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AES Sezione Italiana. La normalizzazione dei dialoghi

IL LIVELLO DI LOUDNESS IN AMBITO BROADCAST”
roberto landini ufficio stampa AES Sezione Italiana
(articolo in pubblicazione su Millecanali, tutti i diritti sono riservati)
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Iniziamo con questo numero un “filo diretto” con l'unica associazione professionale dedicata esclusivamente alla tecnologia dell'audio professionale, ossia l'Audio Engineering Society che, da oltre cinquant'anni, è al servizio dei suoi membri, delle aziende e del pubblico continuando a stimolare e a facilitare i progressi in un campo così velocemente mutevole come quello dell'audio, attraverso i convegni, le conferenze, le esposizioni. L'AES è strutturata in 47 sezioni distribuite ovunque nel mondo: Australia, Canada, Europa, Giappone, Messico, Sud America, e gli Stati Uniti.
La sezione italiana rappresenta una delle più importanti ed attive sezioni in Europa.

In queste pagine di cui ringraziamo Millecanali, cercheremo di ritrarre gli aspetti più importanti dell'attività della sezione italiana e descrivere prodotti, servizi e iniziative assolutamente dedicate all'audio in tutte le sue forme.

Informiamo già da subito del recentissimo “cambio di formazione”, con il nuovo Consiglio Direttivo eletto, così costituito.

Presidente: Florenzo Petitta

Vice Presidente Regionale – Nord: Mario Di Cola
Vice Presidente Regionale - Centro e Sud: Carlo Zuccatti
Segretario: Franca Urbani Facchinelli
Tesoriere: Carlo Perretta
Consiglieri: Bruno Caccia, Dario Cinanni, Roberto Furlan, Gilberto Martinelli, Umberto Nicolao

Dal punto di vista più meramente operativo, il nuovo CD di AES Italia ha distribuito gli incarichi in modo seguente:
Amministrazione: Bruno Caccia
Ufficio Grafico e Webmaster: Dario Cinanni
Gruppo Cinema: Gilberto Martinelli
Tecnologie: Audio Roberto Furlan
Consiglieri: Umberto Nicolao
Ufficio Stampa: Roberto Landini


Iniziamo i lavori: il livello di loudness in ambito broadcast, temi generali

Entriamo senza indugi in tema di attività riportando alcuni accenni ai concetti salienti affrontati nel recente convegno “IL LIVELLO DI LOUDNESS IN AMBITO BROADCAST”.

Era questo il titolo ufficiale dell'incontro tecnico (28/29 novembre 2007) creato da Audio International seguendo le richieste del settore broadcast, in collaborazione con T.C Electronic, Dolby e DK-Technologies. L'incontro si è svolto a Cologno Monzese presso l'Hollywood STUDIOS HOTEL & CENTRO CONGRESSI, già meta di molti convegni tecnici, data la posizione strategica nel “triangolo della produzione” TV che raccoglie Mediaset, Sky, Italia Radio TV e una vera miriade di “ambienti collaterali” che gravitano attorno al mondo broadcast.

Tornando al convegno, il tema di fondo, come detto era il seguente: il livello di loudness (inteso come energia sonora percepita dall’utente) nelle trasmissioni televisive e radiofoniche: un tema davvero scottante che è attualmente al centro di numerose discussioni riguardanti vari aspetti: legali, comportamentali, artistici, qualitativi, ecc.

Lo scopo di questo seminario era quello di fare il punto della situazione relativamente agli aspetti più importanti tra quelli appena elencati e alle filosofie progettuali delle apparecchiature preposte al processo del segnale audio in merito alla tematica in oggetto, in questo caso Dolby e TC Electronic che “ovviamente” affrontano la materia in modo diametralmente differente.

Esperti delle varie ditte coinvolte, come David Butterworth e Marco Campolonghi di Audio International, Antonello Saviotti di TC Electronic, Tomas Petersen di DK Technology, Andrea Borgato di Dolby hanno esposto i loro progetti e le relative apparecchiature.

Al seminario ha preso parte, in qualità di moderatore, Alessandro Travaglini, Sound Engineer esperto in applicazioni audio professionali e profondo conoscitore della materia loudness in ambiente broadcast radio-televisivo che ha introdotto e moderato l'argomento con alcuni concetti che, per ovvii motivi di spazio, di seguito sintetizziamo ma certo non esauriamo.


Giusto qualche accenno introduttivo

In una prossima “puntata” parleremo del punto di vista di TC Electronic e di quello della Dolby sugli argomenti citati e in modo più specifico.

Intanto accenniamo almeno al fatto che uno dei temi di confronto dibattuti dal convegno è proprio la filosofia d'approccio, abbastanza diversa, dato che Dolby punta nel processo di normalizzazione sul livello del dialogo, mentre TC Electronic sostiene che in quello che viene trasmesso non c'è solo il dialogo ma anche la musica da considerare in modo sostanziale.

Per quanto riguarda l'approccio tecnico anche qui siamo su “pianeti differenti” dato che TC mette in campo una elaborazione della dinamica, mentre Dolby tende a mantenere la dinamica così come è realizzata in origine e poi di solito si tende ad allineare il programma sonoro in base a quello che il nostro meter e il nostro algoritmo ci suggeriscono come livello di percezione.

Due costruttori diversi, quindi, con due tecnologie e approcci filosofico-operativi differenti, ma dal punto di vista del broadcaster, in realtà le due tecnologie sono complementari perché le trasmissioni multicanale sono sempre più spesso compresse da un lato ma irradiate in Dolby dall'altro, quindi già impiegano tutta la catena Dolby coi vantaggi nel mantenimento della dinamica che sono evidenti.

Un altro punto da citare su cui si focalizza la filosofia Dolby è la considerazione sulla configurazione d'ascolto finale da parte dell'utenza che è sempre eterogenea, quindi in stereo, in multicanale con impianto potente, oppure in mono con l'altoparlante minuscolo interno al tv. Un simile discorso è avvallato da Sky e dai maggiori broadcaster che utilizzano nella propria catena audio prodotti di entrambi i marchi citati.

Tornando ad Alessandro Travaglini Sound Designer e consulente audio per SKY relativamente al controllo dell'audio in emissione, ha esordito con la definizione di loudness come “intensità sonora percepita dall'ascoltatore” (normalmente chiamata “volume”). Parliamo, cioè, dei modi in cui riusciamo a percepire l'intensità sonora, ponendo l'accento sull'importanza che dipende molto dalle caratteristiche di psico acustica personali, quali il modo in cui percepiamo, la frequenza interessata, l'intensità indicata in valori RMS, la durata dello stimolo e vari fenomeni di mascheramento e certo non solo dal livello elettrico del segnale. La percezione dei volumi è quindi un fenomeno molto soggettivo che dipendente da molti fattori personali.

Un altro parametro molto importante nella percezione e che caratterizza un mix audio è il grado di compressione: se a una maggiore escursione dinamica corrisponde un migliore qualità e un corrispondente minore volume percepito (cioè dove i compressori intervengono in modo assai contenuto), al contrario, minori escursioni dinamiche risultano in un volume percepito superiore e spesso tutto ciò risulta in una qualità sonora inferiore.

Per tradizione siamo abituati a misurare un segnale audio sul volume, con strumenti PPM VU-meter e che analizzano esclusivamente il livello elettrico, trascurando del tutto l'impatto che questo valore elettrico ha sulla percezione acustica dell'uomo. Tutto ciò si riflette su situazioni di discontinuità del loudness perché fino a ieri mancavano sia le tecnologie che i sistemi di misura su questo parametro. Oggi per fortuna possiamo tenere bene in conto alcuni parametri che caratterizzano le trasmissioni radio-tv moderne; le condizioni di ascolto sono migliorate, i trasduttori elettroacustici anche nei piccoli tv sono migliorati e anche gli impianti stereo e surround sono ormai ottimi.

L'ascoltatore regola il livello del volume sul parlato del programma e le specifiche tecniche utilizzate a livello televisivo fino a poco tempo fa non davano indicazioni su quale dovesse essere il livello corretto del loudness.

Le specifiche più comuni sono quelle della EBU R68 che come unica indicazione segnalata tratta il livello di picco massimo da non superare, ma non dà altri suggerimenti di alcun tipo sul loudness. Tutto ciò si riflette in un livello di emissione sonora molto discontinuo, dovuto anche ad altre cause; la principale è la normalizzazione dei picchi, secondo cui tutti i vari programmi si allineano a un livello di picco massimo, però ciò, proprio per i la specificità di ciascun contenuto, risulta in un valore di loudness molto divergente da programma a programma con evidente intervento dell'ascoltatore sul tasto del volume.

Anche nelle trasposizioni di materiali originati in multicanale 5.1 e “downconvertiti” in mono o stereo, spesso in fase di mix i vari canali non vengono bilanciati in modo coerente generando evidenti divergenze nel loudness percepito. Tutto ciò produce discontinuità di loudness in quanto, nonostante i volumi rispettino le specifiche internazionali richieste, la sensazione sonora varia da programma a programma, da canale a canale e spesso anche all'interno di uno stesso programma.

I fenomeni di attenuazione sonora, un utilizzo smodato di compressione e/o limitazione di un segnale, generano molto spesso affaticamento auditivo e il risultato è una qualità non sufficiente per la trasmissione.

Il convegno è poi proseguito indicando che cosa sta cambiando e cosa viene richiesto ai tecnici audio a fronte delle evoluzioni che il mercato propone oggi nel mondo del broadcast nazionale e internazionale e con una conclusione importante che possiamo sintetizzare: “Il controllo del loudness, se effettuato sia dalle prime fasi produttive e protratto fin tutti i passaggi successivi fino alla trasmissione, produce migliore qualità, aumenta la definizione del mix audio finale e genera una trasmissione molto più gradevole e rappresentativa del contenuto originale.” Alessandro Travaglini.





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Per un broadcaster, nell'era delle trasmissioni satellitari digitali, la gestione di una moltitudine di canali e la garanzia di una consistenza efficace di loudness verso gli ascoltatori sono diventati aspetti di primaria importanza ma di non certo semplice soluzione.


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L'inconsistenza del programma sonoro trasmesso - o “inconsistenza del Loudness” - è molto udibile da parte dello spettatore. É dovuta a molti fattori, come il numero elevato dei canali, l'eterogeneità dei contenuti in offerta, i differenti livelli di mastering, i programmi in arrivo da differenti studi e diverse produzioni, etc.


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Il discorso sul loudness in ambito broadcast, affrontato dal recente convegno organizzato da Audio International, è lungo e prosegue. Al momento deriva da una ricerca durata oltre un anno di ascolto e i risultati mirano a migliorare -di molto- la qualità audio trasmessa, creando una consistenza di loudness più bilanciata su tutti i canali coinvolti.

www.aesitalia.org

www.alessandrotravaglini.it
info @ alessandrotravaglini.it

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