Conversation with Auro Bulbarelli, Vice Director of Raisport and Team Leader of “Giro d'Italia”
(si tratta di una parte di un articolo in uscita su Millecanali, tutti i diritti sono riservati)
Oltre 200 ore di diretta per la 94ma edizione del Giro d'Italia, attraverso l'esperienza della redazione sportiva di Raisport. Dal 7 al 29 maggio, hanno fatto rivivere ogni istante della Corsa, organizzata dalla “Gazzetta dello Sport”. Le rubriche andate in onda erano “Si Gira”, “Aspettando il Giro”, la diretta delle tappe, il “Processo alla tappa”, “TGiro” e “Giro Notte”. Rai3, Raisport 1 e Raisport 2 sono i canali “all-sports” che si sono del tutto dedicati alla programmazione per anticipare e ampliare l’informazione e le curiosità sulla manifestazione organizzata dalla “Gazzetta dello Sport”.
Dal 2009 Auro Bulbarelli è Vice Direttore di RAI Sport con delega sul ciclismo e dopo dieci anni in prima linea in veste di telecronista, assieme il direttore Eugenio DePaoli ha dovuto scegliere la squadra che avrebbe poi seguito tutte le corse di ciclismo che la RAI ha acquisito anche in vista dei due canali disponibili, Raisport 1 e Raisport 2.
I due canali dedicati allo sport, visibili su tutto il territorio italiano via digitale terrestre e nel resto dei territori di copertura dei satelliti hot bird, dedicano molte ore disponibili in palinsesto proprio alle competizioni ciclistiche.
Bulbarelli a tale proposito afferma: “Vuoi per passione, vuoi per professione, ma mai come quest'anno abbiamo trasmesso così tanto ciclismo in RAI. In effetti le due vere produzioni storiche della RAI sono il Festival di Sanremo e il Giro d'Italia.
Il Giro l'abbiamo fatto interamente noi in RAI, a parte il noleggio degli elicotteri da cui sono state realizzate tutte le riprese.
La vera sfida è stata il passaggio nella produzione tv in analogico a quella in digitale, con nuove telecamere, e con molta fatica, e il prossimo salto è quello verso l'alta definizione, probabilmente entro l'anno prossimo. Ma il problema vero delle riprese e della tecnica televisiva in genere del Giro d'Italia -rispetto al Tour de France- è di carattere orografico.
Infatti l'Italia è un paesaggio molto difficile da seguire nella competizione e tutte le sue varie fasi e le troupe tecniche si trovano a gestire nella stessa giornata e per la stesa tappa, momenti di lavoro in collina, poi in montagna, e poi ancora al mare, spesso con nebbia, e maltempo, oppure sotto un sole torrido.
Il periodo in cui si svolge il Giro è maggio e non luglio, quindi le condizioni meteo sono determinanti nel risultato e nella qualità finale.”
Negli ultimi due o tre anni il grande salto è stato il passaggio nella digitalizzazione dei segnali radio sia in salita sia in discesa, dalla regia agli elicotteri e dagli elicotteri alla regia che hanno comportato notevoli investimenti, tutti effettuati dalla RAI.
E per raccontare ogni tappa, una macchina organizzativa modulare per la diretta e i servizi quotidiani, capitanata dal capo progetto, Enrico Motta, e dal responsabile della Produzione, Riccardo Managlia, si doveva mettere in moto per rispondere a esigenze molto complesse che vedono in gioco 20 telecamere in totale, slow motion, riprese dalle moto in movimento, dagli elicotteri, ponti radio digitali, regie che si montano e si smontano all'arrivo nelle vie e piazze a ogni tappa...
Da continuare.