Il 19 marzo 2026, presso la sede di CVE – Communication Video Engineering a Verano Brianza, si è svolta un’open house con dimostrazioni operative dedicate alla produzione live e alla remote production su reti 5G private.
L’iniziativa, realizzata con Haivision, Neutral Wireless e Grabyo, ha coinvolto professionisti del broadcast, della produzione eventi, dello sport, delle news e della comunicazione corporate.
In apertura, Luca Catalano, CEO di CVE, ha delineato il contesto tecnologico, evidenziando come il 5G privato si stia consolidando come infrastruttura abilitante per la produzione broadcast contemporanea.
Sono stati messi in evidenza i vantaggi in termini di flessibilità operativa, scalabilità e integrazione nei workflow IP e cloud, insieme al progressivo superamento dei limiti delle tecnologie RF tradizionali, a favore di modelli produttivi distribuiti.
Qui il report del primo intervento, con Neutral Wireless [LINK]
Qui il secondo report, con Haivision [LINK]
Su queste basi si è sviluppato il terzo intervento della giornata, dedicato al ruolo delle piattaforme cloud nella produzione live, con un focus sull’evoluzione dei modelli operativi e sull’integrazione tra ingest, regia e distribuzione in ambienti software-defined.
Charlie Prichard di Grabyo sul palco, per il terzo intervento durante l’evento open house di CVE.
Ci troviamo d’innanzi a una piattaforma cloud orientata alla creazione e gestione di contenuti per broadcaster, società di produzione e detentori di diritti.
Fondata nel 2013, l’azienda nasce per supportare la distribuzione di contenuti short form verso piattaforme digitali e social, attraverso strumenti di clipping da feed live accessibili via browser.
L’evoluzione della piattaforma, accelerata dal periodo pandemico, porta verso modelli di produzione live in cloud.
È possibile gestire in ingest più camere simultaneamente e costruire una regia virtuale con funzionalità equivalenti a quelle di un OB van, attivabile in pochi minuti.
L’interfaccia mantiene un approccio familiare per operatori broadcast, integrando anche superfici di controllo hardware per garantire continuità operativa rispetto ai workflow tradizionali.
L’ecosistema si basa su partnership industriali, tra cui contributo video con Haivision e integrazione con servizi cloud Amazon Web Services, utilizzati per il deployment distribuito delle risorse.
Uno degli elementi centrali è la scalabilità.
La piattaforma consente di gestire produzioni simultanee senza limiti operativi, favorendo anche la collaborazione remota tra team distribuiti.
Dal punto di vista economico, il modello cloud introduce un utilizzo on-demand delle risorse, con riduzione dei costi di produzione fino al 65% in alcuni contesti live.
La regia virtuale permette la creazione di ambienti multi-schermo configurabili, con assegnazione personalizzata dei controlli e gestione collaborativa delle operazioni.
Tra i principali casi d’uso emergono produzioni alternative a basso costo, come watchalong, commenti remoti e formati verticali destinati ai social.
La piattaforma supporta anche produzioni broadcast complete, con ingest multi-camera e gestione centralizzata dei flussi.
Nel live clipping, Grabyo consente la generazione quasi immediata di contenuti per social media in diversi aspect ratio, integrando automazione e dati esterni per facilitare la ricerca e l’editing dei contenuti.
La gestione multiview permette a un singolo operatore di monitorare eventi multipli o feed ISO, ottimizzando il controllo editoriale in produzioni complesse.
Sul fronte innovazione, l’integrazione con servizi AI di AWS introduce funzionalità di tracking automatico e generazione di contenuti verticali da flussi live, destinati a piattaforme come TikTok, Instagram e YouTube.
La piattaforma include strumenti per la monetizzazione, con supporto a inserzioni dinamiche, integrazione diretta con sistemi pubblicitari e gestione automatizzata di contenuti sponsorizzati.
Dal punto di vista tecnico, la latenza aggiuntiva introdotta dal sistema è limitata a circa due frame.
In condizioni ottimali, è possibile ottenere una latenza glass-to-glass inferiore al secondo, a seconda della catena di contribuzione.
Il controllo della produzione avviene tramite interfacce web che gestiscono ingest, switching video, replay, grafica e distribuzione.
Ogni operatore può avere ruoli specifici, inclusi audio mixing, regia, replay e gestione contributi remoti.
Il mixer audio software supporta oltre cento tracce, con gestione avanzata di routing, compressione dinamica e creazione di mix differenziati per piattaforme diverse, incluse versioni ottimizzate per il mobile.
Il sistema replay consente la gestione multi-camera con sincronizzazione e creazione di playlist per highlight o playback live.
L’integrazione grafica supporta sia flussi HTML sia sistemi broadcast tradizionali come Ross Video e Vizrt, con sincronizzazione dei segnali in cloud.
Tra i casi applicativi, NBA utilizza la piattaforma per produzioni multi-lingua destinate a audience internazionali, con personalizzazione grafica e commento.
Eventi sportivi e produzioni outdoor impiegano Grabyo come hub di remote production, integrando encoder portatili e distribuzione multi-piattaforma.
Durante i Giochi Olimpici di Parigi 2024, la piattaforma è stata utilizzata per streaming multi-evento e servizi multiview su connected TV.
Applicazioni analoghe includono remote commentary e produzione differita per mercati internazionali, con adattamento ai diversi fusi orari.
Nel tennis, Wimbledon Championships ha utilizzato configurazioni leggere basate su laptop per produzioni editoriali distribuite su schermi venue, app e web.
Ulteriori utilizzi riguardano produzioni verticali nel news e nello sport, oltre a eventi live con gestione multi-stage e distribuzione su piattaforme FAST come Pluto TV.
Nel complesso, il modello operativo evidenzia un passaggio strutturale verso workflow software-defined, con integrazione tra produzione, distribuzione e monetizzazione all’interno di un unico ambiente cloud.
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Sinossi
L’open house di CVE ha evidenziato il ruolo del 5G privato come infrastruttura abilitante per la produzione broadcast contemporanea, introducendo modelli operativi più flessibili, scalabili e integrati nei workflow IP e cloud.
Nel terzo intervento, Grabyo ha mostrato l’evoluzione della produzione live verso ambienti cloud, con regie virtuali, ingest multi-camera e gestione distribuita delle risorse.
Il modello software-defined consente collaborazione remota, riduzione dei costi e integrazione tra produzione, distribuzione e monetizzazione, con applicazioni concrete in ambito sportivo, eventi live e contenuti digitali.
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