Broadcast-Tv

DOLBY, Audio experience.

Il contenuto regna su 5 schermi.

Dolby Laboratories ha raccolto i giornalisti a Milano il 7 giugno, presso gli uffici di HillPlusKnowlton Strategies, per discutere con i manager europei dell'azienda sulle ultime innovazioni tecnologiche che le soluzioni audio hanno compiuto nel settore dell'intrattenimento domestico e affrontare la tematica dell'alta definizione audio nella trasmissione televisiva di eventi sportivi.

 

 

 

 

Roberto Landini [Articolo in pubblicazione su Millecanali, ED Ilsole24ore, tutti i diritti riservati]

Ignacio Díaz-Valdés Alonso, Broadcast Systems Engineer di Dolby, e Filippo Arletti, Country Manager Italia dell'azienda, hanno cercato di fare il punto su quali evoluzioni tecnologiche siano oggi disponibili a livello di soluzioni e risorse, ma anche come il suono percepito dello spettatore cambia secondo differenti tecniche di ripresa e perché sta diventando un elemento così importante per vivere appieno l'esperienza di intrattenimento.

Il suono, infatti, sta divenendo un elemento sempre più importante in termini di intrattenimento dello spettatore a casa, specie negli eventi sportivi. La tendenza oggi è di offrire non solo immagini particolarmente definite in HD, ma la disponibilità di tecnologie audio di alta qualità è oggi garanzia di un suono realistico in grado di porre l'audience al centro della scena. Come risultato, oggi abbiamo un numero crescente di canali TV che utilizzano o si preparano ad utilizzare la tecnologia multicanale nella trasmissione di questo tipo di eventi ad alto coinvolgimento emotivo.

Dolby per tradizione è un marchio molto forte, di cui il mercato si fida, partito storicamente dal cinema, poi confluito nel consumer e infine nel broadcast.

In tempi più recenti Dolby ha chiuso la quadratura del cerchio entrando anche nei settori mobile media e online.

Da 50 anni sul mercato e proponendo un drastico cambiamento negli ultimi 3-4 anni, Dolby ha testimoniato e proposto trasformazioni strategiche e fatto il suo ingresso in nuove aree. Oggi col lancio della tecnologia Atmos il fine è riguadagnare la sua posizione dominante nel cinema, area da cui deriva.

Le nuove strategie sono decisamente orientate al mercato e al cliente, riadattando quelle originali, plasmandole secondo i territori e le aree strategiche, nonché aderendo alle normative “indigene” soprattutto in area broadcast.

L'Italia è al centro del mirino in questa crescita voluta.

Il cinema è strategico e la recente tecnologia Dolby Atmost è considerata una rivoluzione, visto che addirittura 50 nuovi film sono in uscita entro il 2013. Si tratta di un chiaro segnale che indica quanto Hollywood ci creda davvero.

E-Media è il settore dei nuovi media elettronici, un'area ampia e convergente con l'intrattenimento su IP a partire da Internet e da contenuti tradizionali come lo sport, di solito fruiti nelle mura domestiche.

Dolby ritiene che nell'arco di tre/quattro anni tutti avremo un'esperienza fruitiva molto più completa su differenti schermi, pc, tablet, smartphone, etc., ed è in questa direzione che i capitali si stanno spostando.

E cambiano anche i ruoli tipici dei broadcaster e delle telco visto che la tipica convergenza del digitale trasforma i primi nelle seconde e le seconde nei primi.

La rivoluzione delle app è totale, e permette di apprezzare i contenuti a piacere dove vogliamo su cinque schermi e Dolby risulta presente su tutti questi segmenti.

In area più propriamente Broadcasting Dolby è attiva da 20 anni in tutti i maggiori mercati e coi più grandi broadcaster, compresa l'Italia; spesso anche in tandem con gli organismi regolatori che specificano gli standard adottati per l'audio a livello internazionale.

Per esempio in italia due dei maggiori player come SKY e Mediaset offrono un'esperienza totale in Dolby e sono in corso anche “alcune attività” con RAI.

L'esperienza di Dolby in questo settore è notevole ma l'assetto sta cambiando con la rivoluzione dell'HD che, evidentemente, necessita una proposizione audio di alta classe, e anche una riproposizione su tutti i vari “second screen”.

Mediaset Premium” e “Sky Go” ne sono ottimi esempi e lo sport è sicuramente un “Contenuto Re”, con il calcio e la F1 in testa.

 

L'audio per lo sport

Dopo aver tracciato alcuni concetti di base, l'idea di fondo è ora “come aumentare l'esperienza dell'audio in un evento sportivo”.

Si è così parlato dei criteri qualitativi che caratterizzano l'audio dai tempi della cassetta Stereo 7 fino a oggi passando inevitabilmente dal CD e dalle pratiche di compressione e da considerazioni di banda e di capacità o meno dei supporti di restituire la gamma dinamica necessaria.

Evidentemente si è passati dalla iniziale semplice capacità di riuscire a trasmettere in tv delle informazioni sufficientemente intelligibili in mono alla situazione odierna in cui il suono spesso viaggia in stereo e su 5.1 canali e, soprattutto negli eventi sportivi, davvero assume una importanza determinante.

La parte più critica nella catena broadcast non è nella sezione relativa alla produzione ma è nel segmento che riguarda la trasmissione, in cui è indispensabile effettuare una compressione nella codifica e operare un compromesso tra efficienza (quindi occupazione di banda) e qualità veicolata. Sono due parametri strettamente interconnessi; più è ampia la banda, più è costosa la trasmissione e più qualitativo sarà il risultato. La soluzione tipica dell'MPEG1 Layer2 non è terribile ma certamente può essere molto migliorata e soprattutto non sopporta la multicanalità.

L'esigenza di utilizzare una codifica molto efficiente in termini di utilizzo di banda e qualità è determinante e Dolby è in grado da sempre di aiutare i broadcaster e le telco in questo difficile compito di ottimizzare le risorse di spettro e di banda. Diminuire la banda per aumentare la qualità del segnale o liberare spazio per altri canali è il dilemma. E questa è la situazione tipica in Europa.

Il punto debole di tutta la catena, poi è decisamente l'altoparlante contenuto nei televisori nelle nostre case, che in quelli a schermo piatto diventa ancora più incapace di restituire soprattutto le frequenze basse. Per non parlare degli altoparlanti contenuti nei tablet che rendono un audio addirittura ridicolo.

 

Il DD+

Il Dolby Digital è lo standard che si è diffuso per rispondere alle esigenze multicanali e ora Dolby propone il recente sistema Dolby Digital Plus in grado di rendere tutte le informazioni audio che ci aspettiamo in una trasmissione HD.

Il DDPlus è oggi ampiamente disponibile nei prodotti consumer, tv e set-top-box, e oltre ad essere supportato in area broadcast lo è anche nelle applicazioni mobile and online. Lo stesso formato va bene in molti mondi e quindi torniamo propositivamente al discorso di convergenza digitale tra mobile e broadcast nell'offerta multi schermo.

Il DDPlus realizza quel risparmio di banda necessario al tipico profilo multi canale e multi piattaforma dei media di oggi. In pratica è un codec e una tecnologia che il broadcaster può utilizzare per le trasmissioni su canali tradizionali, su piattaforma mobile e online.

Il DDPlus è comodo anche perchè su un canale con tale codifica 5.1 prevede anche i metadati con cui il tv opera il downgrade in stereo.

In più ogni ricevitore oggi diffuso con DDPlus prevede anche una uscita in Dolby Digital (ottica o coassiale) ed è quindi compatibile con tutti i sitemi domestici surround home theater installati da anni nello nostre case, oltre allo stereo mix.

Il DDPlus permette di applicare circa il 50% di riduzione dati mantenendo la qualità e questo significa che i benefici si sentono in modo speciale nel segmento relativo alla trasmissione ancora di più che nei segmenti di storage e di trasporto su infrastrutture.

Ci sono anche studi -che vale la pena citare- che indicano che quando la percezione auditiva è migliore, lo spettatore riesce persino a distinguere dettagli visivi che altrimenti aveva perso con un audio non ottimale.

In altre parole, la stessa qualità visiva viene percepita migliore se l'audio è davvero migliore.

In questa direzione, molto è stato fatto soprattutto negli eventi internazionali live con audio di alta qualità su 5.1 canali. A cominciare dalle olimpiadi passate e quelle prossime in Russia, la Champions League, e poi il Festival di San Remo, il Moto GP, la Formula 1, la cerimonia degli Oscar, il Festival musicale della Eurovision.

SKY di recente ha lanciato tutto un bouquet di canali dedicati alla Formula 1 in HD e fin dal lancio di soli pochi mesi addietro ha puntato moltissimo proprio sull'audio multicanale in sorround per una esperienza totalizzante.

 

 

Il calcio

Il diagramma del tipico evento sportivo internazionale di massa, come il calcio di Serie A, prevede un set up audio molto complesso, partendo da molti microfoni in postazioni strategiche. Si contano da quattro microfoni omnidirezionali per ricreare un ambiente realistico. Sono posti ai quattro angoli del campo e colgono il fragore del pubblico; poi altri specifici microfoni che catturano l'audio in primo piano e sono altamente direzionali, sono dei “fucili” posti sui 4 lati perimetrali del campo di gioco e catturano suono anche a 20, 30 metri di distanza con incredibile precisione, comprese le imprecazioni di arbitri, giocatori e allenatori, nel caso.

Questi microfoni super direzionali seguono l'azione, quindi il fonico ne apre alcuni e ne chiude altri a questo scopo.

Sono sei direzionali piazzati per ogni lato maggiore del campo di football di cui due nei vertici in copresenza con i lati minori; quattro sono posti sempre a intervalli regolari sui lati più corti del campo, per un totale di 16 microfoni.

Completano il setup un microfono Soundfield con 4 caspule, che realizza riprese audio multicanale e omnidirezionale, posto sullo stand per le telecamere principali lungo la linea di centro campo, e un altro microfono stereo in medesima posizione.

 

Il Moto GP

Tutt'altra situazione invece nel PotoGP in cui la posizione dei microfoni deve effettuare una ripresa dinamica seppure da postazioni “fisse”.

Lo stage sonoro è complicato sia dal punti di vista del video sia dell'audio.

É stato descritto il set up previsto per la prossima edizione del Moto GP considerato molto problematico per ricreare una ottima immagine stereo e soprattutto in termini delle riprese su 5.1 canali.

Molta cura è stata posta in questa preparazione per staccarsi dalla precedente edizione di due anni addietro in cui il suono non era certo stato entusiasmante.

Infatti in passato ogni telecamera disponeva di due canali audio con un microfono che seguiva l'azione piazzato sulla telecamera e un secondo collocato in un punto di ripresa in posizione fissa a una ventina di metri dal passaggio delle moto, così il suono in pratica non era in stereo.

Oggi invece si è deciso di utilizzare una coppia di microfoni stereo fissi per ogni telecamera così per collocare nello spazio del circuito l'esatta proporzione di suono in arrivo alle nostre orecchie. Così, in pratica, ogni punto interessante del percorso è stato seguito con una coppia di microfoni in stereo.

Nella commutazione tra le varie camere l'audio segue le immagini e si ottiene un notevole effetto presenza.

Per il sorround è stato creato prima di tutto un “letto” di ambienza cogliendo il punto d'ascolto del pubblico presente collocando microfoni fissi nei punti B, E, D, C, nei punti rossi, come da diapositiva.

Inoltre, dato che in ogni circuito sono installati dei video wall che mostrano l'azione lontana al pubblico delle tribune, le effettive reazioni emotive degli spettatori per ogni evento nella pista possono essere riprese in audio da una singola postazione.

Un microfono 5.1 è stato piazzato lungo la linea d'arrivo.

Ogni camera riprende le moto che tagliano il traguardo e l'effetto avvolgente del surround si espande dappertutto in modo entusiasmante.

In pratica si prevede di metter in pista ben 34 microfoni, 32 Audiotechnica, uno Shure e un Sennheiser.

 

A casa

Quindi grandissime tecnologie anche per l'audio ma il problema rimane a casa in quanto gli schermi piatti con altoparlanti scarsi e la perdita totale del sorround sono solo parzialmente risolti facendo uso delle cosiddette soundbar, che riescono a combinare un buon effetto avvolgente con qualità elevata nel suono.

Il set up è un compromesso tra i costi e le prestazioni, infatti se si utilizzassero tutti microfoni surround si avrebbe un effetto ancora più completo, ma sicuramente sbilanciato nel rapporto costo prestazioni.

Dal punto di vista artistico si è scelto di commutare tra le camere per avere l'audio frontale di ogni inquadratura, ma di mantenere l'ambienza proveniente da un solo microfono omnidirezionale fisso, sarebbe infatti del tutto inutile riproporre il suono posteriore dal punto di vista di ogni telecamera.

Questo concetto è valido anche nel calcio descritto sopra.

 

ATMOS al cine

L'ultima chicca proposta da Dolby è la tecnologia Atmost a cui è stato accennato anche in conferenza a Milano.

Il concetto di base è che fino ad oggi per creare il suono surround in un cinema la procedura era sempre la stessa: esistono gli altoparlanti frontali sinistro e destro, il centrale per le voci e svariati diffusori posteriori surround per riprodurre i suoni posteriore sinistro e destro ai lati della sala. Tuttavia tutti questi diffusori sono collegati a un canale, cioè lavorano proponendo le stesse informazioni sonore (posteriore surround destro e sinistro).

Nel sistema Atmos invece la grande differenza è che tutti quegli altoparlanti ripropongono segnali indipendenti e non solo a sinistra e destra e sul retro, ma addirittura anche dal soffitto.

Il cinema in cui è stato installato un sistema Dolby Atmos è in grado di riprodurre segnali discreti per ciascun diffusore e quindi il suono si muove nello spazio in maniera estremamente personalizzata secondo il gusto artistico del regista e ingegnere del suono. Questo avviene anche se non vengono fisicamente aggiunti canali che rimangono sempre 5.1; solo che l'audio è processato in modo molto differente e tutti i suoni sono chiamati “oggetti”. Quindi quando si effettua un mix in uno studio, ogni singolo suono viene definito “oggetto” e la codifica viene effettuata su ogni oggetto sonoro e non in termini di Canale.

Il set-up di una sala cinema attrezzata con un sistema Atmos può essere molteplice e la sala può avere 30 diffusori oppure addirittura 64 e i suoni vengono “spostati” rispetto ad un angolo preciso deciso in sede di post produzione. In pratica nel movimento di un oggetto viene tracciato il suono dalla posizione iniziale a quella finale; il processore installato all'interno del cinema ricostruirà in modo preciso questo continuo posizionamento spaziale dei suoni.

Il sistema è in grado di processare fino a 120 oggetti simultanei, per esempio il suono dell'auto potrebbe essere un oggetto, se è in stereo si tratta di due oggetti, il dialogo è un terzo, e via così.

Ovviamente durante le riprese verranno utilizzati molti più microfoni che in passato proprio per una ancor migliore collocazione spaziale di ogni suono, o, come detto, oggetto. É parimenti altrettanto ovvio comprendere come mai i registi stiano eleggendo questo nuovo sistema per le proprie pellicole, proprio per le grandi opportunità creative che offre. Si ha quindi un differente approccio sui contenuti.

La crescita delle sale così attrezzate è esponenziale solo nove mesi addietro esisteva una sola sala a Barcellona, oggi, si parla di circa 200 sale a livello mondiale, di cui circa 100 negli Stati Uniti e 100 in Europa.

 

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Qualità ed efficienza solo le due keyword del sistema Dolby Digital Plus

 

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Atmos. In Italia entro natale avremo una decina di sale cinema con tale nuova tecnologia di Dolby.

 

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La tematica dell'alta definizione audio nella trasmissione televisiva di eventi sportivi

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