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La Prima della Scala

Trasmessa in diretta all'inizio dello scorso dicembre e anche sul circuito del micro cinema attraverso un collegamento via satellite dedicato, quella che vi presentiamo è la prima della stagione teatrale del celeberrimo Teatro alla Scala di Milano, seguendo le linee guida che ci descrive il responsabile tecnico di questo evento per RAI, Massimo Tomirotti.

"La RAI in qualità di host broadcaster ha applicato uno schema consolidato, già ripreso nelle passate edizioni e il piuttosto vicino a quello applicato di recente in occasione della rappresentazione Don Chisciotte."


L'impegno di RAI anche in questa occasione era decisamente ingente con un dispiegamento di mezzi mobili impiegati per la trasmissione in diretta su RAI 5, per le registrazioni da cui vengono prodotti Blu-ray e DVD e per il collegamento verso i moltissimi teatri e cinema nel mondo che ricevono questo segnale e lo ripropongono al pubblico nelle sale.
Dal punto di vista della ripresa sono state effettuate delle prove tecniche partendo dal 29 novembre.
In loco RAI ha portato una grande regia su un bilico ob-truck chiamato "Milano 1 HD" da 16 m e nel teatro sono state utilizzate ben 11 telecamere di cui tre installate su supporti Cams.
Una di queste a tre assi era appesa in posizione azimutale sulla balaustra delle luci e inquadrava il palcoscenico in totale dall'altro, mentre le altre due erano collocate una nel proscenio a destra e una in buca orchestra a sinistra. Tutte erano remotate con telecomandi joystick a distanza rispetto alla posizione della telecamera, localizzati in un'apposita sala della scala allestita per accogliere apparati e operatori AV.
Tutte le telecamere in teatro erano collegate al mezzo mobile in esterno mediante tradizionali cavi triassiali per i segnali audio video dati, intercom.
Una telecamera di tipo compact della Grass Valley veicolava i segnali HD su fibra ottica, mentre il controllo della telecamera stessa su cavo Ethernet era convertito su fibra ottica per essere controllato in remoto dal controllo video sulla regia master.
Questa telecamera era posizionata appesa sotto il Palco Reale, fissa a riprendere il totale del boccascena sul palcoscenico.
Tutte le telecamere impiegate erano di Grass Valley, serie LDK 8000, dotate di ottiche lunghe Canon 72/86X e 21X e anche i grandangoli della medesima marca.
I complessi piani produttivi, preparati dal Direttore di Produzione RAI Dante Meneghel, hanno previsto che ancora prima che arrivasse il mezzo mobile della RAI in loco, alcune troupe ENG riprendessero le prove del Fidelio in XDCAM dal palco reale o altri punti concordati con l'ufficio produzione Scala e con la regia tv di Patrizia Carmine.
Una prima registrazione è stata effettuata come prova generale dalla RAI il 29 novembre, poi è stata registrata anche l'anteprima effettuata 4 dicembre. Quindi sono state realizzate 2 registrazioni preventive prima della registrazione definitiva del 7 dicembre, la famosissima "prima".

Come molti spettacoli registrati alla Scala anche la prima, oltre ad andare in diretta, ha visto in parallelo anche una multi registrazione su 8/9 macchine XDCAM che è servita per poi gestire il materiale in post produzione audio e video.
L'audio è come sempre stato trattato dalla regia musicale interna alla scala gestita dal settore "radiofonia Rai" con Mina DeToffol e registrato su multi pista per sopperire alle varie esigenze di diretta televisiva, ma anche per il programma audio da inviare ai micro cinema e per il multicanale su DVD o Blu-ray di cui si occupa Rai Commerciale.
É l'ente che si occupa di prenotare e gestire l'uplink dedicato ma anche tutte le problematiche legate al circuito micro cinema.
A differenza dalla messa in onda di Rai 5 in simulcast HD 501 con Dolby E 5.1, il circuito micro cinema necessita di una codifica audio con AC3.
Inoltre veniva anche trasmesso il segnale in HD video all'interno dell'ottagono, l'area centrale della Galleria Vittorio Emanuele a Milano, quindi la Rai ha predisposto un link in HD dal terrazzo principale della facciata Scala per la ricezione all'interno dell'ottagono della galleria. Qui un apposito schermo gigante, gestito in collaborazione col Comune di Milano, riceveva il video in HD e l'audio in stereo.

Ad Artè
Lo stesso bilico OB Van della Rai, disponendo di due regie indipendenti al suo interno, si occupava sia del feed principale in qualità di host broadcaster, sia della personalizzazione di RAI 5, integrazione realizzata prima dell'inizio dell'opera, durante gli intervalli dei vari atti e alla fine dello spettacolo.
Al tempo stesso veniva realizzata anche la personalizzazione del canale franco-tedesco Artè con un veicolo proprio, con antenna satellitare montata sull'ob-van stesso.
Per Artè veniva prelevato il segnale dalla regia video RAI in HD e arricchito ulteriormente mediante le immagini di una telecamera posizionata all'interno della Scala su un palchetto concordato. Le traduzioni in francese e tedesco venivano realizzate in diretta da postazioni allestite all'interno di una sala concessa dalla Scala. Venivano aggiunte per la veicolazione del segnale di ARTE'.
Qui veniva effettuata una registrazione dato che Artè andava in differita di qualche ora e quindi era possibile personalizzare il feed principale con la telecamera detta e anche con contributi RVM che hanno arricchito le pause di 20/30 minuti tra un atto e l'altro.
Durante la ripresa teatrale sono state effettuate direttamente le sottotitolazioni e traduzioni del testo originale dell'opera (in tedesco), ossia all'interno della scala in locali adibiti appositamente e dedicati alla RAI da parte dell'ufficio produzione scala, una ditta in appalto outsourcing con RAI si è presa cura di tutta la titolazione e sottotitolazione dell'opera in molte lingue, adattando le varie schermate del testo/libretto opera con l'esecuzione del Maestro Barenboim. Era preventivamente stata fornita loro una copia delle registrazioni del 29 e del 4 per preventiva visione.
La ditta che effettuava i sottotitoli inviava un flusso ASI con il feed multi camera e il testo in varie lingue veniva spedito alla stazione trasmittente per il circuito micro cinema, cosi' che con decoder appositi -a seconda della nazione e mediante codici dedicati- sono in grado di estrarre la sottotitolazione della lingua interessata dal segnale complessivo.

Per quanto riguarda i sottotitoli di Rai 5 e HD 501 RAI in italiano, sono stati inviati direttamente e per la prima volta sono stati utilizzati assieme un segnale fill e uno key in arrivo alla Regia Master in Fibra ottica per permettere un minor ritardo audio e una maggiore qualità video, non passando dai multiplexer per l'inserimento dei dati per la sottotitolazione.
Cosi' dall'uscita mixer e con sottotitoli italiani il feed è stato inviato al satellite che si occupava della diffusione verso RAI 5/HD 501

L'allestimento
L'allestimento del Teatro alla Scala, è iniziato a metà ottobre con prove del teatro, alternate in funzione della programmazione del Teatro con altri spettacoli prima del 7 dicembre, a metà novembre sono cominciate le prove luci anche per la TV; così il direttore della fotografia RAI Riccardo De Poli ha iniziato a collaborare col direttore della fotografia teatrale della Scala per l'indispensabile coordinamento delle luci di scena e di ripresa.
La problematica è evidente, infatti è indispensabile che lo spettacolo teatrale restituisca il "mood" che gli è tipico, ma le riprese tv necessitano di una illuminazione adeguata, quindi i problemi da superare non sono mai pochi.
In quella procedura, nelle prove, il direttore della fotografia televisiva aveva a disposizione una telecamera, simile a quella che sarebbe stata usata poi in fase di ripresa finale, posta in una posizione centrale della sala per poter controllare le inquadrature desiderate e gestendo le immagini della sua telecamera su un monitor Sony da 22 pollici HD di grado uno. Così è stato possibile iniziare a valutare le impostazioni e i diaframmi su cui poi dare indicazioni ai controlli camere nel momento del lavoro definitivo in diretta durante la prima.

Complessità
L'impianto audio-video è come in ogni edizione molto esteso, perché la sezione che si occupava della trasmissione multilaterale era fisicamente collocata in via Verdi, mentre in piazza di Ghiringhelli sostavano i mezzi adibiti agli uplink satellitari, tre stazioni, una per i micro cinema, una per Rai5 e il TG e una dedicata ad Arté.
A complicare il set, all'interno del foyer sulla sinistra, sono state allestite alcune pedane dedicate alle riprese dei vari telegiornali e non solo per RAI ma anche per altri enti televisivi privati.
Per la RAI erano coinvolte due telecamere, una cosiddetta di "standup" che riprendeva i totali e una radio camera -sempre all'interno del foyer- per rincorrere i vari personaggi, realizzare interviste da mandare poi in onda sui vari notiziari giornalistici. inoltre era previsto un obvan edit quadrisale con server avid per far fronte ai montaggi delle testate giornalistiche e programmi RAI.
L'impianto piuttosto complesso ha previsto postazioni fisse per le telecamere all'interno della Scala soprattutto con collegamenti in triassiale e una in fibra ottica. Il lavoro ha richiesto un grande impegno perché le risorse coinvolte sono sempre moltissime e anche lo scambio di segnali tra le postazioni in via Verdi e piazza Ghiringhelli continuo, dato il costante e totale coinvolgimento.
E in più, come detto, la sottotitolazione confinata in alcune aree e sale apposite all'interno della Scala ha richiesto un impianto di cavi piuttosto esteso e ramificato e seppure non ci sono state complicazioni nella stesura vera e propria, da un punto di vista tecnico e operativo l'ottimizzazione di un impianto fisso e di uno allestito su esigenza del momento è stata fondamentale.
Vista l'eleganza dell'evento, tutto il cablaggio aggiunto ha subito un occultamento realizzato con tessuto rosso e i carrelli di ripresa sono stati coperti da un tessuto nero in velluto così come i cavalletti per non risultare troppo ingombranti visivamente.
Le trasmissione dei servizi giornalistici in HD ripresi dai vari telegiornali, i collegamenti e riversamenti dei montati dei telegiornali hanno richiesto l'installazione di un ponte radio analogico Thomson, sul tetto della Scala, collegato alla torre di trasmissione di RAI Milano e da lì i segnali sono "rimbalzati" a Roma. Lo stesso è stato realizzato come backup per RAI 5/HD 501, con ponti in alta frequenza della Gigawave con audio embeddato in 5.1.

A proposito di lirica in tv. Patrizia Carmine regista RAI
Non intendo affrontare in poche pagine un tema intricato e complesso come quello del rapporto tra regia teatrale e televisiva, ma portare semplicemente una testimonianza maturata in anni di esperienza.
Sempre la traduzione video di un'opera lirica è per me la ricerca di una fedele e costante interazione tra la struttura originaria teatrale e musicale dell'evento e l'analisi delle affinità sotterranee fra il linguaggio della musica e quello delle immagini, nel tentativo di mantenere inalterata la potenzialità espressiva della rappresentazione scenica, seppur frammentata in sequenze di inquadrature e cambi di prospettiva.
L'intento fondamentale è che, in tale passaggio, il livello di percezione degli spettatori, sebbene modificato dagli stimoli offerti dal mezzo video, produca effetti emotivi e intellettuali simili, o almeno omologhi, a quanto e stato ideato dal regista teatrale.
A tale scopo la tecnica di lavoro basata su quella che, mutuando dal linguaggio cinematografico, possiamo definire una "sceneggiatura di ferro", diventa determinante, perché organizza la ripresa su uno schema prefissato che riporta nei tempi rigorosi della musica il procedere più anarchico e flessibile dell'azione scenica.
L'intensità di uno sguardo, il gesto che tradisce apertamente la relazione esistente tra personaggi, l'espressione che rivela, talvolta con un fremito, lo stato d'animo dei protagonisti, sono spesso da catturare in pochi secondi e ancora: di tutto quanto accade in uno stesso istante va necessariamente fatta una selezione attenta a rappresentare, con la somma dei particolari, quanto il tutto manifesta ed evidenzia, avendo quindi ben chiaro già in fase di impostazione ciò che sarà espresso dalla sequenza delle inquadrature durante la diretta, e integrato e ulteriormente arricchito in post produzione.
In questi anni, mi è accaduto di descrivere e trasporre per il video, spesso con assoluta libertà e autonomia, talvolta con minore indipendenza, quanto il regista teatrale mette in scena, sempre al fine di portare tutte le intenzioni di regia a quel pubblico che vive l'evento attraverso la mediazione di uno schermo, televisivo o cinematografico.
La tecnologia in alta definizione permette, infatti, una diffusione sul grande schermo di estrema qualità e dettaglio visivo, in grado di descrivere sino al particolare un gesto o una reazione anche impercettibile al pubblico teatrale, o di portare in massima evidenza la raffinatezza di elementi scenici e di costume dei quali finalmente si valuta l'opulenza o il più impalpabile dettaglio. Per contro, quanto di grossolano o fasullo è spacciato per adeguato a una visione teatrale, rischia l'esposizione più misera e povera di seduzione, cosi come un trucco eccessivo o grottesco può precipitare il dramma in una farsa.
Il fatto è che cinema e teatro, spesso critici nel valutare il prodotto televisivo, vivono paradossalmente in relazione diretta " in diretta" proprio grazie alla capacità tecnica e realizzativa di figure professionali formate nello specifico del linguaggio televisivo. La capacità di immaginare la più armonica delle sequenze in fase preparatoria, tradurla simultaneamente attraverso molteplici punti di ripresa e comporre una narrazione tra piani ravvicinati e d'insieme, scandita dai tempi della musica, gestendo contemporaneamente il rapporto con i molteplici fattori imponderabili dell'azione scenica: dal caso estremo dell'improvvisa defezione/sostituzione di un protagonista (Aida- Alagna, Don Carlo- Filianoti) a inconvenienti destabilizzanti, legati agli innumerevoli problemi derivanti dalla realizzazione di movimenti tecnici e scenici o di durata degli effetti luci, fino alla gestione organizzata dell'improvvisazione. Talvolta accade che la massima libertà d'azione dei protagonisti sulla scena sia un'esigenza espressiva della regia teatrale, per meglio esprimere relazioni instabili o in mutamento costante, quindi la ripresa video deve tradurre questo flusso in uno squilibrio solo apparente, mantenendo intatto un progetto di ripresa organizzato con logica incoerenza/coerenza illogica, sempre all'interno di una solida struttura narrativa rispettosa dei canoni della sintassi video.
Questo consolidato metodo di lavoro ci permette di impostare uno script estremamente dettagliato nella descrizione minuziosa di ogni singola inquadratura, nella definizione esatta della sua durata, corrispondente al tempo musicale dell'esecuzione di quella specifica orchestra, diretta da quel Maestro, stabilendo anche il genere di transizione ipotizzata tra una inquadratura e l'altra (stacco, dissolvenza, sovrimpressione o chiavi di luminanza o altri effetti di banco).
Lo script nasce dall'osservazione delle prove di regia e dalla successiva registrazione delle prove di insieme che servono da traccia al team video, composta da regista, aiuto e consulente musicale. La nostra presenza alle prove e il dialogo costante con il regista teatrale sono indispensabili per comprendere cosa egli richieda agli interpreti in dettaglio e quale sia in ogni scena il fulcro reale e non apparente della sua attenzione, non necessariamente in relazione con la linea del canto.
Tutti quelli che partecipano alla ripresa di un evento sono in grado di seguire un percorso tracciato in precedenza e che, prima della diretta, deve essere sperimentato con una prova, in genere corrispondente alla prova generale teatrale. Questo lavoro minuzioso si concretizza attraverso una importante collaborazione di tutta l'equipe di lavoro, ma dipende direttamente dall'impostazione data dalla regia televisiva, quindi dal rapporto fiduciario costruito con il regista teatrale.
L'alchimia di rapporti tra regia televisiva e teatrale può essere idillica o incubica.
Spesso i registi teatrali con esperienza cinematografica sono i più inclini a intervenire sulla ripresa video, pensando in modo cinematografico, quindi immaginando movimenti di camera effettuati con rail, shuttle, steadycam, tecno crane e fly cam, non semplici zoom e panoramiche. D'altro canto i teatri sono estremamente rigidi riguardo l'invasività dei mezzi tecnici e tendono a offrire posizioni di ripresa da punti remoti rispetto al palco e assai raramente accettano tali presenze specialmente in occasione di spettacoli a pagamento. La condizione di lavoro ottimale dovrebbe invece prevedere che qualunque progetto teatrale
debba essere tradotto anche per il video, sia affrontato in condivisione sin dalla preparazione, affinché il risultato aderisca alle aspettative del regista teatrale e permetta al regista televisivo di lavorare con standard qualitativi elevati e coerenti a un mercato sempre più esigente.

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