di fare questa nuova ed interessante piattaforma.
La soluzione Social Tv di Mediaset, sviluppata in collaborazione tra la struttura R&S di Videotime (coordinata da Marco Pellegrinato) e la Polymedia (società del Gruppo Kit Digital, per la quale il progetto è stato seguito da Giorgio Tornielli, VP Technology Solutions, oltre che dall'AD Tullio Pirovano), permette di combinare il second screen con il televisore, o primary screen che dir si voglia, in un ambiente perfettamente integrato e sincronizzato.
E in questo caso è risultata anche vincente la lungimirante strategia, avviata in tempi non sospetti dal consorzio DGTVi, che ha portato allo sviluppo del "Bollino Gold" e consente di avere una piattaforma aperta, non vincolata a brand e specifiche tecnologie proprietarie, permettendo di avere un ambiente condiviso tra broadcaster, software house e produttori di televisori e device.
Di conseguenza, il broadcaster, così come gli altri attori dello scenario, può sviluppare un'unica soluzione, che è disponibile per tutti, senza doverla declinare sulle diverse piattaforme proprietarie per renderla compatibile con i diversi device. Allo stesso tempo, è però necessario possedere un tv o un decoder Bollino Gold per poter attivare l'APP sul proprio device e poter quindi sfruttare le potenzialità della nuova piattaforma.
Ma cosa è possibile fare in concreto con questa nuova soluzione Mediaset-Polymedia? In questo nuovo scenario, il televisore è destinato alla visione di qualità dei contenuti (main screen), mentre tablet,smartphone e PCs sono dedicati all'interattività (second screen), con il supporto delle varie applicazioni dedicate.
Ed ecco alcune delle funzioni che è possibile avere con il nuovo sistema:
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disporre di un Remote Control che raggruppa tutte le Reti Mediaset in un unica interfaccia grafica, intuitiva e touch;
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consultare l'EPG o il catalogo dei programmi per ottenere la fruizione dei contenuti selezionati;
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utilizzare il second screen per prenotare la registrazione di un programma, mentre se ne segue un altro sul televisore; avere la successiva conferma della disponibilità del contenuto di cui si è richiesta la registrazione per poterne avviare la visione on demand direttamente sul primary screen;
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fare zapping tra i vari programmi, con il device second screen, o con il Telecomando del medesimo device, selezionando il canale desiderato sul televisore;
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condividere la visione di un programma con gli amici sul main screen e, magari, chattare e condividere la discussione sul programma che si sta guardando (second screen) o verificare quali altri utenti stanno seguendo lo stesso programma o, ancora, quale altro programma stanno seguendo i propri amici;
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visualizzare sul device (mentre si continua a seguire il programma preferito sul televisore) le informazioni ed i contenuti sincronizzati con il programma che si sta guardando;
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fruire sul device, in modo sincronizzato, di un arricchimento informativo o dei servizi connessi, mentre si sta guardando uno spot pubblicitario, effettuare una l'eventuale prenotazione e il successivo possibile acquisto del prodotto o servizio (selected adverstisment);
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disporre sul second screen di un menù completo di tutti i contenuti registrati su un server Cloud e gestirne l'aggiornamento e la visione (secondo gerarchie predefinite dall'utente, dal broadcaster o dal content provider);
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visionare, sul device, il trailer dei contenuti disponibili in rete, dare l'informazione al tv o decoder Bollino Gold per cercarlo sulla rete ed avviarne quindi la visione in alta qualità;
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interagire con amici, sia in forma di chat, sia per condividere che per commentare dei contenuti, disponibili nelle diverse forme di delivery;
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interagire con i diversi social network per verificare, anche all'interno di gruppi definiti, quali altri utenti stanno visualizzando un determinato programma o contenuto ed avviare un'eventuale discussione;
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semplificare le funzioni di acquisto di contenuti, prodotti e servizi, visualizzati sul televisore, grazie alla potenzialità e flessibilità d'uso del device.
Ma, ovviamente, le potenzialità di questa applicazione non si esauriscono qui. La fantasia e la capacità di sviluppo di nuove applicazioni, sia da parte dei broadcaster che delle software house, porterà in futuro certamente nuovi, interessanti e forse oggi inimmaginabili sviluppi.
La disponibilità della visione di contenuti in alta qualità sul televisore, la funzione di "telecomando avanzato" del second screen, (con tutti i vantaggi della sua integrazione per aumentare le attività interattive), il riuscito "matrimonio" tra l'immediatezza e la semplicità del televisore con la grande flessibilità e completezza dei device IT e telco e lo sfruttamento delle reti portano ad avere una piattaforma dalle potenzialità incredibili. E, tutto questo, grazie al Bollino Gold, in un ambiente completamente aperto e disponibile, gratuitamente, per tutti.
Un fattore importante, da non trascurare, è che con questo tipo di soluzione integrata, come si diceva all'inizio, si fidelizza il cliente e si evita che abbandoni la fruizione sul televisore dei contenuti broadcast, per migrare su device mobili o fissi alternativi (non rilevati, almeno per ora, dai classici sistemi di rilevamento audience). Si riesce, insomma, a continuare ad avere il telespettatore davanti al televisore e, volendo, si può ottenere anche la tracciabilità delle sue scelte e attività, sia sul primary che sul second screen.
In conclusione, una soluzione "open", che permette di fidelizzare il telespettatore, anche nel momento in cui decide di utilizzare altri device, senza fargli abbandonare necessariamente l'utilizzo del televisore. Anzi, consentendogli di arricchire la visione, con l'integrazione di altri servizi e funzioni, rinnovando di conseguenza il tradizionale concetto di televisore come mezzo di fruizione passiva. Si può infine, profilare l'utente, per meglio focalizzare le eventuali offerte di contenuti, servizi e advertising.
È questa un'opportunità di fruizione dei contenuti che consente di avere contemporaneamente la massima interattività e la migliore qualità di visione possibile, grazie appunto all'integrazione delle piattaforme broadcast e device portatili, in un unico ambiente operativo e con la massima semplicità di gestione.
Questa soluzione consente, per chiudere davvero, di modificare il ruolo del telespettatore, passando da una modalità passiva ad una iperattiva', che permette allo stesso tempo al broadcaster (che operi in modalità pay o free) di continuare a gestire il suo principale patrimonio: il tempo del telespettatore, per l'appunto. Anche nell'era della socializzazione digitale.