Gestione del workflow cinematografico sonoro 1

AES (Audio Engineering Society) Italian Section Gennaio 2008.
Gruppo tematico per la cinematografia (prima parte di tre).
Articolo in pubblicazione sulla rivista Millecanali tutti i diritti sono riservati, nessuna ripubblicazione è consentita, neppure parziale senza previa autorizzazione scritta da AES Italia.
anica01SABATO 19 GENNAIO 2008 il Gruppo Tematico Cinematografico dell'AES Sezione Italiana, presso la sala cinema dell' ANICA a Roma in Viale Regina Margherita 286, ha dato vita a un importante appuntamento centrato sulla GESTIONE DEL WORKFLOW CINEMATOGRAFICO SONORO PER IL PASSAGGIO DALLA PRODUZIONE ALL'EDIZIONE DEL PRODOTTO CINEMATOGRAFICO.

Breve storia del documento
Il gruppo tematico per la cinematografia dell'AES Italia, capitanato da Gilberto Martinelli, è nato l' 11 Novembre del 2006 con l'organizzazione del congresso nazionale dell'AES di Roma. Una delle due giornate fu interamente dedicata alla cinematografia sonora evidenziando lo stato attuale delle tecniche e gli standard in uso con l'apertura di un dibattito per identificare una strada da proseguire per gettare un sasso nello stagno dell'immobilità tecnica che ha portato, con l'avvento dei sistemi informatici adattati all'audio, all'anarchia più totale in fatto di standard e convenzioni da adottare specialmente nella cinematografia. In quella giornata di studio furono presentate, da autorevoli relatori, problematiche specifiche in relazione al confezionamento dei file usati nel cinema, ai livelli, al timecode, ascolti ed altri argomenti. Vennero quindi prodotti dieci documenti tecnici marchiati AES frutto del lavoro di ognuno di essi. Da quel momento c'è stato un anno intenso di lavoro con la finalità di produrre un documento madre che avesse in sè gli elementi normativi per la corretta gestione del workflow cinematografico. Una sintesi degli studi approfonditi per ogni argomento, redatta come una norma d'uso. In questo anno studi di singoli, confronti, mailing list, videoconferenze, hanno portato ad una riunione di coordinamento generale convocata alla Technicolor di Roma, in cui si elaborò la prima bozza di questo documento alla presenza gruppocinema.jpgdi 25 professionisti dalla presa diretta al mix.

(nella foto, al banco della Presidenza, da sinistra: Antonio Ricossa Vice Presidente ATIC, Maurizio Argentieri Presidente AITS (Associazione Tecnica Italiana per la Cinematografia e la Televisione), Fabio Felici Fonico di presa diretta, Simone Corelli AIFM socio Associazione Italiana Fonici di Mixer, Federico Savina socio ATIC)


Subito poi, elaborazioni, confronti, consulenze e revisioni hanno portato ad un documento finale che risulta essere il primo nella storia della cinematografia italiana. E' un ottimo punto di partenza per stabilire dei parametri base sui quali sviluppare approfondimenti e aggiornamenti, per questo il documento risulta aperto e soggetto a continui aggiornamenti anche per via dell'avanzamento tecnologico.

Il giorno 19 Gennaio 2008 finalmente l'evento che lo ha ufficializzato al pubblico di addetti ai lavori riuniti per l'occasione nella sala cinema dell'ANICA ovvero "il palazzo" del cinema italiano.

L'ANICA stessa ha voluto patrocinare l'evento avendone riconosciuto la sua importanza e singolarità, ed alla presenza di oltre florenzoPetitta.jpgcentocinquanta professionisti si è svolta un'interessante introduzione presieduta da Fabio Felici al tavolo con Florenzo Petitta (Presidente AES Italia, nella foto), Federico Savina (CSC-SMPTE), Maurizio Argentieri (Presidente AITS) e Paolo Benassi (Consulente Digidesign). E' stato importante il contributo del dipartimento INFOCOM dell'Università di Roma "La Sapienza" svolgendo il ruolo di supervisione dei dati tecnici, e dell' ATIC (Associazione Tecnica Italiana per il Cinema e la Televisione) (Antonio Ricossa Vicepresidente), nonché dell'AITS (Associazione Italiana Tecnici del Suono) che ha voluto approvare il documento per adottarlo nelle lavorazioni.


Vi presentiamo per intero il documento cosi come è stato diffuso (disponibile on line su www.aesitalia.org e su www.presspool.it dal 20 Gennaio 2008).

Questo importante documento (che abbiamo diviso in tre parti di cui questa è la prima) permetterà alla nostra cinematografia di sedere al tavolo internazionale per le normative cinematografiche sonore per il suggerimento di standard dell'AES.

E' stato redatto in 12 mesi di intenso lavoro con la convocazione di tre tavoli di discussione.

Il documento affronta tutte le problematiche relative agli standard di livelli, formati, gestione tracce ed altro, è anche occasione per far incontrare per la prima volta in una sede idonea tutti i professionisti del settore audio per la cinematografia dai fonici di presa diretta ai fonici di mix, montatori del suono, rumoristi, assistenti montatori e tecnici di laboratorio.

INTRODUZIONE

Il suono per la cinematografia parte dalla registrazione in presa diretta per confluire immediatamente nel montaggio scena e successivamente nell’edizione sonora. Questo documento, redatto con il contributo di tutte le componenti della catena, suggerisce alcune linee guida e convenzioni da introdurre nelle lavorazioni in modo da garantire la massima integrità qualitativa del

prodotto ed una migliore ottimizzazione dei costi. Le esperienze, le sperimentazioni e le valutazioni sul metodo, che sono alla base di questo scritto, fanno sì che ogni possibile rischio di incomunicabilità tra i settori venga prevenuto. Questa divulgazione è ad uso di tutti i tecnici del suono di presa diretta, dei montatori scena, del suono, fonici di mix e responsabili tecnici degli stabilimenti. Ad esso hanno contribuito le case costruttrici ed esperti specifici del settore non

direttamente impiegati nella cinematografia, inoltre gli progettisti hanno offerto la loro disponibilità per risolvere in breve tempo le problematiche da noi sottoposte nel corso delle varie convention annuali AES e in occasione della redazione di questo stesso documento. Queste norme d'uso verranno sottoposte a tutti gli stabilimenti e i professionisti del suono cinematografico in Italia e messo a conoscenza della sezione internazionale dell'AES. tecnico che non intende adottare le norme guida descritte in questo documento, dovrà informare il resto della catena rendendo singolare, la lavorazione. Si consiglia la lettura e l'approfondimento con l'ausilio dei documenti preliminari esposti in occasione della giornata per la cinematografia sonora AES di Roma dell'11 Novembre 2006 (GTC001-2-3-4-5-6-7-8-9-11). Il documento è soggetto a modifiche e variazioni secondo l'esperienza e l'evoluzione tecnologica dei sistemi.

1.0 Campionamento e quantizzazione

Nella ripresa del suono ad uso cinematografico si considera oramai uno standard la registrazione digitale PCM con una:

quantizzazione a 24 bit ed un campionamento a 48 kHz.

Eventuali valori differenti dovranno essere concordati anticipatamente tra fonico di presa diretta e post produzione

specificandone le motivazioni tecniche. Si dà per acquisito che la catena sonora, dalla ripresa alla riproduzione in sala preveda la sola conversione A/D in ripresa e D/A in riproduzione, mantenendo quindi il dominio digitale inalterato durante tutti i passaggi intermedi con sufficiente risoluzione ed headroom per l'elaborazione durante il mix.

Il vero vantaggio della registrazione a 24 Bit, consiste nel non dover continuamente "centrare" il guadagno d'ingresso del segnale affinché sia adattato alla dinamica del sistema; questo consente di non snaturare il rapporto dinamico del segnale in relazione al rumore di fondo e alla distorsione.

Ogni eventuale riduzione della quantizzazione e variazione della frequenza di campionamento od eventuali trasferimenti digitali da un formato all'altro devono essere concordati con il fonico di presa diretta e ne deve essere verificata la correttezza del collegamento (AES/EBU, ADAT, TDIF) e in particolare l'unicità di clock tra le macchine onde evitare la comparsa di frequenti "click". Da quanto detto si evince che sono, allo stato attuale, esclusi trasferimenti di segnale o collegamenti nel dominio analogico.


Osservazione
: E’ possibile che entro i prossimi cinque anni si passi ad una frequenza di campionamento superiore, come il 96 KHz, a seguito delle possibilità tecniche introdotte dal D-Cinema, quindi, ove è possibile, poter registrare con questo valore è un beneficio per il futuro purché tutta la catena sia predisposta a processarlo .


2.0 Livelli di allineamento

Per garantire un’adeguata e naturale dinamica alla registrazione (e quindi evitare clipping ogni volta si presenti un segnale impulsivo, es. lo sportello di un auto che si chiude, etc.), per il suono cinematografico è necessario che il normale dialogo moduli ad un:

livello RMS compreso tra -40 e -20 dB FS. Ai suoi estremi la registrazione a 24 BIT può contenersi in modo che i picchi si vadano a collocare al di sotto dello 0 dBFS e i livelli più bassi al di sopra dei -50 dBFS

I valori sopraindicati sono ottenibili grazie ai 24 BIT ma anche alla qualità superiore di tutte le componenti della catena (microfoni, preamplificatori microfonici, mixer, convertitori A/D) che introducono un percentuale di rumore ridotto rispetto anche al recente passato.

L' allineamento (di solito una sinusoide a 1000 Hz) era necessario nella trascrizione analogica, per “centrare”

l’intervallo dinamico ottimale tra sorgente e destinazione, ossia per ottimizzare il segnale mantenendolo sufficientemente distante dal rumore di fondo (in basso) e dalla saturazione (in alto). In digitale, di norma, i trasferimenti avvengono automaticamente a livello costante, in rapporto 1:1 e in ogni caso è sufficiente che:

il tono sia presente una sola volta sul primo supporto consegnato, per una durata di circa 30 secondi.

In pratica sarebbe addirittura sufficiente una dichiarazione formale sul bollettino di ripresa, eventualmente inserito come metadata. Il tono di allineamento dovrebbe indicare che il materiale registrato non presenterà di norma picchi superiori al picco del suddetto tono aumentato di 9 dB, misurando con un quasi peak meter (QPPM, misuratore di picco con tempo di integrazione di 5 oppure 10 ms). Ciò di solito equivale con un SPPM (sample peak meter) a circa 12 dB sopra il livello di allineamento (Nota bene che in alcune macchine lo strumento di misura ha i parametri di integrazione selezionabili). Data la natura spesso imprevedibile del segnale registrato dal vivo e l’enorme ed irreversibile

distorsione introdotta in caso di clipping (superamento degli 0 dB FS):

è consigliabile allinearsi con un tono di picco pari a -18 dB FS o -20 dB FS (rispettivamente standard europeo broadcast EBU e statunitense cinematografico SMPTE), per avere un ulteriore margine di sicurezza.

Norma di riferimento: EBU R68 o SMPTE RP-155

Osservazione: Dopo aver studiato il problema e misurato rumori reali in ambienti dal vero, e quindi indicativi delle esigenze di dinamica di un film, si è rilevato che è consigliabile fissare una corrispondenza tra un rumore rosa a 85 dB SPL (pesato C) nel punto di ripresa, limitato in banda (20 Hz, 20 KHz), e un livello RMS digitale equivalente a quello fatto segnare da una sinusoide a -32 dB FS di picco. I parametri di allineamento qui riportati sono da considerarsi validi non solo per la presa diretta ma anche per la registrazione di musica, effetti e doppiaggio. Sarà poi in fase di mixage che tale dinamica, realistica, sarà adeguata agli standard di consegna del prodotto. Tale indicazione di massima può ritenersi un utile punto di riferimento, che favorirà ampia dinamica e lavorazioni di post produzione omogenee e agevoli dal montaggio al mix. L'audio cinematografico non e’ neppure in grado di riprodurre realisticamente picchi quali quelli prodotti da un semplice battimano, che presenta appunto picchi di 30 dB superiori a quelli del dialogo, richiedendo almeno 20 dB di headroom in piu’.

(continua sui due prossimi numeri di Millecanali)