La tecnologia IP segna parecchi punti in ambito sportivo [in uscita su Millecanali tutti i diritti sono riservati]
Le emittenti sportive possono sfruttare la tecnologia IP per superare una serie di sfide, di problemi sulla scalabilità, grazie alla natura fluida dell'infrastruttura IP, così da risolvere i costi e le complessità associate alla produzione alla distanza.
Cambiamenti generali di infrastruttura
Uno dei driver nella transizione verso l'IP nelle trasmissioni in genere è la reale prospettiva del 4K e risoluzioni anche più elevate che sono già all'orizzonte.
In passato, gli investimenti in infrastrutture hanno richiesto ingenti sforzi, ponendo una seria sfida alle aziende nella pianificazione e nei bilanci.
Con l'IP l'approccio è completamente diverso dal punto di vista finanziario, infatti coinvolge costi iniziali e pagamenti ricorrenti piuttosto limitati. Questo si traduce in un appeal molto forte per i broadcaster che oggi sono molto attenti ai costi.
Un'infrastruttura basata su IP accetta modifiche più semplici e garantisce la capacità di evolvere in un mondo multi-formato. Il broadcast adatta ora una piattaforma neutrale per i dati video ed è il software che determina in quale formato si sta lavorando. Per quello che concerne l'hardware, le emittenti dovranno solo investire una volta e poi potranno gestire più formati.
Le trasmissioni esterne e la produzione a distanza
Produrre eventi sportivi in diretta, in particolare su larga scala, spesso richiede una precisione "militare" e spese massicce. Tradizionalmente, le emittenti avrebbero mandato un ob-van e un team di produzione piuttosto complesso, obbligando logistica e organizzazione a gestire costi piuttosto onerosi.
Consideriamo ad esempio un elemento come il cablaggio, determinante per le applicazioni broadcast in esterne nello sport: nel tradizionale panorama SDI per ogni flusso è indispensabile un cavo e di solito è direzionale.
Nelle applicazioni in 4K, ci sarebbe un cavo per ogni quadrante, oltre a una rete per audio e video, interfoni per talkback, una rete generale e una rete IP separata per il controllo.
Una delle maggiori differenze se utilizziamo l'IP nella produzione sportiva a distanza è il modo in cui i segnali dallo stadio: viaggiano fino allo studio tv e non a caso sempre più aziende di produzione si stanno convertendo ai circuiti di contribuzione su IP.
I collegamenti su IP forniscono comunicazioni, l'accesso alle banche dati centrali e ritorni video tramite lo stesso percorso.
In secondo luogo, e ancora più importante, permettono di inviare più di un feed video.
Il cablaggio diventa molto più semplice e riduce drasticamente la quantità di cavo necessaria, i camion regia possono essere più piccoli e c'è meno bisogno di personale in loco, quindi il costo scende notevolmente.
Tutta la produzione viene gestita dalla sede dell'emittente e ci sarà maggiore impiego dello stesso hardware, così da avere ulteriori benefici finanziari.
L'IP può anche avere un impatto interessante sul setup delle telecamere negli eventi sportivi.
Per esempio, in piccole produzioni a distanza con tre telecamere è necessario un operatore per ogni telecamera e tre flussi video dovranno essere spediti alla sede, anche con il video su IP.
Oggi sul mercato ci sono soluzioni emergenti sviluppate per ridurre ulteriormente i costi associati al setup telecamere così da aumentare il valore della produzione.
Un esempio ci viene da Luke Harrison, Technical Product Marketing Manager, Software RT che descrive in breve il sistema tOG Vista di RTSoftware: "Consente di posizionare tre telecamere del tutto senza operatore in uno stadio e mandare un solo flusso video alla sede centrale di produzione.
La soluzione prevede due telecamere 4K che sono statiche e fissate in posizione affiancata nello stadio, una punta verso il lato sinistro del campo e una orientata verso il lato destro. Il sistema di tOG Vista cuce in modo efficace le due uscite in diretta dalle telecamere statiche per creare un grande vista panoramica di tutto il campo visivo utile. L'operatore alla camera remota ha quindi un campo visivo ampio e può operare praticamente con le uscite HD controllandole via Joystick così da seguire l'azione nel gioco, con zoom avanti e indietro, come necessario."
IP e lo sport in studio
Anche lontano da campi di gioco e stadi, l'IP è sempre più utilizzato in vari parti del workflow in area broadcast in studio. Se guardiamo i principali programmi sportivi in diretta in studio, oggi le applicazioni coinvolgono alcuni dei più dinamici settori nell'area di trasmissione, come studi virtuali, realtà aumentata e la grafica più all'avanguardia.
Se prendiamo la grafica, come esempio, quando il video è distribuito su SDI, ciascuna telecamera in studio necessita di una propria workstation. Tradizionalmente ci sarebbe un computer collegato per il rendering della vista di ogni singola telecamera in studio. Una workstation è in grado di controllare una sola scheda SDI IO, quindi il broadcaster è alquanto limitato dall'hardware.
Con l'IP, il broadcaster invece può utilizzare la virtualizzazione. Se la soluzione è abbastanza potente, può controllare più schede interfaccia di rete per consentire all'emittente di avere più flussi in arrivo e il "renderer" può effettuare il rendering di ciascuno degli ingressi delle telecamere su una unica workstation.
Se pensiamo a uno studio virtuale o in uno studio con realtà aumentata che impiega, per esempio, grafica che sale dal pavimento per mostrare statistiche, risultati e tabelle in un incontro dal vivo, ci potrebbero essere tre telecamere. Una telecamera da sinistra punta alla grafica ma la prospettiva sarebbe diversa da quella della telecamera che inquadra da destra.
Quando il team di produzione commuta tra le telecamere bisogna prendere l'uscita da un'altra workstation che effettua il rendering della grafica da un angolo di visuale leggermente diverso.
Soluzioni che permettano il rendering di più ingressi su una singola workstation potrebbero abbassare sia i costi sia la complessità in studio.
La spettacolarizzazione non cambia, ma quello che cambia è il frutto di una maggiore efficienza operativa.
Conclusioni (se mai...)
La tecnologia IP sta segnando parecchi punti in ambito sportivo, dimostrando le sue prestazioni, l'affidabilità e l'efficacia dei costi per molte emittenti. Ci può essere ancora un po' di strada da fare prima che l'IP venga adottato su tutto il workflow di produzione dei broadcaster, ma i benefici per le emittenti sportive sono molto alti in settori come la produzione a distanza, gli eventi live e anche dietro le telecamere in studio.
Dida
Le emittenti sportive possono sfruttare la tecnologia IP per superare una serie di sfide, così da risolvere i costi e le complessità associate alla produzione alla distanza.
Dida
La tecnologia IP dimostra le sue prestazioni, l'affidabilità e l'efficacia dei costi per il settore broadcast. A risentire dei benefici, la produzione a distanza, gli eventi live e anche dietro le telecamere in studio. Una schermata del sistema tOG Vista di RTSoftware: “Consente di posizionare tre telecamere del tutto senza operatore in uno stadio e mandare un solo flusso video alla sede centrale di produzione.” Luke Harrison, Technical Product Marketing Manager RT Software. https://rtsw.co.uk