Broadcast-Tv

Da A a D: facile come l'ABC?

Il fornitore ideale, proseguiamo nel tracciare il profilo. (questo articolo è in uscita su MIllecanali, tutti i diritti sono riservati)
Riapriamo in questa sede un'appendice all'interessante discorso della conversione alle trasmissioni terrestri in digitale affrontato su Millecanali di Marzo 2011 (pag 100 e seg).: riprendiamo e integriamo qui alcune interessanti considerazioni utili a chi è ancora alle prese con questo passaggio storico dalle trasmissioni analogiche al DVB-T.


Come partire: con coerenza

E' bene partire sempre dalla progettazione d'insieme cioè riflettere sulle esigenze del cliente e assieme a lui considerare gli obiettivi, poi sviluppare un progetto di “rete coerente” per centrare le massime potenzialità al network DVB-T, considerando segmento dopo segmento.
Se si acquistano i singoli componenti della catena in AF “al supermercato”, ci sono altissime percentuali che alla fine la rete non funzioni. Creare una rete non omogenea può scatenare problematiche potenzialmente gravi, si badi bene... anche se i singoli pezzi presi singolarmente funzionano. La tecnologia digitale da una parte aumenta le potenzialità, dall'altra ha delle caratteristiche di complessità globali che se non le conosci non riesci a gestire.
Quindi, oltre alla coerenza di tutti gli apparati della rete bisogna partire proprio dalla progettazione della rete stessa ma anche prevedere una progettazione su base territoriale dell'SFN, delle singole postazioni, per dimensionare coerentemente tutti i prodotti che coinvolgono direttamente la copertura, decidere la potenza dei trasmettitori, e tutti i parametri radioelettrici sia delle antenne sia dei trasmettitori, compresi ritardi, potenza e caratteristiche di emissione.
Se pensate che siano considerazioni banali, provate a chiedere in giro come sono andate le cose fin qui e vi spaventerete di quante “correzioni di tiro” sono state fatte dalla partenza ad oggi.

E' sempre più determinante acquistare apparati che di fondo vantino anche una "filosofia di prodotto" vista come "colonna portante", e ancor prima che la qualità dei componenti principali sia molto elevata, che siano basati su tecnologie ultime, riconosciute e consolidate.
Alcuni produttori ricorrono a risparmi nelle parti "non fondamentali", quelle che risultano anche più facili ma mantenere, scegliendo componenti di qualità media, pur cercando di mantenere il prodotto più robusto possibile. È una delle mille scelte da fare: il risparmio va considerato sul lungo termine e l'affidabilità è il vero tratto distintivo di questi apparati da marca a marca.

É decisivo pensare già al sistema T2 che in molti casi richiede il solo aggiornamento del modulatore (solo software nel caso di alcuni prodotti più recenti), con investimenti contenuti rispetto ai costi globali di una rete digitale. Comunque, un passaggio del genere non è da considerare semplice ed implica scelte politiche molto importanti, ancor prima che tecnologiche.
In Italia dal punto di vista storico siamo arrivati un po' in ritardo ad occuparci delle reti SFN però alcuni nostri costruttori sono tra i primi (da oltre 10 anni) ad averlo fatto nel resto del mondo e su scala molto ampia, quindi sono stati in grado di riversare qui tutta l'esperienza pregressa.

Occhio ai costi, reali e occulti
In generale, ogni costruttore di apparati AF ha dovuto rispondere ad alcune domande o problemi concreti, legati a tematiche ben precise sul tipo: il costo, come mantenere la qualità e riuscire ad abbassare i costi. Solo una “visione riduttiva” e piuttosto sprovveduta può considerare esclusivamente i “costi di acquisto”, infatti un elemento primario e molto concreto da considerare è il costo di esercizio, in termini di consumo di corrente elettrica: un tipico apparato da 3KW, in tre anni di funzionamento ininterrotto, consuma almeno quanto il costo d'acquisto stesso. Quindi se il costruttore aggiorna i circuiti e migliora l'efficienza, produce un vantaggio estremamente concreto per il suo cliente.
Ecco che quindi in pratica tutti i costruttori (con diversi gradi di risultati) hanno introdotto miglioramenti a livello di consumo d'energia rispetto apparati allo stato dell'arte di soli 5 anni fa, con risultati anche attorno al 25 %. Il che significa un risparmio di 1/4 di energia ogni anno e quindi nell'arco di vita si un trasmettitore tipico (circa 10 anni) il risparmio -conti alla mano- è davvero notevole.
Questo conto -ovviamente- quando vale per ogni singolo apparato permette di ottenere risparmi di scala davvero imponenti.
Anche i costi di manutenzione vanno considerati in modo assai serio e possono essere controllati aumentando l'affidabilità degli apparati. Una politica razionale seguita fin dall'inizio -per esempio evitando di utilizzare potenza “alla rinfusa” è assolutamente d'obbligo.
Altro esempio da non seguire è quello dell'impiego di apparati “piccoli” che comunque necessitano un corretto smaltimento del calore, andando a compromettere la durata nel tempo delle prestazioni.
Altro dato determinante è la facilità di manutenzione che equivale a poter interrogare le macchine a distanza senza dover mandare in postazione sulla montagna i costosi tecnici dell'assistenza.
Uguale discorso per la facile reperibilità dei ricambi.
Qualche costruttore ha aggirato il problema sviluppando dei moduli che non sono specializzati alla singola applicazione. Per esempio con cassetti di amplificazione che escono di fabbrica tutti tarati a larga banda (su tutta la banda di funzionamento con una curva costante), al punto da poter essere impiegati in qualsiasi trasmettitore senza alcuna necessità di taratura della risposta di fase, o altro.
Quindi, nel controllo dei costi finalizzati ai profitti la scelta tecnologica è determinante perché direttamente legata alla qualità del servizio che consente di erogare. “Volgarizzando”, potremmo dire che migliore è il servizio più sono i contatti, più sono i contatti e maggiore è il guadagno dell'editore TV.

In generale apparenza flat
A prima vista molti pensano che il mercato soffra di un certo “appiattimento tecnologico”, come dire “tutti fanno tutte le linee di prodotti” in realtà, diversi più o meno assemblano prodotti di altri, come avviene per il modulatore, e sembra che la qualità del segnale trasmesso potrebbe oggi non fare più la differenza anche tra costruttori di fasce diverse. Ma è solo un discorso apparente perché ci sono molti aspetti che una tecnologia “più evoluta” può aiutare a gestire, uno su tutti, il delicato funzionamento in SFN (ed è proprio qui che può cascare l'asino...oops, la rete!).
La gestione del segnale SFN comporta l'adozione di “certe particolarità” che possono aiutare molto, infatti è spiacevole trovarsi in momenti in cui per esigenze di ricalcolo dei sincronismi SFN si ottiene uno schermo nero per molti secondi e … il pubblico cambia canale.
Quindi è bene cautelativamente verificare che gli apparati siano dotati di sistemi di commutazione totalmente senza interruzioni (“hitless”) che permettano di scambiare i due segnali in ingresso sul modulatore (principale e riserva) in tempo reale e senza alcuna interruzione nel caso di caduta di uno e senza -ovviamente- perdere alcun sincronismo SFN.
Alcuni costruttori e per ottimizzare le reti SFN, hanno implementato dei sistemi smart che nel caso fosse necessario un ricalcolo dei sincronismi fanno in modo che la trasmissione prosegua comunque, anche con contenuti magari non del tutto perfetti dal punto di vista dei sincronismi (mentre questi stanno ancora venendo calcolati), però intanto il 90% dei contatti di audience coperta dal canale prosegue comunque nella visione di un segnale tv e senza che nessuno si accorga del problema.
Un altro punto importante da considerare, in grado di impattare sulla redditività del servizio è la capacità di un sistema DVB-T di adattarsi alle future evoluzioni della rete; a breve termine questo può significare la capacità di andare a correggere i livelli di potenza per ottimizzare la rete, completamente da remoto e in totale compatibilità con l'alta definizione.
Mentre domani si porranno le tematiche di “digital dividend” (di cui al momento non ci è dato prevedere gli esiti) chi sceglie oggi gli apparati dovrà molto probabilmente effettuare modifiche sui canali domani. Dovrà quindi disporre di apparati agili in frequenza, in grado di operare su tutta la gamma recuperando con la precorrezione le prestazioni ottimali su qualsiasi canale e non solo in modo statico. Infatti ciò non dovrà avvenire solo sulla base di tabelle statiche inserite di fabbrica, ma anche in modo adattativo, cioè andando a leggere il segnale in uscita e riproponendolo in ingresso in modo da poter “modellizzare” esattamente la funzione di trasferimento e quindi compensarla con la precorrezione più adatta al caso.
In questa direzione molti costruttori abbinano all'assistenza un'ottima disponibilità ad affrontare qualsiasi tipo di tematica e hanno affiancato dei corsi di training, delle giornate di formazione per rispondere ai principali interessi del pubblico sulla praticità di gestione considerata uno degli elementi chiave.

Il profilo ideale
La digitalizzazione di una stazione tipica prevede oggi il cambio da pochi canali analogici a diversi mux digitali, quindi ci si deve preoccupare non solo degli apparati ma anche di tutta l'ingegneria di stazione, come e dove collocare questi ingombranti apparati, gestire gli ingombri, e gestire la transizione da A a D in modo che tutto avvenga senza perdere un minuto di trasmissione.
Poi magari sarebbe bene ci fossero apparati aggiornabili al T2, ripristinabili in analogico qualora serva, e così il fornitore ideale oggi deve certo non solo fornire apparati, ma poter anche occuparsi di tutti gli aspetti di “integrazione”.
Completa il profilo del nostro fornitore ideale la disponibilità di antenne complete, customizzate su esigenze e la proposizione degli indispensabili ponti a microonde. Anche qui l'evoluzione c'è stata, visto che il ponte che ieri era digitale/analogico ora si è specializzato sul digitale con un incremento di capacità di trasmissione (si parla di oltre 250 MB/sec), deve saper gestire codifiche raffinate e vantare una struttura flessibile magari in grado di alloggiare in un solo cassetto diverse schede da scegliere in base alla configurazione che vogliamo dare al sistema, la ridondanza, etc.
Il fornitore deve vantare uffici tecnici che coordinano sia la parte progettuale, quindi il layout di postazione con collaudo finale, sia lo studio di ingegnerizzazione di stazione, magari con gestione diretta di indispensabili aziende in subappalto per la manodopera; perciò deve curare tutto, l'impianto elettrico, quello di ricezione satellitare, di ricezione dei ponti terrestri, il montaggio delle parabole, la stesura dei cavi e tutto l'occorrente, compresi il montaggio dei sistemi di telecontrollo e il collaudo di tutto il sistema assieme al trasmettitore e quindi il servizio del sito totale.

Ridondanza

A proposito di ridondanza N+1 gli apparati oggi devono essere agili in frequenza per poter proporre configurazioni di ridondanza particolarmente sofisticate, come la N+1, dove una sola unità di riserva -secondo necessità- possa andare a configurarsi per sostituire uno qualsiasi in un set di N trasmettitori che lavorano su canali differenti.
Anche qui si apprezzano l'esperienza pluriennale nella progettazione di apparati digitali, la professionalità nella ricezione terrestre e via satellite, la specializzazione di personale altamente qualificato in ambito RF -e sistemistico- che consentano un’integrazione completa e un know-how proprietario indispensabile per fornire soluzioni chiavi-in-mano innovative e all’avanguardia.

Antenne
In un panorama così complesso come l'orografia italiana e il funzionamento in SFN é determinante che il progetto, lo studio preliminare e l'assemblaggio definitivo della parte radiante -cioè le antenne- avvenga in modo del tutto integrato con lo studio della rete e nella perfetta integrazione col sistema di trasmissione completo. Non a caso diverse aziende si occupano di tutto al loro interno, compresa la carpenteria che viene disegnata dall'azienda committente e poi fatta realizzare da altre aziende esterne specializzate. Una volta pronta la parte infrastrutturale dell'antenna, si procede al cablaggio, alla realizzazione delle fasi, al montaggio dei pannelli, il collaudo prima che il sistema vada in postazione. Molto importanti sono i combinatori in antenna - e il relativo studio preliminare - che devono saper sommare canali adiacenti e lasciare canali d'ingresso liberi per futuri ospiti.
Quindi è importante scegliere qualcuno che sappia dare una mano al cliente per selezionare il prodotto che fa meglio al caso. È -in pratica- la fine del semplice distributore di prodotti. Oggi è imperativo poter contare prima di tutto su un supporto tecnico consulenziale per chi deve realizzare una, cento o mille postazioni.

La selezione e l'adattamento
È opinione comune che la stragrande maggioranza degli editori televisivi in Italia non abbia così tanti servizi da riempire un bouquet ed è da prevedere una certa selezione naturale, quindi è probabile che alcuni editori si trasformeranno in operatori di rete e affitteranno ad altri i propri canali: ergo, quanti più canali “altrui” un ex operatore tv riuscirà ad ospitare, tanto meno la rete costituirà un costo. Attenzione quindi a scegliere apparati in grado di adattarsi...domani.
Nella diffusione, a livello di rete DVB-T il ponte permette il trasporto in ASI dei pacchetti DVB-T fino ai trasmettitori, mentre con il trasferimento in IP si ha il vantaggio dello scambio dati e del remotaggio di configurazione. Qualità apprezzabili nel ponte radio sono la capacità di operare fino a valori di GB e nel caso si cambino i filtri di canale la macchina non richieda ri-tarature complesse in fasi successive. Nell'attuale configurazione DVB-T questi apparati sono importantissimi per la costruzione di reti ibride che cioè consentano sia la distribuzione del bouquet di diffusione tramite interfaccia ASI, sia la condivisione di una linea dati ethernet tra studi differenti, oppure nelle postazioni per il remotaggio delle macchine e quant'altro. Quindi in questo segmento di prodotti la novità è un po' nel fatto di poter realizzare una rete ibrida che permetta distribuzione, scambio di contribuzioni e utilizzo di linee dati condivise tra le postazioni della dorsale e con gli studi.

DIDA
Una buona notizia che vale per tutte le categorie di prodotti AF: i prezzi sono in calo e le dimensioni pure. Tutto si traduce in genere in consumi elettrici davvero inferiori rispetto al passato e in maggiore facilità di installazione in postazione.

DIDA
Oggi praticamente tutti concordano che ormai per la quasi totalità dei clienti non si tratta più di fornire un semplice apparato, bensì seguire una commessa che comprende la progettazione del sito e poi della rete “dalla a alla z”.

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