In uscita su Millecanali, Ed tecniche Nuove, tutti i diritti sono riservati (roberto landini)
Millecanali, e la divisione New Business Media Eventi del Gruppo Tecniche Nuove, proseguendo in una tradizione che dura ormai da anni, ha organizzato il 13 novembre scorso il convegno dal titolo "Millecanali Evolution Media".
Il tema del convegno era coerente alla scia già tracciata nelle passate edizioni,
ed infatti si è occupato di produzione, delivery dei contenuti e nuovi modelli di business nell'era digitale.
Quest'anno, negli accoglienti spazi del Centro Servizi della Banca Popolare di Milano, via Massaua 6, al centro del convegno si è parlato soprattutto delle nuova realtà della produzione televisiva e dei contenuti in genere, basate soprattutto su file, tecnologie digitali e IP: un confronto davvero multi laterale sui grandi temi del cambiamento, certo non solo a livello tecnologico, ma di sistema, di linguaggio e di mentalità che, come un'ondata, investono tutto il panorama dei media digitali.
Un evento che è stato di sicuro richiamo e ha convogliato l'attenzione dei settori broadcast e fornitori di contenuti e, nel dettaglio, anche di operatori di reti, operatori di servizi satellitari, di tv locali, integratori di sistemi, responsabili tecnici, dirigenti di enti broadcast pubblici e privati, di centri ricerca, anche nel panorama internazionale.
Un programma ricchissimo di relatori di grande spessore che si sono avvicendati sul podio, introdotti e moderati da Antonio Franco di Millecanali, che ha anche tessuto i fili di due tavole rotonde -per così dire "riassuntive"- tese a comprendere educare e discutere gli stessi temi da più punti di vista.
Il fulcro del convegno erano infatti segmenti tecnologici e temi fondamentali come Remote Production, Cloud, Multiscreen e Second Screen, Workflow digitali, connessioni e contribuzione di servizio con le nuove piattaforme TLC, Play-Out Services, Ingestion, Archive e Storage, nuove forme di Delivery e nuovi modelli di Business.
Un universo davvero enorme e sempre in movimento in cui è sempre più difficile orientarsi e non a caso Millecanali prosegue nel solco tracciato in 40 anni di attività – quest'anno cade proprio il quarantesimo- in qualità di apripista e divulgatore, faro per i naviganti in queste acque sempre turbolente.
Il futuro è già ora, nelle produzioni in HD e nella gestione e distribuzione dei contenuti digitali -che sono fondamentali- e dei servizi, sulle diverse piattaforme e device. Discorsi sempre più determinanti per quanti sono impegnati nella creazione, gestione e consegna al fruitore dei media elettronici, un panorama che vive a cavallo tra tecnologia, intrattenimento e contenuti.
Un momento di incontro riuscitissimo, malgrado le avverse condizioni meteorologiche, che ha visto anche la presenza di numerosi sponsor raccolti nella hall al primo piano con alcuni stand di approfondimento di prodotti e delle tante tematiche toccate dai rispettivi relatori in apertura lavori.
Tutto l'evento è stato mandato in diretta streaming dal sito ufficiale millecanali.it grazie alla collaborazione tecnica di Video Tecnica e Livestream Milano, dove sono tuttora raccolti come VOD in dieci segmenti AV.
L'appuntamento è per il prossimo convegno, sempre nell'ottica di divulgare e continuare ad essere un riferimento per chi vuole comprendere il presente cavalcare il futuro.
Claudio Defalco Publisher
L'apertura di Claudio Defalco, Publisher, ha sottolineato i 40 anni di Millecanali, citando il nuovo editore, Tecniche Nuove, che celebra 50 anni di pubblicazioni. Si tratta di un brand importante, che raccoglie una somma di attività, un sito basato su importanti sezioni video, link alla commissione RAI di vigilanza e in generale una serie di attività di servizio per le persone legate al mondo del broadcast.
Il convegno si inserisce in questo panorama a tutto diritto. La diretta del convegno stesso è stata realizzata in streaming con VideoTecnica di Milano e tecnologia LiveStream.
Giuseppe Nardella Presidente Editore Tecniche Nuove (406 caratteri)
Il saluto del Presidente di Tecniche Nuove Giuseppe Nardella ha tracciato le attività storiche e attuali del gruppo, dalle riviste alle 25 fiere annuali e citato anche l'Accademia Tecniche Nuove, vanto per la formazione a tutti i livelli, per la crescita professionale e la formazione nel lavoro e le aziende. Dopo 50 anni di attività Tecniche Nuove ancora oggi è del tutto aperta verso nuove avventure di crescita.
Antonio Preti EI Towers
Apre le presentazioni degli sponsor raccolti fisicamente nei punti di incontro al primo piano nella sede del convegno.
Antonio Preti di EI Towers, operatore e gestore di reti radio, tv, mobile, che offre trasporto e diffusione; molto importante nelle telecom con grandi ricavi, 587 dipendenti su 14 sedi operative in Italia, 590 clienti, con 2700 postazioni prossime a diventare circa 3000 (2700 per il DVB-T) e la gestione in full service di sette multiplex nazionali per operatori di rete. Dalla pianificazione delle frequenze, fino alla copertura nella casa dell'utente. Si parte dal progetto di rete, dall'headend fino all'antenna di diffusione. Viene curata la messa in funzione e il collaudo degli apparati di alta frequenza e poi il successivo telecontrollo di apparati, la reportistica e la manutenzione dei siti.
Molto curata anche la gestione per operatori locali con mux per il DTT in qualità di partner, con molti servizi a supporto, in tutti i segmenti e senza alzare i costi.
Da citare alcuni numeri importanti: 6000 km di fibra ottica, la distribuzione satellitare di reti via sat con Eutelsat (8 e 16° E), ponti radio capillari, interconnessioni IP tra le 14 sedi (media buildings) e 20 stadi di calcio, contribuzione molto organizzata, due master control room per switching dei segnali a Milano e Roma con matrici importanti 520x520, (curano il calcio per Infront Serie A e B), nonché interconnessioni coi principali player del settore per una ottimale gestione dei segnali dei clienti.
Giovanni Tracia Gruppo DHS Hitachi Data Systems
Un gruppo conglomerato di business che propone soluzioni integrate anche in area Telco e Media. In ambito Broadcast Hitachi realizza telecamere, infrastrutture hardware di storage, server e copre le diverse fasi del workflow media dalla contribuzione alla distribuzione, con dispositivi e supporti scale out anche per i mondi near line editing, deep archiving, media asset repository, e anche la distribuzione radio e tv, come il playout, con performance incrementali e l'analytics che è molto interessante nello streaming, ma anche il real time monitoring, secondo il motto "inspire the next".
Mediacom Digital Evolution Giovanni Silanos (1012 caratteri)
Con un importante sviluppo soprattutto verso l'estero, l'azienda è cresciuta molto quadruplicando il fatturato. Azienda libera, in configurazione di system integrator, cresciuta nel broadcast con importanti esportazioni in stile italiano, da 7 dipendenti oggi vanta 40 dipendenti più collaboratori esterni nei cantieri esteri.
Tre uffici a Milano Padova e Roma e uno in Algeri per il mercato Africa, con nuove richieste dal Middel East ed est Europa. I campi di intervento sono Progettazione, Engineering, area Vendita e area Tecnica con soluzioni per i diversi mercati, con tantissimi partner di riferimento tra cui anche Quantel, dalla produzione alla trasmissione del segnale.
Le soluzioni sono valide per diversi mercati a partire dal broadcast, dalla produzione fino all'emissione e anche mezzi mobili, ma anche per centri congressi, auditorium, moschee.
Quantel presentava Qtube per la post produzione remota su IP dislocando varie componenti del sistema a distanza.
Massimo Lovato Video Progetti
Dal 92, 93 sul mercato, oggi con due sedi a Roma e Milano, propone soluzioni e applicazioni in puro ambito broadcast con integrazione di sistemi e di prodotti con tanti punti comuni rispetto i temi segnati dal convegno.
Le installazioni ne sono un esempio, come La7 che ha fatto realizzare la control room ex novo, mantenendo in onda il servizio e tutti i canali (apparati di Miranda e Snell).
Poi SKY per il playout con Harmonic e Vertigo di Miranda per la grafica dei canali cinema e calcio. Ancora SKY tg24 nella migrazione SD-HD col mixer Kahuna, e multiviewer di Miranda.
Teleippica per la copertura degli eventi sportivi, nella sede vicino a Lucca, sono state cerate sette regie e un teleporto per lo smistamento di tutti i segnali satellite, fibra, ponti e altro. L'infrastruttura esistente è stata integrata con prodotti nuovi.
TIMB coinvolta per il playout e distribuzione; qui sono stati scelti prodotti dei molti marchi rappresentati per realizzare tutta la infrastruttura.
Video Progetti è cresciuta con molti marchi tradizionali e altri nuovi affiancati, mentre al convegno veniva presentato LiveStream per mandare in streaming sul web un evento live, nella fattispecie il convegno stesso: compatto, trasportabile, HW e SW, con diversi ingressi di diversa natura prevede anche due wireless wifi, un touchscreen per le commutazioni e un mixer audio, Dve, DSK e ha tutte le possibilità di un mixer di produzione. Può appoggiarsi alla sua piattaforma di delivery LiveStream o ad altre esistenti. Presentato anche un monitor in 4K di TVLogic.
Marcello Delle Piane Media Power
Fondata nel '93, con una missione di innovazione e tecnologia, applicando i concetti a tutto il settore del playout con Seachange, non solo in Italia, oggi è attiva con una serie estesa di prodotti; quindi sono system integrator e vendor, su base multinazionale, ma cuore italiano. Seachange vanta 12mila sistemi installati. Specializzati nel concetto "enable media workflows" nel mercato tv, tendono a coniugare la scelta delle migliori soluzioni con R&D interna e una presenza globale affiancata da un supporto vero 24X7x365, sia su prodotti propri, sia i sistemi integrati. Sono fortissimi nell'integrazione di tutti i sistemi, dal network allo storage, al play to air e al MAM con un'esperienza estesa sul mercato mondiale.
Media Power studia nuove soluzioni e anche le produce, come la messa in onda con AirGo, il sistema di messa in onda News clippings Touch, Arkki il MAM in a box e il News Pack in collaborazione con Dalet.
Al convegno si è parlato di "production e remote production", ma anche di post production, newsroom digitale e archivio.
TV2000 di Rete Blu è l'esempio con la newsroom completamente digitale per 60 giornalisti (65 client) scalabile ed efficiente, soprattutto ottimizzando le risorse e il workflow e tre studi realizzati in soli sette mesi. Una realizzazione da manuale completamente automatizzata, con suite del sistema Dalet MAM, e Dalet Newsroom, con Diva Archive e archivio Front Porch Oralcle, oltre al playout Dalet, tutto associato su Dalet Plus e Media Power, una singola piattaforma aperta e in ambiente collaborativo con flussi di lavoro molto velocizzati, condivisi e automatizzati e anche verso altri media. Poi è stata portata avanti la formazione mediante simulazioni con tutoring e completo supporto.
Alberto Morello CRIT-RAI
L'esperienza evolve sulla tv con l'UHDTV (more pixel o better pixel?) e sul come si muove il mondo dei media: maggiore dinamica e luminanza e una gamma colore più estesa.
Le specifiche ITU R BT 2020 prevedono due livelli, UHD1 (4 volte l'HD) e l'8K che è 16 volte la risoluzione dell'HD. La prima considerazione è che la distanza media di visione dallo schermo è di due metri e dieci con un tv medio di 40 pollici e in futuro si sale di dimensione a 50 o 60", ma per apprezzare l'UHDTV1 (4K) ci vogliono 100 pollici di schermo (125 cm di altezza di schermo). L'elevato frame rate di almeno 100Hz è il secondo ingrediente: per evitare il flicker nelle aree ampie ci vogliono almeno 80Hz, e per evitare l'effetto strobo almeno 100 Hz; se vogliamo evitare il motion blur l'apertura del diaframma dovrebbe essere minore di 1/300". Terzo ingrediente, l'alta gamma dinamica per evitare l'effetto real wow dove il soggetto mezzo illuminato perde risoluzione nella zona meno illuminata. Qui altrimenti si perde informazione.
Lo schermo tipico oggi propone 100 NITS ma a breve arriverà a 300 e più avanti a 1000 Nits ossia candele al metro quadrato; è un salto di qualità.
Il lavoro oggi verte sulle curve di elettro-ottica dei display e sul fatto che l'HEVC debba essere modificato per trasportare con efficienza segnali HDR (15% di guadagno).
Il DVB si chiede se il physical layer possa essere migliorato e l'interesse è sul channel bonding per il broadcaster via satellite.
Sul DVBT l'UHD ha poche possibilità fino al 2022 mentre sul satellite ha diverse chance.
Marco Pellegrinato HD Forum
Vice Presidente dell'HD Forum -tende a spiegare cosa avverrà sul fronte del ricevitore in un panorama così complesso. Molti soldi e molta fatica sono stati spesi ma l'italia oggi è digitale anche nei servizi OTT su richiesta.
L'HD Forum Fornisce una serie di specifiche tecniche utili all'industria. Abbiamo cerato una piattaforma aperta interoperabile e ibrida multi piattaforma per definire una serie di specifiche tecniche che rendano i STB compatibili coi servizi generati dai broadcaster, compresi meccanismi di content protection.
Le specifiche sono raccolte in un manuale, l'HD Book Collection, specs di terza generazione. 20 esperti raccolgono le specifiche anche verso l'ultra definizione DVB-T2, HEVC e DVB Dash profile.
Il T2 è il DTT di seconda generazione, l'HEVC (H265) è la codifica più efficiente che permette di aumentare la qualità ma che deve fare i conti col taglio delle risorse di trasmissione. L'accoppiata DVBT2 e HVEC migliora moltissimo -di tre volte- la delivery e l'efficienza in genere della tv col profilo a 10 bit.
Si parla di completo supporto alla full HD approdando ai 50 quadri completamente progressivi, per una maggiore qualità a parità di banda oggi, finalmente in HD interallacciata.
Ovvio il discordo tocca la protezione dei contenuti con HDCP di più alto livello e il lato broadband è molto in anticipo.
17, 40 Cristiano Benzi Eutelsat
Il satellite al servizio della produzione e della contribuzione ha caratteri di presenza ovunque: permette un accesso con copertura globale che vanta una maggiore presenza in Europa con otto satelliti, contribuzioni occasionali e permanenti su varie bande Ku e Ka.
Eutelsat è uno degli operatori di riferimento a livello globale, 30 satelliti in orbita dal 117° O a 172° E con netta presenza in Europa, 8 satelliti per uso occasionale e presenza Africa, Middle East, e anche capacità in banda C sui 3° E con ampia copertura. In Asia a 70° da Europa verso Europa e verso Est Africa per contribuzioni occasionali e permanenti. Novità anche negli USA con acquisto di SatMex che copre in Nord e Sud America.
La capacità in banda KU è usufruibile su esigenza di banda tailored.
In banda Ka tre anni fa è stato lanciato il servizio NewsSpotter per la contribuzione da terreno di tipo occasionale, innovativo, leggero, portatile, compatto, Ka-Sat 9°E news e sport "light and small", IP ready, ottimo nella produzione per le news, alte performante anche con una troupe minima, uplink fino a 10 MB, compatto e manovrabile, economico, in banda KA, copertura multibeam multispot con tanti piccoli beam che concentrano la potenza del satellite HTS su aree piccole per operare con antenne compatte, anche 20 beam sulle stesse frequenze e polarizzazioni. Un terminale KaSat non parla con la regia ma attraverso una infrastruttura di diversi gateway con routing di tipo IP, con un filo di ritardo. La banda Ka non tende a rimpiazzare la Ku ma coprono bisogni diversi, la prima Ka copre impegni giornalistici di tipo IP, rapidi e dal terreno; in KU il cliente compra la banda.
Francesco Donato SKY Germania col canale SKY SPORTS NEWS HD
Nato tre anni fa il canale sportivo e partendo da zero, ha spostato il workflow nelle mani del giornalista. Una evoluzione legata ai buoni risultati, la performance tecnologica raggiunta anche grazie ai processori più veloci: la tecnologia ci permette di fare molte più cose, possiamo trasmettere più news con meno apparati.
Lo scenario è quello delle "rolling news" dove è richiesto un workflow efficace, rapido e veloce, su tre scenari, tre step: il passato sullo stile tradizionale, il lancio nel 2011 e nel 2014 il sistema è stato stressato in funzione dell'evoluzione della control room per ricavarne risultati migliori.
La control room tradizionale nasce con una cera complessità e un certo numero di operatori, con molte persone e poca efficienza, molti limiti, molti apparati, grande complessità, una grafica ricca ma basata su grosso intervento manuale. Qui tutto deve essere orchestrato per restituire uniformità nei risultati e sincronismo, l'intervento del giornalista e tutte le info accessorie devono essere sincrone con l'argomento trattato (notizia, immagini, dati associati).
Statistiche etc comportano un grosso impiego di energie umane ma con scarsa uniformità di prodotto, creando molti errori potenziali nello shooting, anchor framing etc, se non orchestrati da un sistema automatizzato rendono complessa la gestione.
Nel 2011 si è passati al concetto di automazione, che portava nelle mani del giornalista tutto: il creatore che sa come e quando pubblicare le informazioni, preparare la notizia dalla scrivania col testo, unirvi la grafica e anche provvedere alla pubblicazione. Ossia è in grado di alimentare il run-down con tutte le info che servono per far funzionare lo show.
Tre anni fa il passo in avanti era liberalizzare la capacità di gestire in modo diretto lo show senza passare da altri attori nella catena di produzione, potenziali fonti di errori e di rallentamenti.
Quindi un nuovo modo di gestire lo show, grazie all'automazione, inventando anche la funzione nuova del processo di "show design" che garantisca lo stesso livello di qualità con informazioni fresche e tanta creatività ma con un'impronta creativa personale comune. Per questo è stato introdotto il controllo tramite il processo di show design. Un certo tipo di immagine viene così mantenuta e un certo risultato risulta seriale, come uno stile comune.
Evitando l'interpretazione, lo stile personale del giornalista, si è cercato di evitare quella mancanza di uniformità anche qualitativa che mancava e spesso; infatti le variazioni non erano un vantaggio.
Su una base creativa sempre molto alta e comune a tutto e tutti si è arrivati ad evitare errori e rendere "meno differente" la generazione del prodotto.
Quindi il concetto è di tecnologia a servizio del workflow per risultati ancora migliori. Anche la grafica di alto livello è integrata sia video sia dati.
Ad esempio l'opening è sincrono col testo i dati con l'immagine in onda, così l'utente sa tutto su tale argomento. L'obiettivo era colpire in modo che il messaggio fosse chiaro, lo spettatore al colpo d'occhio oggi può capire tutto ciò che succede.
La performance dei PC aumenta sempre e la tecnologia HW e SW oggi permette cose inimmaginabili solo pochi anni fa. L'evoluzione della control room ha quindi permesso di spostare ancora di più nelle mani dell'editore il controllo dell'informazione mantenendo un criterio qualitativo elevatissimo.
Si è quindi deciso di stressare il sistema e noi stessi. La soluzione è un PC che, operato da un singola persona, controlla tutta l'edizione di un tg sportivo senza aver bisogno di molto altro. Il workflow è: il giornalista prepara la scaletta in newsroom, aggiunge la grafica, aggiunge il link ai database che contengono i dati statistici pubblicati in automatico, infatti nessuno più compila risultati e statistiche a mano, vi aggiunge il movimento robotico delle camere in studio e alla fine pubblica la scaletta sull'unica interfaccia di playout che la esegue con la pressione di un solo tasto.
Così il giornalista prepara programmi che vanno in onda anche (in parte) su canali diversi e tutte queste fasi sono gestite interamente da un singolo giornalista che esegue il rundown autonomamente. Possiamo così essere velocissimi e il giornalista può gestire tutto senza ricorrere ad altri interventi. I vantaggi sono molteplici, enorme velocità, gestione totale senza interventi esterni, possibilità di interazione con altri servizi basati su IP e si passa a un output non in banda base ma in IP, quindi output su canale finale lineare ma anche su tutto, web piattaforma multimediale etc.
Tavola rotonda: cosa vuol dire fare una TV di qualità?
David Bush: "non c'è oggi una scusa per non produrre alla massima qualità con l'attenzione al dettaglio, perchè i costi dell'HD sono uguali all'SD, citando la partenza dal cinema digitale. Forse per la mancanza di concorrenza di base, in Italia manca una pluralità di domanda e di soggetti. Lo stimolo della qualità si è esaurito e la concorrenza aiuta a sviluppare i contenuti."
DOMANDA Millecanali: ma allora il broadcaster non ha bisogno di qualità?
Pellegrinato: "abbiamo perso un treno, la grande opportunità nel passaggio al digitale è stata persa, moltiplicata per sette l'offerta si è scelta la quantità e non la qualità (analisi dieci anni dopo); l'errore è stato fatto in favore della quantità; oggi sarebbe bene ragionare in termini di compromesso tra qualità e quantità nell'importante passaggio all'HD, anche se le risorse di spettro sono diminuite. Ora dobbiamo lottare per mantenere il livello qualitativo ma in effetti siamo obbligati ad evolvere sul modello qualitativo in grado di soddisfare i nuovi schermi più grandi. Il digitale deve restituire la user experience in modo qualitativo. Il viaggio nel futuro della TV prevede meno canali ma maggiore qualità."
SKY Francesco Donato: "Associo la qualità alla cultura; credo che SKY stia facendo questo, molti si sono dimenticati di diffondere una cultura in termini di stile, cosa che sta facendo SKY, in termini di stile, di risultato e di obiettivi, tale per cui la qualità dei programmi debba raggiungere il livello che tutti dobbiamo fruire, fornire cultura e SKY lo sta facendo bene.
Dino Zanin Canale Italia, domanda: "Quanto è importante la qualità? In pratica all'estero la qualità è quella che vuole in consumatore, mentre in Italia bisogna equilibrare rispetto alle strutture disponibili; gli investimenti non possono essere così continui ma dobbiamo comunque correre dietro alle richieste dei consumatori creando delle nicchie personalizzate.
Francesco Panasci Sicilia HD, domanda: "Partire con la tv locale in HD è follia? Reperire risorse per un editore è difficile per una tv locale ma è importante creare cultura e trovare un partner amico che guidi nelle scelte tecnologiche. La qualità paga e deve essere già presente nella mente dell'editore, lui per primo "deve essere in HD" infatti la tecnologia oggi rende possibile la diminuzione nei costi per far quadrare il bilancio."
Cristiano Benzi Eutelsat, domanda: "La tv di qualità coinvolge molte piattaforme; ce ne sono alcune privilegiate? Il satellite lo è di fatto e Netflix come piattaforma OTT è non lineare e radicalmente rivoluzionaria, ma in una struttura fibrata (25MB ), perché fruibile su misura ed esigenze personali, con alta qualità tecnica. Le piattaforme di streaming scendono di qualità secondo il numero di utenti e la capacità presenta elementi aleatori, mentre il satellite ha banda garantita e quindi la qualità è sempre elevata. Il trend generale è comunque: basta con la quantità iniziamo con la qualità."
Francesco Donato, SKY DE, domanda: "SKY usa una complementarietà di piattaforme, ma su quale possiamo puntare per la qualità?
"L'intrattenimento è ciò che il broadcaster deve suscitare con servizi e programmi principali e accessori, cioè bisogna cavalcare quello che c'è di buono a 360°, per esempio lo sport si presta tantissimo, è ideale perchè il fruitore vuole nella visione anche informazioni accessorie veicolate tramite mezzi diversi, OTT, satellite, DVBT, web, etc. In pratica ci vuole un mix di tutti gli ingredienti utili, cavalcando tutte le tecnologie attraverso qualsiasi mezzo senza temere la concorrenza. La sfida è ancora sul piano della qualità e come i contenuti sono prodotti e veicolati, le opportunità tecniche ci sono per tutti."
Dino Zanin, domanda: "un network "minore" potrebbe fare dell'alta qualità con investimenti ridotti, un'arma strategica?
"Sì, ciò è fattibile e stiamo anche "ristrutturando la parte umana" dell'azienda che è composta da persone, abbiamo bisogno di persone più preparate ma ci manca lo sport dove le passioni non costano e si spende per averle. Noi invece per creare qualità dobbiamo sforzarci e inventare idee nuove, dovremo trovare nuovi spazi con programmi mirati."
Marco Pellegrinato, domanda: "Fino a che punto i nuovi standard di compressione possono mantenere competitiva la rete terrestre rispetto le reti IP ancora limitate?"
"I nuovi codec ad alta efficienza HEVC e la distribuzione terrestre di seconda generazione aggiungono risorse di banda disponibile e si torna a riempire quel gap, stavolta speriamo riempiendolo in favore della qualità. Non si tratta solo di avere televisore UHD, ma tutta la filiera deve seguire e precedere questo discorso; tutto deve essere prodotto e distribuito con banda adeguata. Quale piattaforma è preferibile? Il broadband è un best effort quindi con qualità variabile alta e bassa, mentre il satellite sembra il modello di fruizione ideale.
Il concetto però deve cambiare, in quanto il programma è in parte in real time e in parte a magazzino, quindi in futuro i canali broadcast potrebbero essere mantenuti nel live per l'importanza, mentre quello che è già a magazzino potremmo distribuirlo in broadband, on demand, quindi il futuro deve portare qualità indipendente dalle piattaforme (come il film ottimo anche in broadband), grazie alle codifiche appropriate. Rimane il quesito, la qualità paga? L'HD è più remunerativa?"
David Bush domanda: "La qualità è solo un fatto culturale o deve prevalere su ogni contenuto?"
"La domanda viene dal basso infatti il pubblico compra sempre più televisori di alta qualità e nei contenuti e anche nel broadband la qualità viene richiesta dal pubblico ed è necessario che tutto il mercato si adegui, forse in risposta anche ai nuovi player. Il punto è produrre tutto e subito in Alta Definizione.
Francesco Panasci, domanda: "Cosa vuol dire lavorare con un workflow in HD per una tv locale"
"Significa dare qualità agli spettatori e cambiare anche il modo di archiviare i programmi con server maggiori, in effetti partendo da zero, non ci sono problematiche gravi. Chi invece ha materiali in SD e 4:3 ha più problemi di conversione nella migrazione. Il nostro risultato è stato elevato anche con investimenti controllati.
Cristiano Benzi, domanda: "Il passaggio dei canali sul satellite, da SD ad HD cosa comporta, è fattibile, come velocizzare questo processo?"
"Molti pensano che fino al 2022 ci saranno ancora l'MPEG2 e la SD, l'evoluzione verso l'HD (15% oggi in HD) è fattibile, noi la consigliamo, ma l'editore deve decidere di privilegiare la qualità, ad almeno 6-8-10 MB. SD, HD e UHD sono tutti mondi possibili e possiamo collaborare anche per sperimentare la migrazione verso il top della qualità possibile.
Leonardo Girardi Professional Show
Fondata nel 1982, l Professional Show ha avuto moltissime evoluzioni partendo dalla pirotecnica da palcoscenico e poi dall'impiantistica e con grande distribuzione di apparati audio e video, poi passando alla system integration, seguendo e anticipando il mercato. Oggi il mercato è confuso e soprattutto si parla di formazione e informatizzazione delle emittenti. Per noi il futuro passa dal training del personale e dal creare analisi di database ad alto livello. E poi la nostra simulazione di volo che è tra le più importanti del mondo e anche la realizzazione di una piattaforma informatica aziendale meticolosa in tutte le sue funzioni, compreso l'archivio tecnico di manuali a 360° e aggiornamento dei listini continuo. Il futuro chi chiede di creare un agglomerato di apparati misti "tra il nuovo e l'installato" che hanno nature molto dissimili; dobbiamo avere la competenza di valorizzare il prodotto della concorrenza affiancato al nostro. Il MAM si trova già sul mercato, basta comprarlo, ma l'educazione generale nella gestione dei dati e la guida nel come usarli, archiviarli e fruirli, è possibile per noi verso il cliente solo dopo 30 anni di esperienza.
Il Workflow avanzato e la remote production per noi coinvolgono anche Evertz, produttore di una matrice IP rivoluzionaria che permette di cambiare il concetto stesso del sistema.
3Zero2 TV Luciano Consigli
Specializzati in mezzi mobili e fornitori di contenuti per Sport Tube, tra le altre cose, 3Zero2 TV è una società di servizi, service provider con facility per playout, gestione materiali, traffic e servizi in outsourcing per importanti publisher, struttura di produzione con mezzi mobili, studi tv e sistemi di produzione multimediale e di recente introduzione di servizi digitali, piattaforme di encoding, live streaming e VOD, con integrazione tra piattaforme.
La seconda anima è la casa di produzione contenuti tv sulla pubblicità e per bambini e il mercato corporate, con prodotti cross media, come serie web e in ambito social. Un lab creativo interno si occupa di brand design, di television design e promozione canali.
Il progetto 3Zero2 Tv che va in streaming su SportTube è nato a giugno ed è una grande sfida realizzata in solo un mese, dopo anni di discussioni con Lega Pro, andata in rete a costi molto interessanti. Le sfide sono nella produzione di 1500 eventi l'anno dal vivo con diverse tipologie a una camera, due camere o multi camere tutto su IP a basso costo, con trasferimenti dagli stadi o palazzetti tramite satellite o fibra o SIM. Un meccanismo che ha comportato una organizzazione complessa che copre tutto il territorio con eventi in contemporanea e nel weekend. Puntare sulle persone è stato indispensabile, e sulla competenza tecnologica. Il portale presenta gli eventi e permette di gestire tutta la macchina con oltre 100 persone all'opera, 20 palazzetti, 60 stadi, 50 encoder portatili in dotazione alle troupe in giro per l'Italia (Ka sat, fibra, 3G, etc), la super regia è a Milano.
Il segnale in uscita dalla telecamera viene codificato in IP e poi trasportato su una serie di aggregatori di Sky Logic e dalle fibre viene consegnato alla infrastruttura che gestisce i contenuti, il controllo delle telecamere mediante intercom; vengono realizzati i replay, inserite le grafiche, e mandati in streaming i contenuti per le tv che hanno acquistato i diritti.
In tre mesi sono state prodotte oltre 500 partite e 21 per il volley serie A, 5 nel basket, 60 operatori sono coinvolti sul territorio, 30 realizzatori ruotano e creato un team di coordinatori interni.
Fox, Mauro Panella e Maurizio Raffaelli: l'innovazione e l'interazione nella multisite delivery
Fox è un aggregatore di contenuti su tre generi, intrattenimento, documentari e sport. Molti brand sono generati anche in italia con una presenza di 180 paesi nel mondo e una penetrazione da 2 a 18 canali per territorio. I numeri in Italia, dalla fondazione nel 2003, indicano due brand che sviluppano 18 canali su due piattaforme a pagamento, sei milioni di abbonati, 164 impiegati negli uffici di Roma e Milano, sedi importanti anche per il lancio dei nuovi canali in Europa. La sfida è sempre stata quella di localizzare dei brand globali e all'inizio è stato usato un approccio empirico col lancio di canali come Fox Movies in Medio Oriente con scheduling, playout, versionamento e traffic su diverse sedi.
Poi a un certo punto è stato richiesto un consolidamento e di centralizzare le operazioni, ma era impossibile e occorreva intervenire nella infrastruttura e sul workflow.
Ed ecco tre case studies eletti ad esempio per la distribuzione e la localizzazione dei contenuti. Amsterdam, al centro dell'Europa, dove sono centralizzati i sistemi di traffico, datacenter dove tutti gli altri uffici possono accedere e per costi della fibra inferiori rispetto il resto d'Europa. Poi due uffici, a Monaco e Parigi dove sono stati localizzati sistemi di BMS playout e post produzione; Atene col playout autosufficiente per il canale National Geographic, uffici di Sofia e di Madrid con infrastruttura anche di MAM, post e playout e i due uffici di Londra e Roma, considerati i più completi e da cui tutte le altre sedi attingono i contenuti.
Ci sono interazioni che vanno anche oltre Atlantico, per esempio coi live da Los Angeles e Washington, contenuti spediti a Madrid, Roma ed Amsterdam che li ridistribuiscono sul suolo europeo.
Interessante il caso di National Geographic che da Washington invia i contenuti, li genera e li incarica alla delivery, arrivano a Roma dove sono catalogati, versionati localmente e ridistribuiti a livello europeo. Roma fa anche da archivio storico per qualsiasi stazione europea, per la localizzazione e la fruizione, oltre che per la promozione. Alcune strutture associate non hanno un MAM proprietario ma si appoggiano a Fox Italia, tramite una interfaccia web che il producer in Germania vede dal suo ufficio, taglia questi contenuti che "atterrano" nella struttura di post che è fisicamente in Germania; qui sono approvati finalizzati, e consegnati al playout satellitare SES.
Il playout del Sud Africa vede diversi attori, Fox UK che riceve i contenuti, li cataloga e compie una censura secondo le leggi sudafricane; attraverso il sistema centralizzato di Amsterdam vengono sincronizzati i metadati, e questo consente alla Spagna di creare il palinsesto giornaliero dei 5 canali e convertire i media se ce ne è bisogno.
Quindi in Sud Africa le fasi sono il programming, una approvazione, e una post produzione con focus sempre sullo stesso MAM in Italia; viene effettuata la "standard and practice" dei contenuti che vengono approvati in Sud Africa attraverso il portale web proprietario, effettuato un rough cut del contenuto, e una consegna per il montaggio. La consegna del contenuto, dopo la post produzione avviene in Spagna, che esegue l'operazione di playout per andare in DTH su piattaforme locali.
Per Fox Sport, Los Angeles consegna contenuti grafici sia trasmissioni live degli sport americani che vengono adattati nel formato e la grafica per il suolo europeo da Olanda, dove viene fatta anche la post per il canale Fox Sport Europe. Spagna ritrasmette il live feed a livello europeo dove tutti gli altri paesi possono attingere e in Italia abbiamo due stazioni separate, una demandata verso SKY Milano dove avviene il playout, MCR e produzioni live, e una su Roma focalizzata su post, lo sharing dei materiali e l'archiviazione di tutti i contenuti.
Anche qui il focus del lavoro è che Fox Sport consegna questa volta tre diversi tipi di contenuti, uno già pacchettizzato, un magazine, piuttosto che highlights, la creatività grafica e il live feed. I primi due contenuti vengono catalogati attraverso il sistema e resi disponibili a dei pre-editor che lavorano per la promozione del canale, ma si deve poter attingere anche ai contenuti live; quindi Fox dispone di sue sistemi di post produzione centralizzata sincronizzati così da poter controllare tutto, sia i contenuti su Milano sia quelli su Roma, così da pacchettizzare il massimo della produzione possibile.
La piattaforma di storage è divisa tra storage di editing e near live, comandata da un MAM centralizzato dove tutte le sedi europee hanno accesso con flussi di lavoro customizzati e automatizzati, grazie all'afflusso dei metadati che si possono inserire nei vari sistemi. Tutto ciò per permettere alle maggiori infrastrutture di oggi una versatilità più completa e alte potenzialità, dato che sono in grado di dialogare completamente tra loro.