Broadcast-Tv

BLT Italia srl e i suoi primi 55 anni, con Leonardo Bartelletti

Dal primo monitor in bianco e nero fino alla produzione TV over the cloud
L'azienda BLT, con sede in Lido di Camaiore nella provincia di Lucca, è nata nel 1959. BLT Italia srl, questo il nome completo, è una società a responsabilità limitata, interamente di proprietà della famiglia Bartelletti e Leonardo Bartelletti è il Presidente fondatore.

[di roberto landini, in uscita su millecanali ed tecniche nuove, tutti i diritti riservati]

Tutto è iniziato quando Leonardo Bartelletti, ora Presidente e CEO, a 18 anni, attivo radioamatore, parlando con i colleghi via radio apprese dell'esistenza della novità del momento, denominata "televisione". La successiva spiegazione di uno di questi radioamatori su come fosse possibile costruirsi da sé un ricevitore per vedere a distanza queste affascinanti immagini trasmesse da lontano, innescò la magia.
Così Bartelletti con le attrezzature dell'epoca e raccolti i componenti necessari, riuscì a costruire un primo ricevitore per visualizzare le prime trasmissioni sperimentali in arrivo dalla RAI da Torino.
Erano gli anni 56/57 e Bartelletti -ligio alle leggi- vantando di essere uno dei primi abbonati alla televisione, corse a pagare l'abbonamento!
La grande passione per questa industria, ossia il video, nacque proprio qui, con l'azienda fondata esattamente nel luogo nativo e sotto la denominazione BLT Elettronica.
Era un'azienda individuale e la visura camerale ne stabilisce la nascita il 17 novembre del 1959, fondata da Leonardo Bartelletti come ditta individuale, poi trasformata in SRL nel 1979 (... dopo i primi 20 anni). La società è di totale proprietà della famiglia Bartelletti e si è da sempre auto-finanziata, con non pochi sforzi e sacrifici, sopratutto nei primi anni.
BLT è sempre stata una società di "famiglia", non una "società familiare" e conta una ventina di persone tra interni e collaboratori esterni. Nei 55 anni di attività i collaboratori sono stati svariate decine e con orgoglio alcuni hanno iniziato la carriera professionale qui in BLT fino al raggiungimento della pensione.
Altro particolare rilevante dal punto di vista umano, nella società è coinvolta tutta la famiglia, "trascinata" dalla passione di Leonardo per questo settore d'industria molto speciale. La famiglia, per ragioni anche storiche, è al vertice della società con questi incarichi:
Leonardo Bartelletti presidente e fondatore
Mity Cerri/Bartelletti direzione amministrativa
Alfredo  Bartelletti direttore tecnico
Michele  Bartelletti responsabile sviluppo software.

Leonardo Bartelletti sottolinea: "E' giusto menzionare che se BLT è quello che è oggi lo si deve anche a mia moglie Mity Cerri/Bartelletti - sia per la ferma gestione della famiglia che altrettanto ferma e decisa gestione dell'azienda."

I primi prodotti
I primi prodotti usciti in modo del tutto artigianale erano monitor e telecamere in bianco e nero e l'idea voluta dal costruttore era realizzare entrambi gli estremi della catena di visione, dalla parte delle riprese e da quella della visualizzazione delle immagini.
Poi i primi esperimenti per la sostituzione delle valvole con i primi transistor sono stati effettuati negli anni 62/63 e i primi prodotti completamente a transistor sono nati nel 1963, mentre molte altre aziende hanno continuato e utilizzare le valvole fin oltre gli anni 70.
Il prodotto realizzato dalla BLT era talmente avanti rispetto al settore video in quell'epoca che alla fine i prodotti c'erano ma il mercato no, non era maturo. Infatti il primo sbocco commerciale venne trovato realizzando impianti di televisione per le scuole, e piccoli studi televisivi come quello dell'Università di Padova nel 1966/67.
Questo permise alla BLT Elettronica di essere notata dalla Philips olandese e negli anni a venire si strinse un rapporto di collaborazione proprio per apparecchiature dedicate al mondo della scuola.
Una certa internazionalizzazione della BLT è nata proprio da qui, infatti deriva dalla collaborazione con la Philips il cui figlio del fondatore, Gerard, negli anni 60 venne addirittura a visitare la sede aziendale allora piccolissima, in seguito alla fama creata dall'istallazione presso l'università di Padova -la prima università a livello europeo a dotarsi di uno studio televisivo.
In quegli anni andarono tantissime persone -e anche rappresentanti dell'industria- a vedere questa grande novità, la tv installata a Padova, e a visitare la sede della BLT e fu proprio la Philips a stupirsi che un giovane artigiano fosse stato in grado di realizzare delle apparecchiature di quel livello.
Con l'inizio degli anni 70 in azienda sono entrati anche i figli di Leonardo Bartelletti, Michele e Alfredo e proprio quest'ultimo vanta il primo progetto realizzato a 13 anni. È continuata anche la realizzazione di telecamere per le scuole e la presenza in quell'area che successivamente si è trasformata in videosorveglianza con impieghi della tvcc per il controllo a distanza di vario tipo.

In tempi più recenti
Il salto da questo mercato a quello che è stato il broadcast è derivato dall'idea di collegare assieme più telecamere e sincronizzarle con un genlock.
Così si arrivò alla realizzazione di un mixer video nel 1974 come quello utilizzato in quegli anni dalle nascenti tv locali in tutta Italia. Prima era in bianco e nero e poi attorno 75 uscì la versione a colori.
Di questo periodo è anche il progetto di un mixer video analogico piuttosto sofisticato per l'epoca con quattro banchi effetti. E sempre in questi anni si affacciava anche il video digitale. Così verso la fine degli anni 70 Leonardo Bartelletti decise con coraggio e lungimirante intuito di interrompere le ricerche e lo sviluppo sulle tecniche analogiche per iniziare ad investire sul digitale.
BLT ha iniziato a sperimentare il Digital Video Processing dal 1977, mentre gli studi sulla compressione video sono stati avviati negli anni 80 e Leonardo Bartelletti è membro del UNINFO (ISO è l'MPEG Italiana) dal 1989.

Il primo numerico
Il primo prodotto realizzato in area digitale fu il famoso "video lento", nato per la trasmissione di immagini televisive sulla linea telefonica.
Poi nel 1980/81 è nato il primo frame synchronizer digitale e da lì si è aperto il mondo su cui la BLT sta lavorando ancora oggi che la ha "traghettata" direttamente nel mondo del broadcast con le prime forniture RAI.
Per il broadcaster nazionale sono stati realizzati, negli anni 82/83, i sincronizzatori e i generatori di effetti digitali e poi con la compressione del segnale i disc recorder e i video server, prima in formato SD poi in HD e oggi in 4K.
Nel corso degli anni, BLT ha collaborato con molte aziende italiane ed internazionali del settore televisivo: Philips, Thomson CSF, JVC Professional Product, FOR-A, Sony, HP, Elsag, Magneti Marelli, SIP / Telecom-Italia, RAI TV, Bell & Howell, Fininvest / Mediaset.
Al cuore della produzione di BLT la progettazione e produzione di media server, il primo modello e' del 1994. Questi apparati di classe broadcast permettono la riproduzione simultanea durante la registrazione per una varietà di applicazioni: programmi in diretta, eventi sportivi, notizie, trasmissioni con delay, play-out di spot e contributi, etc.
La maggior parte dei prodotti della BLT è centrata sui server di produzione in OB van e studi televisivi progettati prevalentemente per il settore dello sport che richiede tecnologie sempre all'avanguardia.
Sono apparati molto stressati durante gli incontri sportivi poiché vengono utilizzati in un evento che dura poco tempo ma sul campo e in quell'arco di tempo tali macchine devono essere davvero a prova di errore e la tolleranza verso il guasto o la fermata sono assolutamente zero. Si tratta di eventi irripetibili, quindi l'affidabilità deve essere massima.
BLT è membro di ISO / UNINFO, IEEE, IABM, sostenitore di SMPTE e a pieno titolo del Pro-MPEG Forum, teso a mantenere un dialogo collaborativo con i clienti più importanti e produttori di apparecchiature per raggiungere l'obiettivo dell'interoperabilità dei dispositivi.

Il futuro
Le nuove tecnologie e le nuove frontiere in vista sono sempre tantissime, si aprono e si chiudono continuamente nuovi scenari, nel senso che l'information technology sta contaminando completamente il settore broadcast ormai da anni.
Questo comparto dapprima si è sentito minacciato ma poi la tanto auspicata convergenza del digitale ha prodotto grandi benefici per tutto il settore e spalancato davvero orizzonti ampissimi.
Quello che è successo prima nelle apparecchiature per trasmissione sta succedendo adesso anche per le apparecchiature di produzione televisiva da studio dove l'infrastruttura e lo scenario di produzione sono sempre più di tipo IT e IP.
Una delle conseguenze più attuali ma reali di questa migrazione verso il mondo IT sta cambiando radicalmente proprio l'idea di produzione, infatti la rivoluzione è alle porte: stiamo già assistendo a quello che sarà il futuro di questo settore e, in due parole, si parla di "produzione remota".
Molto probabilmente in questo scenario soltanto le telecamere verranno spostate sui set di ripresa e tutte le altre apparecchiature di produzione e di post rimarranno installate all'interno dello studio e quindi si prevede che in futuro gli ob-van saranno molto differenti da oggi.
Infatti la possibilità di operare "in the Cloud" consentirà di essere collegati con le telecamere in tempo reale dal set di produzione a uno studio centrale presso la sede del broadcaster e remotare tutte le funzioni delle telecamere posizionate sulla scena, grazie a collegamenti ad altissima velocità.
Oggi si cominciano ad intravedere sul mercato alcune soluzioni che anticipano questo tipo di tendenza e un esempio evidente di applicazione potrebbe essere nello sport dove lo spostamento, per esempio, delle partite del sabato e della domenica comporta un impiego di energie, mezzi e persone davvero notevole da una città all'altra. Con questa tecnologia che si sta affacciando, invece, saranno necessarie molte meno apparecchiature, molto meno personale operativo e lo stesso centro produttivo potrà magari occuparsi prima della partita del pomeriggio poi magari anche di quella della sera, così realizzando un risparmio di scala e un aumento dell'efficienza davvero sensibili.

La vision, virtualizzare
Il comparto delle telecomunicazioni sta sempre più allargando le bande delle frequenze disponibili secondo un processo che continuerà in futuro; questo ampliamento potrà consentire tale "vision" (un primo esempio di queste procedure di lavoro lo abbiamo già visto durante le scorse olimpiadi), mentre un domani questo tipo di procedura potrebbe sicuramente essere estesa in modo molto più completo e soprattutto anche alle produzioni minori e certo non solo nello sport.
Quindi, in pratica, il concetto completo dello studio televisivo su un mezzo mobile costoso così come avviene ora potrebbe essere radicalmente ripensato e il tutto ridotto solo alla movimentazione del front end.
In questo scenario non troppo futuribile il regista, addirittura, potrebbe essere presente, per esempio, nella regia centrale mentre la partita è a centinaia di chilometri. Questo comporta la grande possibilità di non spostare tecnici operativi se non in misura molto minore, diminuendo i costi e i rischi associati.
Il futuro sembra quindi davvero dietro l'angolo e proprio questi risparmi di scala consentiranno a un broadcaster o produttore di contenuti di seguire eventi di tutte le dimensioni -anche di nicchia- magari oggi trascurati per questioni di costo.
Tutto questo panorama potrebbe assestarsi grazie a una versione dedicata del collegamento IP e quindi che poi questa mole di dati viaggi via satellite, via fibra ottica, via doppino, piuttosto che con altri sistemi magari radio, non fa alcuna differenza.
Sarà quello il momento in cui ci si svincolerà dal medium fisico del collegamento sganciandosi definitivamente dalla concezione di tv dell'altro millennio che ci aveva abituato ai collegamenti dedicati via ponte radio che riceve il segnale e lo trasporta dal punto A al punto B. Infatti nell'universo delle telecomunicazioni, una volta entrati coi segnali in rete "da qualche parte", dalla sorgente in qualche modo si arriva alla destinazione.
Quando nel breve periodo le reti aumenteranno ancora loro capacità e velocità saremo in grado di attuare in modo completo questo tipo di virtualizzazione.

dida
Un caso fortuito che ha cambiato la vita aziendale della BLT è stato il 1992 con il salone fieristico IBC di Amsterdam. L'ultimo giorno, invece di visitare la mostra di Van Gogh come programmato, Leonardo Bartelletti decise di ritornare in fiera dove non sapeva che avrebbe incontrato i rappresentanti della giapponese For-A e che avrebbero dato inizio ad un lungo rapporto di collaborazione. Ciò ha cambiato il corso della storia di questa azienda lucchese.

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I primi prodotti usciti in modo del tutto artigianale erano monitor e telecamere in bianco e nero e l'idea voluta dal costruttore era realizzare entrambi gli estremi della catena di visione, dalla parte delle riprese e quella della visualizzazione delle immagini.

Dida
"Quando nel breve periodo le reti aumenteranno ancora loro capacità e velocità saremo in grado di attuare in modo completo la produzione da remoto, ossia la virtualizzazione che consente di portare sul luogo delle riprese solo telecamere ed infrastruttura in modo molto più agile di ora." Leonardo Bartelletti.

Dida
Durante gli otre 55 anni di storia dell'azienda, l'elenco dei prodotti sviluppati e fabbricati è molto lungo: a partire da telecamere e monitor in bianco e nero i mixer video bianco e nero e poi a colori, il video lento su linee telefoniche, TBC ri-sincronizzatori, generatori di effetti speciali DVE digitali e librerie, il Video DUPLEXER, sistemi di compressione spaziale per la trasmissione, in qualità da contribuzione, di due canali televisivi su un singolo collegamento TV analogico...

Dida
"Tra i progetti e sviluppi futuri a breve termine, da citare l'ampliamento della nostra sede BLT: dall'attuale configurazione costruita da mio padre Leonardo, negli anni 70, che conta 600 metri quadrati, si passerà a una struttura due piani, al termine dei lavori, attesi per l'estate 2015." Alfredo Bartelletti. (nella foto le copertine degli storici numeri 1 e 2 di Millecanali dalla scrivania di Alfredo Bartelletti)

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