I problemi oggi non sono più legati alle procedure di post ma sono “collaterali”, di gestione, spesso assai complessa, dovuta ai molti formati file con cui viene realizzato il video oggi.
(questo articolo è in uscita su Millecanali, tutti i diritti riservati)
Dallo sorso luglio Video Progetti ha aperto una nova divisione, “Open Solutions”, con lo scopo di rivolgersi alle piccole e medie società di produzione e post produzione. In Marzo siamo stati alla open house dedicata appunto alle tematiche legate alla delicata gestione del flusso di lavoro.
Il responsabile marketing Stefano Esposito ci ha fatto da guida e ci ha descritto la nuova sede che opera grazie alle fatiche di cinque persone in viale Suzzani 13 come “un punto di riferimento concreto nato dalla volontà di fare dimostrazioni, didattica ed essere un partner affidabile”. Infatti subito si accede a un ampio open space dove era organizzato l'incontro e a fianco una aula didattica aggiuntiva è stata pensata al fine di creare una community di operatori del settore, primi tra tutti gli editor e tutte le figure “adiacenti” che operano “in ambiente”. Il target di riferimento -come detto- per una volta non sono le gradi entità già seguite dalle altre due sedi di Video Progetti ma le piccole e le medie realtà attive nel video, broadcast, produzione e post.
La volontà di questa divisione.
L'evento è stato pensato per ricreare un tipico flusso di lavoro nella produzione e post produzione successiva appoggiandosi a nomi di prestigio, come Adobe, Movie People e Open Solutions. È stato ri-creato un intero “workflow certificato” che parte dalla ripresa fino alla finalizzazione di destinazione su Audodesk Smoke, passando dalle varie fasi di editing. Questo è il secondo evento, dato che nel precedente -a ottobre- Final Cut Pro era stato scelto come “core”, mentre questa volta si è scelto Adobe Creative Suite CS5 proprio per dimostrare l'apertura del sistema verso qualsiasi soluzione di produzione e proprio per dimostrare come Open Solutions riesca ad integrare le soluzioni in un MAM e soprattutto in Smoke.
Al cuore del sistema, Mantrics
Il MAM è una soluzione che Video Progetti ha sviluppato in collaborazione con Digital Video creando una società chiamata Mantrics che opera principalmente con due prodotti, Mantrics Workflow Manager e Mantrics Catalogue System. Qui è stata presentata la Catalogue che è una versione ridotta del sistema Enterprise, però “tagliata” per le piccole e medie entità. Mantrics non è solo un MAM ma è un vero “workflow manager” in quanto gestisce l'intero flusso di lavorazione e in questo senso è più performante perché ad ogni step di lavorazione è in grado di inserire dei metadati, oppure invierà una email a processo finito, oppure effettuerà la transcodifica dei file dove necessario; ad ogni processo si attivano varie funzioni ed essendo componibile ad ogni brik è possibile sempre verificare a che punto sono le lavorazioni e controllare anche eventuali fermi di lavoro. É possibile anche assegnare dei compiti ai vari utenti nella lista dei “to do”, compreso un quality control visivo, da affiancare a quello automatico.
Mantrics è un'applicazione client-server che consente anche di linearizzare tutto il flusso di lavoro in un unico formato, per esempio in ProRes o comunque su qualsiasi formato necessario, compresa la conformazione per uniformare i file. Ci sono ovviamente tute le funzioni utili di un MAM, quindi è compreso il “catalgoue” dove si possono cerare tutti i media, aggiungere i metadati anche “al volo” e si rivela indispensabile nella moderna distribuzione di contenuti AV su più piattaforme e differenti media. In pratica il professionista di oggi non è più un uomo che vive di solo video ma deve cibarsi anche di parecchia “IT”.
Il flusso di lavoro
Si parte dalle telecamere fornite dalla Movie People, tra cui una Panasonic 101, la Sony F3 e la Arri Alexa, quindi con contributi digitali girati su formati differenti, AVCHD, ProRes, ARRIRAW, una tipica configurazione di chi lavora in esterno. Quando si lavora in studio tutte le camere hanno uscita SDI e quindi entrano direttamente nella SAN allineate col tipico ingest, mentre se si opera in esterno il discorso legato alla qualità cambia e i formati sono di solito compressi. Potrebbe essere a tale proposito molto utile utilizzare in questo workflow un prodotto distribuito da Video Progetti (e Open Solutions ovviamente) che si chiama “Cine Deck” -del marchio inglese omonimo- è un registratore digitale in grado di catturare il video non compresso su supporti a stato solido, con elevato grado di sicurezza e di qualità. Piccolo e dotato di un monitor touch screen, in pratica si può trasformare in una workstation con schede di acquisizione integrate e addirittura è possibile scollegarlo e impiegarlo in una base per effettuare editing digitale sulla macchina stessa e senza dover effettuare trasferimenti. Nel caso, a esempio, di una produzione cinematografica si rivela particolarmente utile in quanto è impossibile pensare di registrare immagini compresse in questo settore. Interessante sottolineare che a breve è prevista la versione stereoscopica che consentirà di registrare due flussi video contemporanei e che sarà solo un upgrade software dell'esistente.
Oltre al formato non compresso, registra anche in molti altri formati, come Avid, ProRes e altro ancora.
Una volta tornati in studio, il materiale viene ingestato come preferiamo, per esempio con una scheda Matrox e da qui si apre la lavorazione con un pre-editing effettuabile tramite un modulo Mantrix. Poi da qui, con un modulo opzionale, possiamo effettuare un cut editing e un premontaggio in modalità browsing su un normale PC; volendo, anche in contemporanea su più postazioni.
Ed è quindi il momento di passare l'EDL a Premiere su Mac dove avviene il vero montaggio secondo le tipiche procedure della suite Adobe: dalla sua “origine storica” si è molto evoluta e oggi permette un completo sfruttamento di tutte le funzionalità della suite.
Alla fine di questo passaggio Open Solutions suggerisce di ripassare il montato all'interno di Mantrics per continuare a seguire il processo di montaggio in tutte le restanti fasi e per continuare a seguire il processo di questi dati senza perderne contatto. Ricordiamo che Mantrics è una soluzione che qui è stata proposta nel suo assetto completo ma che potrebbe essere acquistata anche solo nelle porzioni inizialmente utili da parte alcuni clienti e casomai ampliata in seguito.
Mantrics viene proposta come soluzione ideale solo oltre un certo livello di complessità, dove sussistano più operatori, del compositing, effetti speciali, nella post tipica a due-tre-quattro stazioni, e soprattutto per risolvere i problemi diversi che in passato non sussistevano.
Una problematica molto sentita oggi è proprio la gestione dei formati file così diversi: a volte bastano solo due stazioni per “perdersi per strada” dei file, quindi il “gestore” dei file può divenire il cuore di tutto il lavoro, “un partner in un mondo in veloce trasformazione” (come scrive Open Solutions).
Questa soluzione garantisce la sicurezza di poter archiviare e recuperare tutto, quindi un è in pratica un “MAM e un Archive” assieme, anche se sono problemi che una post di solito percepisce solo quando ha perso dei file e il cliente applica delle penali.
Questo incontro era teso anche e soprattutto a sensibilizzare i clienti su questo delicato argomento. Infatti molta enfasi è stata posta sul fatto che il concetto importante fosse il workflow, non certo la suite di editing centrale scelta per il lavoro.
Nel pre-compositing Mantrics è utile perché gli operatori coinvolti potrebbero essere diversi e impegnati in compiti assai dissimili. Poi tutto il semi-definitivo viene passato a Smoke che è la macchina più pregiata in questa catena di post.
Smoke potrebbe effettuare tutto il lavoro compreso il montaggio ma di solito si preferisce affidargli solo compiti di finalizzazione e color grading, anche grazie al pannello di CG introdotto di recente.
La versione presentata qui era Smoke For Mac realizzata dopo quella su Linux, una versione ridotta rispetto Smoke Advanced sempre su Linux. Vuole racchiudere in un'unica interfaccia quello che potrebbe fare un montatore impegnato su molti software differenti (Maya, Cinema 4D etc), tutto all'interno di un unico prodotto che crea anche un ambiente di finalizzazione in 3D non simulato.
Smoke si colloca in fondo alla catena di produzione e finalizza con la qualità del puro video non compresso in RGB e si integra alla perfezione nella catena di file XML.
Open Solutions oltre alle aree presentazioni e demo previste per seminari e corsi prevede una SAN per il lavoro collaborativo, in fibra ottica, e tre workstation con i principali software di editing, compositing e finishing, color correction e storage da 32TB. La struttura è completata da una sezione che si dedica all'assistenza da remoto per i clienti, una sezione per la ricerca e collaudo di nuovi prodotti e soluzioni, e si appoggia al know-how tecnico di Video Progetti, oltre a poter contare sulla distribuzione di marchi “di spessore” come Apple, Autodesk, The Foundry, Mantrics, Rorke Data, Cinedeck, NetBlender, CineForm, dashwood, TVLogic, AJA Video Systems, e Miranda.
Mantrics della divisione Open Solyutions di Video Progetti consente archiviazione e recupero di “tutto”, in ambito video, in pratica un “MAM e un Archive” assieme.
La delicata gestione dei molteplici formati file video di oggi può creare seri problemi che una post di solito percepisce solo quando ha perso dei file e il cliente applica delle penali.
Un incontro nella terza sede Video Progetti in viale Suzzani a Milano teso anche e soprattutto a sensibilizzare i clienti sul delicato argomento della gestione dei file video e il workflow nella produzione e nella post.