Ecco un report di una delle due trasmissioni storiche della RAI, il Giro d'Italia, edizione 2011
Oltre 200 ore di diretta per la 94ma edizione del Giro d'Italia, attraverso l'esperienza della redazione sportiva di Raisport. Dal 7 al 29 maggio, hanno fatto rivivere ogni istante della corsa organizzata dalla “Gazzetta dello Sport”. Le rubriche andate in onda erano “Si Gira”, “Anteprima Giro”, la diretta delle tappe, il “Processo alla tappa”, “TGiro” e “Giro Notte”. Rai3, Raisport 1 e Raisport 2 sono i canali che si sono del tutto dedicati alla programmazione per anticipare e ampliare l’informazione e le curiosità sulla manifestazione organizzata dalla “Gazzetta dello Sport”.
Dal 2009 Auro Bulbarelli è Vice Direttore di RAI Sport con delega sul ciclismo e dopo dieci anni in prima linea in veste di telecronista, assieme al direttore Eugenio DePaoli ha scelto la squadra che avrebbe poi seguito tutte le corse di ciclismo che la RAI ha acquisito anche in vista dei due canali disponibili, Raisport 1 e Raisport 2.
I due canali dedicati allo sport, visibili su tutto il territorio italiano via digitale terrestre (canali 57 e 58) e nel resto dei territori di copertura dei satelliti hot bird, dedicano molte ore disponibili in palinsesto proprio alle competizioni ciclistiche.
Bulbarelli a tale proposito afferma: “Vuoi per passione, vuoi per professione, ma mai come quest'anno abbiamo trasmesso così tanto ciclismo in RAI. In effetti le due vere produzioni storiche della RAI sono il Festival di Sanremo e il Giro d'Italia.
Il Giro l'abbiamo fatto interamente noi in RAI, a parte il noleggio degli elicotteri da cui sono state realizzate tutte le riprese.
La vera sfida è stata il passaggio nella produzione tv in analogico a quella in digitale, con nuove telecamere, e con molta fatica, e il prossimo salto è quello verso l'alta definizione, probabilmente entro l'anno prossimo. Ma il problema vero delle riprese e della tecnica televisiva in genere del Giro d'Italia -rispetto al Tour de France- è di carattere orografico.
Infatti l'Italia è un paesaggio molto difficile da seguire nella competizione e tutte le sue varie fasi e le troupe tecniche si trovano a gestire nella stessa giornata e per la stesa tappa, momenti di lavoro in collina, poi in montagna, e poi ancora al mare, spesso con nebbia, e maltempo, oppure sotto un sole torrido.
Il periodo in cui si svolge il Giro è maggio e non luglio, quindi le condizioni meteo sono determinanti nel risultato e nella qualità finale.”
Negli ultimi due o tre anni il grande salto è stato il passaggio nella digitalizzazione dei segnali radio sia in salita sia in discesa, dalla regia agli elicotteri e dagli elicotteri alla regia che hanno comportato notevoli investimenti, tutti effettuati dalla RAI.
E per raccontare ogni tappa, una macchina organizzativa d’eccellenza si doveva mettere in moto: il capo progetto, Enrico Motta, e il responsabile della Produzione Riccardo Managlia, hanno lavorato per rispondere a esigenze molto complesse che vedono in gioco 20 telecamere in totale, slow motion, riprese dalle moto in movimento, dagli elicotteri, ponti radio digitali, regie che si montano e si smontano all'arrivo nelle vie e piazze a ogni tappa.
La tecnica del Giro
Per tutta la dimensione tecnica abbiamo parlato con Enrico Motta che dal 1998 è stato richiesto per “comporre” la produzione degli eventi sportivi come il Giro d'Italia, il Moto Mondiale, la Formula Uno, e altri ancora.
In quegli anni era stato incaricato di redigere tutti i progetti produttivi di questi eventi, partendo da zero e Motta è la persona che assieme all'editore ha dovuto -prima- studiare prima la fisionomia degli sport cui dedicarsi e -poi- inserire questi “nuovi” sport all'interno della nuova RAI che si era venuta a formare. Quindi se prima tali eventi sportivi erano prodotti secondo alcune procedure peculiari, dal 1998 in poi -anche sulla scorta della gestione pregressa effettuata da Mediaset- la RAI ha dovuto ripartire da capo e riprogettare “tutto”, sia editorialmente, sia tecnicamente e produttivamente.
Come nasce la tecnica del Giro
Il primo step in una situazione così complessa è studiare quale debba essere il prodotto finale che l'editore Raisport vuole realizzare. Il broadcaster ha così chiesto a “ProduzioneTV”, la struttura tecnica cui è demandata questa sfera di interventi, di studiare l'evento e assegnare una persona, come è successo in questo caso, con Enrico Motta.
Da qui si è proseguiti con un progetto di massima per verificare se i vari diktat fossero centrati e da qui si è raffinato sempre di più il progetto che si andava a concretizzare.
Nel nostro caso si è partiti da una prima produzione in precedenza affrontata con risorse minime. Storicamente, dopo l'avventura di Mediaset che aveva invece investito molto sull'evento, si è passati a sviluppare il progetto cercando di ottimizzare al massimo le risorse disponibili e cercando di fare ancora meglio.
L'idea di partenza era creare ancora più “prodotto televisivo” e diversificandolo secondo il canale e gli orari di messa in onda. Il Giro infatti va in onda dalla mattina alla sera con spettatori molto diversi, in trasmissioni molto diverse. Il sistema deve essere in grado di adattarsi alle fasce orarie di audience. Quindi il primo impatto è stato decidere le categorie di programmi da realizzare e quale “tipologia di sistema” realizzare.
La scelta è stata creare un sistema componibile, in grado di adattarsi con poche modifiche. Non -quindi- come si faceva in passato assegnando una risorsa dedicata a seconda di quello che si doveva realizzare. In passato si era in qualche modo rigidamente ancorati a tipologie e modalità di realizzazione determinate ma qui si sono fatte scelte molto più moderne.
Il sistema usato qui per tutta la struttura produttiva è componibile e modulare e la stessa configurazione è in grado di realizzare differenti prodotti finiti con pochissime modifiche.
E poi, scomposto e ricomposto in un altra configurazione, lo stesso sistema prosegue il lavoro per produrre un'altra trasmissione, in un altro orario diverso.
Quindi in pratica lo stesso sistema viene utilizzato direttamente in generazione live e anche nella preparazione di tutti i programmi e contributi registrati per le differite e grazie a diversi mezzi mobili che sono pronti ad attivare le risorse strettamente utili.
In pratica prima di affrontare ogni tappa la struttura produttiva RAI sceglie “il mezzo” che con le dovute modularità garantisce la realizzazione del prodotto finito. E questo avviene per tutte le giornate del Giro.
Il centro di produzione completo ma modulare
Enrico Motta ci dice: “L'evento prevede “tappe semplici” realizzate con apparti standard e “tappe complesse” come quelle dove i ciclisti affrontano la montagna, dove il sistema deve essere approntato almeno un'ora prima e ovviamente il tutto è legato a doppio taglio anche con la località che si deve affrontare il giorno dopo. Il sistema è sempre lo stesso che si smonta e si sposta -magari di 500 km- e deve essere in grado di registrare programmi anche prima della diretta, così da guadagnare tempo ancor prima dell'evento live.”
Il centro di produzione è sempre completo, viene smantellato e ri-allestito ad ogni partenza e arrivo di ogni tappa nelle piazze o nelle vie, con tanto di regia, zona di montaggio, sistemi replay, postazione satellite, uffici editoriali, quelli della produzione, i gruppi elettrogeni per l'energia. Il cablaggio viene steso ogni singola volta per collegare tutto e il risultato è un centro di produzione vero e proprio che ad ogni location assume forme diverse, secondo le dimensioni e le caratteristiche del luogo (quindi nel progetto bisogna considerare la lunghezza dei cavi) senza certo dimenticare l'esigenza di transennare tutto e disporre di un servizio di sicurezza cui pensa RCS Eventi.
Tutti i mezzi sono aziendali, della RAI, oggi attrezzati per la produzione digitale, il server di montaggio è Avid, che permette di creare tutti i programmi, quindi anche contributi per i telegiornali, i servizi in genere, proposti in alta definizione, visto che sono in corso estese sperimentazioni per testarne l'affidabilità in questo contesto. Apparati della BLT sono impiegati per la gestione della “teca immagini”, mentre per le postazioni asservite allo slow motion, la riproposizione dei tratti salienti etc, si sono scelti prodotti EVS, così come il server di produzione ovviamente collegato in rete.
Le riprese
E' evidente che per questo evento agonistico tutte le riprese vengono effettuate in movimento e tutte le strutture di ripresa sono esclusivamente RAI, così come la catena digitale, completata quest'anno, che prevede motociclette e relativo personale alla guida, operatori di ripresa, specializzati, etc..
Il discorso si può dividere in tappe normali e tappe speciali dove col termine “speciale” identifichiamo quelle ad alto valore emotivo, come le prove in montagna che di solito vengono effettuate di sabato e di domenica per consentire una presenza massima di pubblico davanti alla tv. In questo caso si aumentano le dimensioni del sistema di riprese in movimento: per esempio su venti chilometri di percorso possono presentarsi quattro diverse valli; quindi un primo gruppo di operatori è in movimento in testa alla corsa, un secondo gruppo è nella valle successiva, e magari il terzo è nella stessa vale ma più indietro per seguire la coda della gara.
È evidente che un solo sistema di ricezione non sarebbe sufficiente; infatti per ricevere testa e coda della corsa è indispensabile disporre di almeno due postazioni di ricezione a terra, così come per coprire tutta la distanza di un simile evento che comincia al mattino.
Per coprire tutta la distanza è infatti indispensabile una seconda ricezione a terra che prima riceve i segnali radio delle varie contribuzioni delle radio camere inviate agli elicotteri e dagli elicotteri alla regia e poi i segnali che viaggiano dalla regia agli elicotteri a loro volta incaricati di fare da ponte di rice-trasmissione dei segnali fino all'arrivo, o alla partenza.
Camere, ponti ed elicotteri
Tutte le telecamere utilizzate sono Sony XDCAM, e la struttura EFP prevede quattro moto-tv, quattro moto-postazioni mobili per la cronaca, due altre moto a terra che seguono la corsa per la tv e due per la radio, e la cosiddetta “moto-scopa” che segue le fasi che le altre telecamere si perdono, registrando su disco, per eventuali contributi, anelli di immagini sempre utili e dettagli importanti, i “piani d'ascolto”, etc. che le altre camere impegnate al seguito dell'evento necessariamente si perdono.
I ponti di collegamento sono realizzati mediante elicotteri e talvolta un aereo: gli elicotteri volano più bassi di quota, si occupano di seguire la corsa e ricevere i segnali delle riprese delle radio camere. Altri due elicotteri più alti di quota, invece hanno funzione di ponte radio e quindi ripetono tutti i segnali che devono essere ricevuti da una o due delle postazioni ripetitrici a terra.
I segnali delle moto da ripresa, dotate di apparati Link e altri marchi in fase di sperimentazione, sono ricevuti da due “elicotteri ponte” più alti di quota, così da poter disporre della massima distanza copribile. Gli elicotteri da ripresa a loro volta vengono ripetuti da questi elicotteri ponte.
Quindi per ogni tappa vengono utilizzate otto moto, quattro moto-tv con telecamere, quattro per la cronaca, due elicotteri da ripresa e due elicotteri ponte.
Nel caso di cattivo tempo (come le due grandinate viste quest'anno), gli elicotteri non possono “fare quota” e si rende indispensabile il coinvolgimento di un aereo apposito che vola sopra le nuvole. A questo è demandata la ricezione dei segnali radio emessi dalle moto-camere, mentre è impegnato a descrivere un'ellisse in zona strategica al di sopra dell'evento.
Sono previsti, ovviamente, al seguito del Giro anche apparati di scorta pronti ad entrare in funzione, ed è presente l'assistenza interna RAI che segue la corsa con apparati “spare” pronti a intervenire in caso di guasto.
Tutti i sistemi a radio frequenza operano con potenza demodulata che si adatta alle esigenze di trasmissione moldulando la potenza di emissione in modo dinamico. Tutta l'alta frequenza è dotata di un sistema di puntamento automatico (sia su moto sia su elicottero), con giroscopio che gestisce l'antenna direttiva mediante un localizzatore GPS che è in grado di puntare verso la moto, così da riuscire a coprire tutta la distanza delle riprese.
L'Aviazione Civile ha inoltre un ruolo determinante perché tutto deve svolgersi in sicurezza ed è proprio lei a dare le necessarie disposizioni e istruzioni di cambio quota o altro, indispensabili durante tutto l'arco della gara.
Gli elicotteri sono normali elicotteri civili però dotati di particolari certificazioni che permettono di montare tutti gli apparati di radiofrequenza necessari a svolgere le funzioni indispensabili per questo importante evento internazionale.
È difficile determinare esattamente il numero di persone coinvolte in questa efficiente e gigantesca macchina di produzione ma Enrico Motta ci fornisce un concetto interessante: ”Grazie alla notevole specializzazione del personale e le scelte intelligenti effettuate a monte, possiamo dire che vi sono coinvolti molti meno professionisti di quanto si potrebbe pensare e di quanto già effettuato dalle strutture tecniche che se occupavano in passato, prima estere e poi Mediaset.”