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Mondi distinti che non viaggiano più a velocità completamente diverse.

Il flow è centrale, orientamenti determinanti, azienda umanistica, comunicare se stessi. Gruppo Anteprima, altri pezzi del mosaico. Adesso ci conosciamo un po’ meglio.
(quarta e ultima parte)


Concludiamo con queste considerazioni una piccola serie di quattro articoli in cui ci siamo dati del tempo per comprendere meglio alcune dinamiche interne del Gruppo Anteprima che però finiscono con l’avere un notevole impatto verso l’esterno.
Nelle ’parti’ precedenti parlavamo di ’cultura aziendale’ del Gruppo Anteprima, interpretabile come un modo distintivo di pensare, sentire e agire trasmesso mediante metodi e processi di lavoro, un certo clima organizzativo, un ben determinato apparato simbolico e un set di specifico di principi selezionati nel corso della propria storia.
Sotto questo profilo, Anteprima rappresenta veramente un caso esemplare.
Qui si è sviluppato un proprio modo di fare le cose e un orientamento che corrisponde a delle aspettative di flusso di lavoro attuato sia in termini di visione strategica, di politiche e modelli organizzativi, di gestione, sia rispetto al patrimonio valoriale che ispira tutti i giorni chi vi lavora e che i clienti riconoscono e apprezzano.

Il Flow: centrale il nuovo flusso di lavoro
Un esempio adeguato, proprio a proposito di flusso di lavoro, ci viene proprio dalle varie apparecchiature nella catena per la post produzione che, nel mondo analogico fino a ieri, tendevano -ciascuna- in pratica a realizzare solo un segmento di tutto il flusso di lavoro, mentre oggi, col digitale, tale flusso si è modificato radicalmente al punto da poter essere praticamente completato da una sola macchina (o con un un numero minimo di macchine) o comunque una rete che diventa nevralgica e diviene il vero hub dove rimangono le diverse postazioni, ora collegate, che operano in un vero flusso e in modo collaborativo.
Il workflow ha così subìto un radicale aggiornamento e ora la struttura si trova a collaborare in modo più diretto sullo stesso progetto, spesso anche in contemporanea.
Si tratta di una ’rivoluzione copernicana’ del modo di operare ma soprattutto di ’pensare’ alla post produzione che ha pesanti riflessi anche sulle fasi che sembrano non riguardarla direttamente, come la pre-produzione e la produzione: è un modo radicalmente nuovo di impostare il lavoro che viene messo in atto non più solo sulle esigenze dei clienti ma che in pratica li aiuta a decidere quali sono le vie più proficue e più creative lungo cui dirigersi, ancora prima di iniziare una produzione.

Per giungere a questo il flow del lavoro all’interno di tutte le aziende del gruppo che collaborano alla post nel Gruppo Anteprima (*Anteprima, Gadamlink, Eggs Invaders, Hey Joe, Movie Photo, Tapeless, Latte e Biscotti) doveva essere perfetto; come una galassia in cui tutti i sistemi planetari stanno al loro posto e si influenzano reciprocamente secondo precise dinamiche; si doveva giungere alla dimensione di ’metodo’, bilanciamento tra sfida e capacità, unione tra azione e coscienza, con obiettivi chiari, feedback inequivocabile, concentrazione, senso di controllo, auto-consapevolezza, uso strutturato del tempo, e come scrivevamo nelle precedenti puntate, concretizzare l’’esperienza autotelica’ cioè un lavoro bello da fare che ripaga subito nel momento in cui lo fai.’
Se il flow diviene quindi centrale, allora il team deve essere molto più affiatato e creare non tanto dei segmenti dello stesso progetto che vengono assemblati in modo lineare, ma piuttosto un continuum digitale dove i ruoli rimangono ben definiti ma le competenze devono essere molto più estese e intrecciate, con un flusso non lineare, a vantaggio della piacevolezza e della creatività stessa del lavoro. I clienti da questo non possono che trarre nuovi benefici.

Identità di azienda ’umanistica’
La spinta che porta l’identità dell’azienda in questione a riorganizzarsi attorno ai valori e alle motivazioni di chi lavora al suo interno è assimilabile alla metafora di una gestione della vita vivente e non della vita statica.
Gli esseri umani conservano la loro autonomia mutando in coerenza con le proprie caratteristiche vitali: il contesto può avviare, favorire, ma non costituire in toto il nostro cammino evolutivo.
Il Gruppo Anteprima, conscio di ciò, oltre alla forte spinta tecnologica di base, ha scelto di diventare ’azienda umanistica’ e quindi soprattutto si propone come spazio di accoglienza per queste spinte emotive, motivazionali, narrative di chi vi opera che divengono patrimonio comune da cui anche i clienti possono attingere.
La tradizionale dicotomia tra ’Azienda razionale ed azienda emotiva’, si stempera qui e l’organizzazione si dimostra ’intelligente’ anche in quanto riesce a lavorare sull’emotività che favorisce la creatività, in quanto è in grado di raccogliere le spinte delle risorse umane (in termini di passione, di gioco, di divertimento, di interesse) per trasformarle in valori; in un collante relazionale e motivazionale.

Comunicare è imperativo
Chi è molto impegnato nella gestione quotidiana difficilmente trova tempo ed energie per dire al mondo in che direzione sta andando. Quindi, lo ’sforzo di comunicare’ compiuto da Anteprima, è encomiabile e prosegue con la volontà di portare fuori da sé conoscenze ed esperienze, condividendo comunque uno spazio praticabile. E' questo, lo spazio della narrazione, che nel momento in cui viene messa in comune diviene innanzitutto uno spazio formativo. La formazione serve a poco se la si pensa come momento nel quale i partecipanti ai corsi 'imparano dal docente'. Serve moltissimo, come in questo caso, se la si pensa come momento costruito per favorire l"imparare gli uni dagli altri'. La rete di relazioni che è centrale per il workflow, qui permette di esplicitare e socializzare le conoscenze, poiché il lavoro prende forma da tutti gli attori coinvolti.
Possiamo quindi sostenere che qui lo spazio del lavoro e lo spazio della narrazione coincidono. Chi 'lavora bene' sta, nel mentre lavora, anche narrando.

Facendo il punto
Fin qui abbiamo parlato di ’apprendimento’ soggettivo e collettivo che diviene patrimonio comune (e quindi di struttura che apprende, ’learning organization’) in quanto cerchio completo di ’comunicazione’ e come pezzo di un mosaico che tende all’eccellenza.
La condivisione delle informazioni è condizione necessaria che si concretizza all’interno di un clima di scambio e di partecipazione attiva, tesa verso il networking.
Ciò significa adottare un processo sistematico di risoluzione dei problemi ma anche di sperimentazione continua tecnologica ed espressiva e di apprendimento dagli altri che si completa grazie al trasferimento della conoscenza attraverso l'organizzazione.
Fondare l’azione sulla partecipazione è, per uomini e donne che in azienda sono personalmente e quotidianamente coinvolti nel compito di apprendere, vissuto da tutti come rilevante da un punto di vista soggettivo, oltre che organizzativo: la cultura democratica della learning organization è costruita sull’impegno e il coinvolgimento dei diversi attori, e nel gruppo Anteprima è fatta di relazioni improntate all’empowerment, alla fiducia e all’unità; fattori che sono visibili dall’esterno e contribuiscono a spiegare come mai i clienti continuino a scegliere questa struttura.

Ecco un altro orientamento determinante. Anzi, due.
1) Orientarsi all’innovazione attraverso la trasformazione. Qui il cambiamento e ’conditio sine qua non’ per parlare di orientamento organizzativo:-"Nulla e più permanente del cambiamento" diceva Eraclito, e potremmo tradurlo sostenendo che l'organizzazione apprende davvero quando, a partire da nuove conoscenze, sa innescare nuovi comportamenti operativi.
2) Riflettere sulla storia e apprendere dall’esperienza: la storia di una impresa è sicuramente importante come base di partenza per capire l’insieme dei processi che rendono possibile l’utilizzo dell’esperienza pregressa. In questo modo si attiva un processo che consente di capire gli errori commessi e le strategie operative di miglioramento, rafforzando da un lato le prestazioni, dall'altro aumentando l'efficacia e l'efficienza dei processi.

Che cosa imparano organizzazioni come il Gruppo Anteprima?
Cerchiamo di capire meglio come le conoscenze e -l’apprendimento individuale possono integrarsi con quelli dell’organizzazione. In un’azienda che impara sono importanti quattro tipi di apprendimento:
la conoscenza: cioè apprendere le cose
le capacità, abilità, competenze: ossia apprendere a fare le cose;
lo sviluppo personale: cioè apprendere e raggiungere appieno il proprio potenziale;
la ricerca cooperativa: in altre parole, apprendere a realizzare qualcosa insieme. Nel far questo l’atto dell’imparare comporta due tipi di attività:
la prima consiste nell’ottenere know how allo scopo di risolvere problemi specifici in linea con i presupposti condivisi;
la seconda consiste nel definire nuovi presupposti (schemi, modelli mentali, prospettive tecnologiche) capaci di subentrare ai precedenti.

Organizzazioni mutanti.
Ogni impresa e ogni organizzazione sociale si connota per una propria cultura che integra gli aspetti cognitivi, emotivi, comportamentali in un unico insieme, come detto anche in apertura.
Sicuramente in queste e nelle precedenti riflessioni non siamo riusciti a descrivere tutti questi aspetti del set di principi trainanti del Gruppo Anteprima, ma il fatto stesso che riconosciamo che ci sono è determinante.
Come detto più volte, l’impresa non è una macchina ma un mondo vitale, in continua evoluzione. E come già citavamo in passato: ’l’anima dell’azienda si sviluppa e cresce ed è impermanente come tutto il mondo che ci circonda.’
Bella è anche l’idea che forse l’obiettivo più centrato qui è un reale equilibrio di azioni e strumenti ma innanzi tutto di mentalità.
Adesso nel Gruppo Anteprima, non vi sono più due mondi distinti che viaggiano a velocità completamente diverse.

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Gruppo Anteprima,
via Piero della Francesca 10 Milano,
tel 0233103287
www.anteprimavideo.com
Email


NB.
Come già doverosamente sottolineato, gran parte delle riflessioni che abbiamo utilizzato (citando, parafrasando, accoltellando e ispirandoci) in questo e negli altri tre segmenti già pubblicati sono soprattutto da scrivere a diversi articoli apparsi nel tempo sulla rivista PERSONE&CONOSCENZE edizioni Este (www.personeeconoscenze.it).
Una mini bibliografia è d’obbligo.
Articoli vari dalla rivista PERSONE&CONOSCENZE Edizioni E.S.T.E Milano, tra gli altri, i
numeri 7, 11 e 19.
Edith Penrose’s (1959) Contributions to the Resource-based View of Strategic Management
The resource based view of the firm (Wernerfelt 1984; Peteraf 1993)
Gavetti, G. "Learning, Cognition and Identification: Emerging Connections." The Wharton School, University of Pennsylvania, 1998.


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