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Hey Joe, l'avventura continua. Benvenuto chi vuole osare.

Siamo a una svolta. Nuova rotta e nuovo workflow nell'universo della Post per la pubblicità. E anche un nuovo “razzo propulsore”.Ho bisogno di dedicarmi a un progetto con tutto me stesso, sono un tipo stanziale e mi devo appassionare a quello che faccio, per dare il meglio”. Stefano Raina, Post Supervisor di Hey Joe Milano.

Così esordisce Stefano Raina, da molti anni importante protagonista nel panorama della Post milanese, soprattutto dedicata alla pubblicità, con cui siamo stati a colloquio e a cui abbiamo chiesto di profilare la sua nuova avventura iniziata di recente presso Hey Joe, “braccio creativo-artigianale” del Gruppo Anteprima.

Da qualche mese è entrato ufficialmente in forze nella struttura milanese con un preciso orientamento di fondo: “fare di più e meglio, portando la mia filosofia di lavoro”, sviluppata in ben 17 anni nel gruppo BlueGold”.

In effetti, senza saperlo ripete quello che Alfredo Palumbo contitolare e General Manager del Gruppo afferma da anni: “Le società sono fatte di persone e il singolo vissuto di chi le compone è per noi determinante”.

In effetti in questo piccolo universo - la post produzione video - troppo spesso, parlando in generale, la gestione del lavoro avviene su alcuni principi che sono giusti a livello industriale ma non sono applicabili necessariamente a tutti gli ambiti di operatività.

“Ho cambiato bandiera - Raina conferma - perché sentivo troppo stretti i confini dell'operatività e ho preferito spostarmi per rimettermi in gioco, anche se questo equivale a ricominciare da capo.”

Il suo profilo.

Il nostro futuro evidentemente non si può slegare dal nostro passato e per capire la direzione scelta oggi ecco il suo background, molto determinato. Dopo il servizio di leva l'avventura inizia con un primo impiego presso la Video Zoom come operatore e da lì al Gruppo TTV fino al 93, quindi 13 anni, poi una breve parentesi esterna di un anno e mezzo con la Central Production e come responsabile di post produzione; e quindi di nuovo un'esperienza da free lance; poi successivamente richiamato in TTV con diverse cariche crescenti, Responsabile Struttura, Direttore Tecnico, Direttore Commerciale, Direttore Generale di Bluegold. Poi ancora una breve parentesi esterna di qualche mese a Torino con la Lumiq e con la Xlr8 e infine il rientro nella rinata Square con l'epilogo che abbiamo già tracciato.

Malgrado il passato lavorativo tutto sommato “mosso”, Stefano si definisce un “uomo-azienda” stanziale, che non ama troppo i cambiamenti in genere e a cui piace dedicarsi al progetto in essere con tutto se stesso. Certo la sua puntuale opera di analisi della situazione lavorativa in cui si trova ad operare lo porta poi spesso a imprimere forti cambiamenti al tessuto stesso dell'azienda in cui approda, cambiamenti tesi solo al miglioramento per costruire un progetto forte a cui aggrapparsi.

Nuovi stimoli

Da pochi mesi a questa parte l'avventura è ricominciata, questa volta in Hey Joe, “consociata creativa” del Gruppo Anteprima per la quale Stefano Raina ha già deciso come muoversi.

Hey Joe è sempre stata una boutique della post poco più che artigianale, quindi si parte da una fisionomia ben definita, delle ottime fondamenta su cui costruire un edificio nuovo, quasi una “ristrutturazione conservativa” che tende a mantenere quanto di buono esista già e a valorizzarne i pregi, coniugandoli con alcuni nuovi ingredienti, come a esempio una cultura leggermente più aziendale, tipica del suo imprinting.

“Mi trovo bene perché ho a che fare con persone molto valide, con dei professionisti che come me vogliono “fare gruppo”, consapevoli che assieme si può fare molto di più della semplice somma di quanto ciascuno singolarmente sa fare.”

Io per loro posso fare molto, posso dare un'impronta un po' più strutturata cosicché potremo affacciarci anche a un “livello superiore”, verso nuovi clienti, proponendo servizi più creativi, per chi vuole osare di più.”

Il suo imprinting deriva dalle esperienze fatte in un ambito la cui proprietà era di netta derivazione industriale quindi aveva creato e impostato piccole aziende di tipo artigianale ma con ispirazione industriale.

Da qui si parte facendo tesoro di quanto accaduto e gran parte del “succo” è nella seguente affermazione: “La mia ricetta è semplice: un po' di esperienza, un po' di conoscenze, un po' di voglia di lavorare con qualità e non soltanto con dei numeri, per produrre dei contenuti più adatti al mercato di oggi. In pratica vogliamo produrre un lavoro di “artigianato” con persone che “stanno sul pezzo con un'attenzione diversa”, vogliamo fare più fatica andando contro corrente, ribellandoci a quella filosofia degli ultimi anni che coinvolge molti e che in pratica li porta ad abbassare il livello medio del lavoro, facendone quasi dei “passa-carte”.

Quindi ecco l'approdo in Hey Joe con tutta la “voglia di fare”, con persone valide e soprattutto con stimoli nuovi a “creare cose” non del tutto diverse da quelle già fatte qui ma probabilmente con un altro tipo di concettualità, non certo industriale, ma con l'idea di dare dei contenuti di valore a una struttura che ha delle potenzialità e che però può spingersi molto oltre.

Il Gruppo Anteprima è la struttura madre che raccoglie già lavorazioni di post ad alti livelli in ambito pubblicitario, mentre il suo “spin-off” Hey Joe ora intende promuovere se stessa verso una clientela di buon livello, spingendo ancora di più sul pedale della “creatività”.

Cioè intende cogliere quanto di meglio sia già stato fatto dalla posizione privilegiata di “artigiano della post” come, per esempio, il livello di dialogo interno che permette di creare dei lavori davvero collaborativi, ma vi vuole aggiungere un “quid” in più, ri-strutturandolo dal punto di vista dei contenuti e proiettarlo anche sui clienti che sono abituati a lavorare in modo più industriale.

Di profilo

La funzione primaria di Raina in Hey Joe è quella di dirigere la struttura e fare da supervisore alla post produzione dal punto di vista dei processi organizzativi, lavorativi, della progettazione, come naturale prolungamento del proprio background.

Hey Joe ha al suo interno alcune linee di off-line e una di on-line ma opera in perfetta simbiosi col resto delle aziende del Gruppo e vanta legami ancor più stretti con Tapeless, l'affiliata che si occupa della parte audio, e Gadamlink che crea i DVD. La sua collocazione al numero civico 6 di via Piero Della Francesca a Milano “confina” queste aziende satelliti a breve distanza dal fulcro delle attività lavorative al civico 10 dove viene gestito il Top-end del mercato. Da questa parte si tende a creare un rapporto un po' più diretto coi clienti, meno ufficiale e, come dicevamo, cercando di proporre una maggiore voglia di sperimentare e creare.
In questa direzione, il creativo dell'agenzia che finalmente vuole “rischiare” di fare della sperimentazione per “uscire dal seminato” qui trova “menti fresche” con cui interagire.

La volontà e quella di “fare cose” con una marcia in più a livello di passione: la nuova offerta di Hey Joe si articola quindi su due livelli secondo un workflow doppio, “interno” e “verso l'esterno”, costituito dal “nuovo” contatto col cliente.

La mentalità cambia

Un altro nuovo punto caratteriale fondamentale verso l'esterno è la scelta di non proporre più “macchine” o suite di macchine come la gran parte della post ha abituato il cliente.

Anche questo è un punto a favore della nuova impostazione, dato che in generale le strutture di post hanno in gran parte abituato i clienti ad affittare spazi-macchina e non persone, mentre qui la volontà è di fare esattamente l'opposto, proporre la professionalità, le persone e il know-how, per fare un lavoro e non più marchi e apparati più o meno blasonati.

“Se c'è un segreto”, conferma Raina, “in questo settore è la capacità di rinnovarsi e di innovare, quindi vogliamo rilanciare Hey Joe nel rapporto verso l'esterno e anche qui abbiamo già iniziato, per esempio non vendendo più macchine ma sessioni di “composit” o di “grafica”. In pratica questo è un modo di dire ai clienti che quando hanno bisogno una lavorazione non dovranno più chiedere “macchine” ma sessioni di lavoro in cui siamo poi noi a decidere con quali apparati affrontare l'operazione. In effetti stiamo proponendo al cliente di cambiare la mentalità slegandolo dalla necessità di possedere inutili competenze tecniche che in effetti sono la nostra specialità. Lui deve solo chiedere a noi e noi provvederemo a rendergli il miglior servizio possibile in termini di tempo, budget e tecnica, nel modo più gradevole e “soft” possibile.”

Quello che Hey Joe propone è una nuova apertura verso forme di pensiero innovative: una volta le macchine avevano costi altissimi che andavano ammortizzati molto più di quanto accada oggi; quindi si è sempre “venduto” sessioni di lavoro su una determinata macchina, oggi questo concetto è molto meno sentito e in Hey Joe si scommette sulla professionalità: vendono “il servizio” non certo più le macchine.

Raina conclude: “Quali apparati alla fine andremo ad utilizzare non è più importante. Diviene invece molto più importante chi lavora nella casa di post produzione, chi è il riferimento per l'agenzia e quanto questa “nuova figura” sia brava a risolvere le problematiche di ogni giorno in modo sempre più creativo.”

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