Non più solo nella produzione on field ma anche negli studi e “digital glue” con OpenCube. Marzo 2011
Belga, con filiale italiana a Brescia capitanata da Costantino Gelameris, EVS è nota storicamente soprattutto per i sistemi dedicati allo slow motion in ambito sportivo.
(questo articolo è in pubblicazione su Milllecanali, tutti i diritti riservati)
Questa visione appare oggi decisamente parziale, in effetti si sta orientando negli ultimi due anni anche verso il mercato degli studi tv grazie a linee di server e e apparati “dedicati” che in occasione di grossi eventi possono lavorare in configurazione stand alone sia finalizzati all'interscambio di file con altre aziende come Avid, Apple, Quantel, etc.
In effetti l'azienda di Liège va a colmare un gap piuttosto utile -anzi oggi davvero un'esigenza – quella del “file interchange”. Tutto ciò è stato possibile grazie al know how interno non derivato da un reparto ricerca dedicato, ma partendo da precedenti collaborazioni si è creata l'occasione di acquisire “OpenCube”, azienda concentrata appunto sulla gestione dei file MXF e l'interscambio file.
L'annuncio ufficiale di questa fusione era stato dato lo scorso anno in occasione del NAB.
Da questo momento EVS ha potuto assorbire e proiettare sui propri sistemi tutta la competenza settoriale nella gestione dei file di OpenCube. Poi, vista la pregressa presenza nel mercato degli studi tv, il vantaggio evidente è nell'occasione di ampliare il range dei clienti fornendo nuovi servizi sotto un unico marchio, già considerato un “brand”.
Sfruttando quindi la struttura di marketing esistente, EVS ha così pensato di organizzare un'open house (a Milano e Roma ai primi di marzo) col duplice intento di informare il mercato su questo ormai consolidato status di “doppio profilo”, soprattutto sottolineando la nuova filosofia di “risolutore” nel delicato settore dello scambio file.
Il punto centrale risulta quindi che EVS non è più da considerare solo una “presenza” negli studi di produzione ma diviene una sorta di “digital glue” in grado di collegare la tradizionale vocazione verso sport e news con il resto delle infrastrutture.
Non a caso il workshop era basato non tanto su aspetti commerciali ma su quelli tecnici con esempi e suggerimenti e gli inviti erano indirizzati ai professionisti che ogni giorno combattono con questi argomenti e tematiche, capi tecnici, chi gestisce gli asset digitali, chi si occupa di archiviazione, di interscambio file, quindi erano presenti in pratica buona parte dei grandi broadcaster italiani dando segni di positivo apprezzamento su questo nuovo taglio di EVS.
Costantino Gelameris sottolinea: “I prodotti di punta oggi di EVS sono i server per ingest, produzione e playout della serie XT che permettono ai broadcaster di controllare e gestire i contenuti in modo intelligente e veloce, in grado di sposare tutti i workflow, dalle trasmissioni live in esterne, al near-live e quelle in studio. Siamo arrivati alla serie 3 che verrà annunciata al NAB 2011 e dobbiamo sottolineare che il server stesso è oggi parte di un mondo molto più ampio di apparati che sono dedicati non solo alla produzione on-field ma anche a quella in studio per un un “fast workaround”.”
EVS vanta con soddisfazione la recente realizzazione di grandi studi in Europa e l'aggiornamento di tutti i “vecchi” studi di RTL oltre ad altri studi in Russia -sempre di grandi dimensioni- che sono stati aggiornati all'alta definizione.
Ma il feedback dei clienti è molto positivo anche per questa nuova apertura di mercato che le consente di affacciarsi su mercati sicuramente più economici rispetto quelli tradizionali, vista la disponibilità di soluzioni scalabili, di archiviazione con metadati su tutti i formati.
É questo un aspetto di drammatica importanza per tutti i broadcaster, infatti è molto comune che l'operatore tv disponga di archivi assai vasti basati su formati molto eterogenei che hanno evidentemente bisogno di una gestione univoca economica e veloce.
EVS oggi con le soluzioni OpenCube è in grado di aiutare i modo concreto il workflow tipico del broadcaster, con varie possibilità scalabili, infatti al momento i riflettori sono puntati sulla tecnologia OpenCube che prevede un suo server di ingest, un suo software di inserimento metadati, e un suo soft di incapsulamento.
L'incapsulamento è il formato di destinazione deciso dal cliente e, in base alle effettive esigenze del broadcaster, EVS e in grado di consigliare le soluzioni più adatte. Il risultato è un flusso di lavoro in grado di accettare media in arrivo dal telecinema, da lettori dvd, nastri, file e qualsiasi formato: tutto verrà incapsulato su un file unico che contiene sia il contenuto audio e video, sia i metadati che possono determinarlo e renderlo univoco.
EVS ha a catalogo un set molto completo di software che servono alla cattura, l'editing, il browsing, e la gestione archivio fino ad arrivare al playout di audio, video e metadati. Sono soprattutto tesi ad estendere l'”usabilità” dei server di produzione e di playout dei server XT2.
A esempio, il MAD Media Archive Director è attualmente in uso dalla UEFA per digitalizzare tutti i suoi contenuti e si configura per tutto il management dei file e dell'archiviazione, permette di sapere quali contenuti sono fisicamente nel sistema e di ritrovare tutto molto velocemente.
Il sistema di content management IP Director dialoga con tutti i software EVS controlla i feed AV in arrivo e ha consentito di realizzare importanti trasmissioni come i Mondiali e le Olimpiadi.
Sono prodotti che dialogano anche con i software di terze parti e hanno consentito oggi ad EVS di realizzare fatturati nel comparto “studi” superiori a quelli del comparto “on field”.
I vari prodotti di EVS sono scalabili, possono essere configurati in molti modi, possono essere utilizzati per la digitalizzazione universale di tutti i contenuti di una stazione tv, o potrebbero costituire una semplice unità di ingest e di digitalizzazione di tutti i feed in arrivo live.
Possono archiviare “tutto” e mettere tali contenuti a disposizione di tutti gli editor in rete oppure del playout, grazie a uno storage centrale; il playout può essere un preview oppure un playout definitivo.
In pratica, le varie linee di prodotto sono in “overlapping” cioè si sovrappongono dove serve; a esempio la linea multi formato XEDIO include ingest, editing e playout ed è completa di asset management. La serie XT di server, già menzionata, prevede il sistema IP Director che può controllare il server stesso e gestire tutti i suoi canali in mono da assegnare determinati canali a determinate funzioni (ingest, playout) e tutto questo management avviene tramite una semplice interfaccia (RAI Roma e Milano impiegano questa tecnologia per la sezione “sport ingest”).
In SKY questo sistema viene impiegato per l'interscambio di contenuti verso altri broadcaster. Alcuni broadcaster stanno inoltre valutando la possibilità di effettuare web browsing dalle sedi distaccate che chiedono una playlist, visto che localmente non dispongono di un server EVS per effettuare il playout. E dove magari dispongono di un altro server e un altro playout, anche qui si rende necessitano OpenCube per realizzare il necessario incapsulamento così da da riportare il materiale nel formato corretto e fino al server dedicato.
In questo workshop sono state spiegate quali soluzioni sono disponibili per le varie problematiche grazie alla notevole esperienza acquisita sul campo dal team di OpenCube.
Non è raro -infatti- che si crei l'impossibilità di aprire un file perché è in un formato “diverso”, viste le enormi complicazioni che oggi il broadcaster deve affrontare per la sempre maggiore avanzata delle tecnologie IT applicate al video.
Ecco infatti alcuni esempi tipici in cui OpenCube risulta determinante.
Diversi broadcaster hanno materiali sui server Profile ma devono effettuare editing su Avid, come possono fare? Non è raro trovare broadcaster che impiegano nel workflow dei formati molto vecchi, oppure davvero molto personalizzati: in tutti questi e molti altri casi interviene OpenCube che realizza un indispensabile re-incapsulamento e poi passa il materiale direttamente alla stazione di editing.
La codifica è il modo in cui avviene la compressione del segnale, poi tutto il materiale virtualmente viene incapsulato, cioè “messo in una busta” su cui scrivo indirizzo e contenuto. A questo punto in teoria qualunque software può vedere tale indirizzo e contenuto, ma in pratica alcuni software vedono solo porzioni di questi contenuti e non vi possono entrare. Ecco che quindi re-interviene OpenCube per apportare le necessarie correzioni affinché qualsiasi apparato possa leggere qualsiasi contenuto. Solo così “tutti” potranno condividere i materiali di stazione.
Inoltre si rivela molto utile quando un broadcaster decide di operare da lì in avanti in un determinato formato, vista la necessità di operare anche le indispensabili procedure di upscaling di molto materiale, per esempio in HD. Da qui in avanti si potrà andare in onda direttamente o passare i materiali pronti a qualsiasi server dedicato.
DIDA
EVS oggi non è più da considerare solo una “presenza” negli studi di produzione ma diviene una sorta di “digital glue” in grado di collegare la tradizionale vocazione verso sport e news con il resto delle infrastrutture.
DIDA
Il workshop di Marzo era basato su aspetti tecnici con esempi e suggerimenti per capi tecnici, chi gestisce gli asset digitali, chi si occupa di archiviazione, di interscambio file.
DIDA
La gestione di una miriade di formati file è di drammatica importanza per tutti i broadcaster, infatti è molto comune che l'operatore tv disponga di archivi assai vasti basati su formati molto eterogenei che hanno evidentemente bisogno di una gestione univoca economica, veloce e magari di upscaling verso l'HD.