Aldo Scotti, Ingegnere, è in Rai Way fin dal momento della sua costituzione nel 2001, ed è responsabile dell'Unità Organizzativa che si occupa di Innovazione, Certificazione e Sperimentazione Radioelettrica (ICSR).
Opera presso il centro di controllo di Monza, progettato da Giò Ponti per la Rai nel lontano 1954 in sostituzione della primordiale Sede di Sesto Calende (VA) attivata nel 1929, dove da sempre vengono studiati tutti i fenomeni legati alla ricezione ed alla propagazione dei segnali radioelettrici, compresa anche la valutazione dell'impatto con l'ambiente e la salute umana. Dagli metà degli anni '60 è attiva una succursale sussidiaria a Sorrento per lo studio dei fenomeni connessi alla propagazione su tratte marine. In termini di attività, tramite questa Unità Organizzativa, Rai Way si occupa di ricerca e innovazione applicata per quanto riguarda l'aspetto delle misure e delle valutazioni dell'impatto sul servizio man mano sono introdotti e attivati nuovi sistemi nel campo della radiodiffusione.
La sede di Monza, collocata in posizione strategica quasi al centro del parco della Villa Reale, è dotata di sistemi di ricezione per i segnali intercontinentali e, unica nel suo genere nel panorama radiotelevisivo mondiale, di un sistema d'antenna rotante, ideato e progettato dall'Ing. Giovanni Gentile, in grado di discriminare e ricevere deboli segnali provenienti da tutte le direzioni.
Nella sede di Monza queste antenne particolari consentono di avere la visibilità sui percorsi via terra dei segnali radioelettrici e con una visibilità da est a ovest e fino a nord verso le montagne, mentre dalla sede di Sorrento riesce ad avere tutta la visibilità sul bacino del mediterraneo, il Nord Africa e i percorsi marini, quindi consentono l'attività di valutazione dei fenomeni di propagativi sui segnali digitali e sul loro comportamento nelle reti complesse.
Fra le attività condotte vi è quella di tradurre i risultati degli studi e delle sperimentazioni in documenti e normative tecniche dando un prezioso contributo per indicare lo stato dell'arte a livello internazionale.
Le reti SFN
Scotti sottolinea: "Riusciamo a dare indicazioni progettuali ed implementative davvero concrete in quanto l'Italia è l'unica nazione che utilizza in modo spinto ed efficace le reti in tecnica a singola frequenza SFN.
Il 2015 è un anno molto importante per gli operatori broadband e broadcast in quanto verranno stabilite nuove regole per l'utilizzo dello spettro radioelettrico che dovrebbero dare certezze ai vari operatori sia per l'utilizzo delle tecnologie attualmente esistenti sia quelle future con un passaggio per quanto possibile -se non rapido- più celere possibile per il broadcasting verso le trasmissioni in alta ed altissima definizione sul digitale terrestre. Questo è il percorso che si sta delineando.
Le frequenze sono un bene scarso e molto prezioso e ci sono diversi interessi contrastanti per il loro utilizzo. Infatti esiste al momento una serrata trattativa a livello internazionale tra i vari paesi per far definire un uso adeguato e corretto di tutte le frequenze. L'Italia in questo contesto ha una esperienza invidiabile e potrebbe esportare la propria esperienza in tutto il mondo con grande facilità.
L'auspicio per il futuro è quello di una allocazione dinamica delle frequenze il più razionale possibile per tutti, che tenga conto di tutte le possibili evoluzioni. Solo in questo modo sarà possibile per tutti gli attori in campo riuscire a sviluppare il proprio business, tenendo in giusta considerazione le attese e gli interessi degli utenti finali che sono i veri driver del cambiamento.
La Comunità Europea è in prima persona impegnata sul tema dell'utilizzo efficace ed armonizzato delle frequenze, un percorso lungo che però quest'anno verrà a compimento. Tante sono le innovazioni e tante sono state e sono ancora oggi le posizioni da tenere presente.
In Italia ci sono anche percorsi di allocazione delle frequenze da parte di Agcom legati a esigenze di coordinamento internazionale e in questi percorsi si spera che l'Italia possa avere ancora più risorse a disposizione rispetto a quelle stabilite da Ginevra 06. Infatti per la televisione digitale terrestre l'Italia è l'unica nazione che ha messo sul campo il massimo dell'efficienza nell'utilizzo delle risorse frequenziali.
Speriamo che si possa intraprendere un percorso simile a quello fatto per la televisione anche per la radiofonia digitale e non a caso prima del 2020 alcune nazioni europee stanno pianificando l'abbandono della tecnologia analogica .. FM a favore della radio digitale. Anche l'ultima consultazione della Agcom sta andando nella giusta direzione e questo è un fatto molto importante a livello di qualità e di prospettive.
World wide roaming
Una proposta lanciata alcuni anni orsono dall'Italia e ripresa dalla Russia a livello internazionale è quella di avere dei ricevitori multi standard e multi banda, ricevitori chiamati World Wide Roaming, in modo tale che possano essere utilizzati senza soluzione di continuità in tutti paesi del mondo. Sono ricevitori in grado di ricevere la radio ma anche la tivù e quando si parla di digitale si passa dal concetto di "servizio" quello di "trasporto" universale. L'utopia e quella di avere un ricevitore che consenta all'utente di spostarsi con il suo dispositivo in qualsiasi paese del mondo e poter ricevere i programmi preferiti, anche della propria nazione, senza cambiare apparato, quindi con una grande apertura verso il futuro.
Broadband e broadcast
Un'altra area che sta emergendo abbastanza velocemente e che va citata è quella dei sistemi ibridi broadband e broadcast che possono essere visti in modo bivalente da entrambi i lati. Dal lato broadcast è il broadcaster che attraverso i suoi canali principali via etere e, attraverso lo smart tv di riferimento dell'utente, è in grado di ampliare la sua offerta tramite dispositivi smart e anche tablet e cellulari.
Sono parecchi i percorsi orientati a questa tecnologia ibrida e vi sono gruppi di studio anche internazionali che hanno già sviluppato delle raccomandazioni e norme sull'integrazione che permetteranno al broadcaster di fornire servizi multi devices.
In pratica è il broadcaster che "scatena l'evento" e, grazie alle reti integrate wireless e wired, propone diversi servizi affiancati.
In questo panorama si inseriscono anche le tematiche di utilità sociale come quelle per le persone che hanno deficit sensoriali. Ad esempio è possibile inserire la sottotitolazione sincrona multilingue attraverso un percorso che unisce il televisore alla rete; ma diviene anche possibile partecipare a community dove è possibile commentare immediatamente la visione di un evento televisivo in contemporanea o subito dopo la conclusione, mediante smart devices come ad esempio i tablet. Alla base di questo sistema vi è la sincronizzazione guidata dall'evento irradiato dalla televisione.
Gli esempi che possono essere citati in questo ambito di integrazione ibrida tra gli universi broadcast e broadband sono davvero tanti ma ciò che conta è che il broadcaster rimane come soggetto di riferimento.
Scotti prosegue: "Nessuno crede all'estero che in una città come Milano o Roma si possano ricevere tranquillamente quasi trecento programmi tv perché il resto del mondo arriva a proporre solo un quinto di quello che facciamo noi come digitale terrestre.
L'Italia ha dimostrato che si possono realizzare reti nazionali SFN in tecnologia DVB_T, quando gli altri pensavano e pensano che non sia possibile riuscire a farle.
Ray Way è proprietaria della rete di trasmissione e diffusione dei segnali della Rai, il broadcaster nazionale italiano. La Società, recentemente quotata in Borsa Italiana, vanta un ruolo da protagonista nel mondo delle radio-telediffusione grazie anche ... ai quasi 90 anni al servizio della radio e della televisione. Con il recente passaggio alle reti terrestri digitali ha espresso una esperienza unica nel mondo proprio per la tipologia delle reti SFN.