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"Problem solving e flessibilità nella post per la nostra che è una struttura peculiare: Gino Pinetti, Stripe srl

Azienda di lunga presenza nel settore della post produzione e associata all'Unione Nazionale delle Post Produzioni, nasce nel 1998 e nel 2000 si trasforma in SRL con l'ingresso dell'altro socio, Barbara Cifali.


Stripe, questo il nome della struttura di cui ci occupiamo qui, che prende spunto dalle famose strisce di fumetti degli anni passati proprio perchè riuscivano a raccontare una storia concreta in pochi disegni o fotogrammi.
Ci descrive la sua casa di post produzione Gino Pinetti, consocio di Barbara.
"In passato ho lavorato per molto tempo nella "New Ways" una casa di produzione specializzata in pubblicità dove ho conosciuto Barbara, che aveva funzioni di assistente montatore, mentre io mi occupavo di editing ed ero responsabile della post produzione; quindi entrambi abbiamo ereditato una grande competenza nel lavoro, dallo sviluppo del negativo fino alla consegna dei materiali pronti, compreso anche il doppiaggio audio.
In questo periodo abbiamo curato anche alcuni film di una certa importanza nella "memoria" della pubblicità.
Dopo il 96 per primo ho preso la decisione di intraprendere un'attività in proprio, mentre Barbara è rimasta in New Ways ampliando le sue competenze in qualità di responsabile della post produzione, fino al momento del grande salto, ossia di lasciare anche lei la società nel 2000.
Ed è qui che inizia la storia moderna, della nostra società, la Stripe.
La politica successiva, forse anche ragione d'essere fin dall'inizio della Stripe è sempre stata quella di puntare molto sulla competenza e sulla nostra professionalità che necessariamente in questi anni abbiamo arricchito e maturato.
I motivi di fondo, le linee guida che trainano il nostro lavoro da sempre, sono almeno due che si intrecciano: il primo perché abbiamo sempre lavorato con registi di primissimo piano, sempre su prodotti validi e per aziende di nome, in un panorama sempre molto importante. Poi il secondo motivo -per noi altrettanto trainante- riguarda proprio i ruoli che abbiamo definito.
Non a caso Barbara continua a ricoprire il ruolo operativo di montatore (avendo anche montato un lungometraggio intero nel 2006), si occupa dei progetti e di completare i lavori dal punto di vista pratico. Segue il montaggio e la post produzione, mentre io mi occupo di tutta l'area commerciale amministrativa e delle relazioni coi clienti."

Un salto non da poco
Stripe ha visto nel proprio passato diverse sedi, da da via San Vincenzo, a Via Messina dove erano presenti tre suite di editing, all'ultima sede fisica in via Lomazzo a Milano, e oggi Stripe è collocata in "via provvisoria" in piazza Caneva.
Gino Pinetti ci dice: "Provvisoria perché abbiamo un progetto ormai molto vicino da attuare, ossia la delocalizzazione quasi totale.
Infatti l'attenzione alla qualità che poniamo nel lavoro che viene seguito in modo molto personale e puntiglioso, viene vista da noi come punto fondamentale. E qualsiasi cliente che sceglie di lavorare con noi ci riconosce questa professionalità.
Non è un caso che stiano pensando di fare un salto coraggioso nell'immediato futuro, in pratica eliminando quasi del tutto la sede fisica. Questo co consente di incontrare ancora di più le esigenze dei clienti
Infatti le grandi aziende della post produzione del passato necessitavano di sedi pompose, molto di immagine, di design e di tanti contenuti tecnici costosissimi, telecinema, scanner, macchine per offline, macchine per online su moltissimi formati, analogici prima e digitali poi. Mentre oggi, col passaggio alle produzioni su file e coi diminuiti costi delle macchine, bastano pochi apparati non costosi per ottenere risultati qualitativi altissimi.
Quindi una sede tradizionale, impegnativa e costosa, si rende in pratica inutile dato che i costi di tali sedi finiscono ovviamente col gravare sul cliente e il settore è sicuramente rallentato e soffre della crisi economica generale.
In passato la sede fisica era indispensabile anche perché il cliente era solito venire nella casa di post produzione per assistere, partecipare e approvare in molti stadi delle lavorazioni e quindi anche l'ambiente era importante. Oggi per svariate ragioni di costi, di diminuite esigenze generali e per semplice trend è rarissimo che il cliente venga in una sala di post per seguire il lavoro e si accontenta invece di ricevere dei preview anche in bassa qualità, magari spediti direttamente in agenzia, su un tablet o addirittura su uno smartphone.
Il piatto forte della Stripe come per tutti gli associati ad Unapost è la pubblicità, ma talora sono stati seguiti anche il montaggio di film d'autore, come nel caso di Roberto Andò proposto al Festival di Venezia e una produzione italo cinese con la regia dei Dipteros.
Lavoriamo molto per le agenzie e più in generale anche per le loro esigenze di "manovalanza comunicativa", diamo una mano concreta sia nelle presentazioni e li aiutiamo anche a partecipare a gare, o creiamo per loro dei rubamatic ossia dei filmati approssimativi confezionati su materiali esistenti che però riescano a dare bene l'idea, e anche dei mood video, ossia filmati simili ai precedenti ma che tendono piuttosto a proporre una sensazione, un'atmosfera, piuttosto che la storia completa. E qui spesso ci dicono che siamo molto bravi."

Per il finishing online viene utilizzato un Macintosh 8 core e relativo software Final Cut dove viene creato tutto, dal visual effects al motion graphics, il ritocco e la pulizia delle immagini; mentre su lavori troppo pesanti ci si appoggia all'esterno, ma sempre controllando tutto in prima persona per poter garantire dei risultati eccellenti.

Pinetti riprende: "Per noi le apparecchiature e le strutture fisiche sono decisamente meno importanti -oggi quasi chiunque con un portatile fa quasi tutto. Al contrario, per noi, sono determinanti la cura che poniamo nel lavoro e le attenzioni che investiamo sul lato umano. E il cliente ci ha sempre dato ragione.
La nostra parte tecnica è dunque perfettamente adeguata e dimensionata a livello di performance per quello che ci serve.
Non avendo contratti con clienti fissi per un quid di lavori "sicuri" noi abbiamo sempre per così dire "navigato a vista" e ci adattiamo sempre alla condizione del lavoro, quindi l'ufficio tradizionale è diventato obsoleto mentre la flessibilità che è il nostro punto forte è sempre più determinante."

Unapost perché
"Siamo associati ad Unapost," conclude Pinetti, "perché ritengo sia molto importante essere parte di una associazione che è riconosciuta come organo competente composto da persone che hanno una grandissima competenza sul mercato ed esperienza in questi settori. Questo ci consenti già di distinguere la nostra offerta che viene per così dire autenticata, firmata rispetto altre realtà.
E questo è un dato importante che varrà sempre di più anche in futuro, permettendoci sempre di staccare chi non presenta requisiti sufficienti.
Non a caso per fare parte di Unapost bisogna rispettare determinate caratteristiche stringenti che ritengo siano molto importanti per qualificare il lavoro e riqualificare tutto il comparto della post; e magari permetterci di spingere la nostra offerta ancora di più oltre i confini del nostro paese.

 

 

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