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Best performance: le tematiche fondamentali dello streaming



Akamai, maggiorenne da poco, ci rivela i suoi segreti da 18enne

Uno dei settori dove è davvero impossibile improvvisarsi è lo streaming sul web dei contenuti di qualsiasi natura, soprattutto quando in oggetto c'è il video e dove si intende monetizzare il servizio.
Abbiamo discusso alcuni concetti legati al mondo broadcast con Marco Giusti di Akamai, sicuramente uno dei player di riferimento in questo servizio, cercando di cogliere alcuni segreti e capire come sono affrontati i problemi.
Quindi, per chi sta pensando di offrire un servizio di live streaming da affiancare al proprio canale tv -o meno- e vuole comunque evitarsi una trafila di errori costosi (per tempo e denaro), le note che seguono sono una specie di "uomo avvisato".


Marco giusti conferma: il competitor principale di Akamai è colui che cerca di confezionare un servizio di streaming col "fai da te". L'esperienza ci dice che sta preparandosi momenti difficili e ripeterà tutta una serie di errori che chi decide di affidarsi a un partner competente -che fa solo questo- si evita."

Tematiche fondamentali
La situazione tipica dello streaming live è quella in cui tante persone guardano lo stesso evento e sono sempre molto localizzate, basta pensare a una partita di calcio che interessa un pubblico internazionale ma soprattutto le due nazioni che si sfidano.
Per un broadcaster ci sono varie logiche con cui approcciare lo streaming live di eventi ed è sempre in funzione del proprio business, nel senso che più un broadcaster genera traffico, più ha convenienza ad offrire un servizio valido, creare un investimento che porterà sicuri ritorni in termini di revenue.
Il discorso è valido sia per broadcaster regionali sia per nazionali, infatti la differenza è solo nel volume di dati generato e quindi Akamai offre soluzioni scalabili in funzione del traffico, che non spaventano nessuno. Basta partire col piede giusto e poi scegliere il passo e tutto diviene ... "una passeggiata".

Molto vicini a tutti
Akamai si occupa della consegna dei contenuti su Internet. Abbiamo chiesto a Marco Giusti di indicare i tratti fondamentali del servizio offerto e ci ha risposto:
"Il nostro primo pensiero è far sì che questa consegna avvenga nel modo più veloce affidabile e sicuro possibile. Il concetto è sempre lo stesso: riuscire a far sì che un sito, un video, una app, siano veloci e disponibili per tutti; le info devono viaggiare in modo che siano sempre disponibili, di fatto con un livello di servizio al 100%. Il servizio poi deve essere faultless, affidabile, infatti quando si affronta lo streaming è imperativo non affidarsi all'artigianato ma poter contare su player di riferimento che hanno tecnologie dedicate alla consegna dei contenuti." Per fare questo i nostri concetti sono la muscolarità della piattaforma, la sua distribuzione ubiqua, e un potente algoritmo."

Millecanali: Quali possono essere i problemi che nascono sul percorso?
Marco Giusti: "I fault possono essere le interruzioni dovute ai cavi sottomarini, ai terremoti, che bloccano la consegna e se il provider non ha una distribuzione estremamente capillare il servizio è perso. Akamai, grazie a oltre 216mila server "bloccati" all'interno degli ISP si trova sempre in estrema prossimità agli utenti. Siamo su 1580 network e molto vicini a tutti così da avere una ridondanza tale che se un ISP è momentaneamente congestionato o ci sono problemi, per esempio per il troppo traffico, il nostro algoritmo sceglie in automatico un'altra strada di consegna."

Millecanali: Possiamo vedere più in dettaglio questo meccanismo?
Marco Giusti: "Akamai acquista un certo volume di scambio di dati, di traffico e nel caso di una congestione, in automatico l'algoritmo che è stato scritto, mantenuto e ampliato negli ultimi 18 anni, compie delle scelte in autonomia. Per ogni singolo utente, e proprio nel momento in cui gli arrivano tante richieste, determina e implementa quello che è il routing migliore. Per esempio due utenti nella stessa città che seguono lo stesso evento non è detto che vangano serviti dallo stesso server, perchè per ogni utente si sceglie il server più performante in quel momento. In altre parole, magari all'inizio dell'evento sportivo ci si appoggia a un server e dopo un certo tempo si cambia su un altro server e così via. Non si tratta di un "best effort" ma di un "best performance", cioè quel server che garantisce la migliore ricezione all'utente. Questo diviene fondamentale perché si parte dalla considerazione che l'utenza non è mai fissa nel tempo, ma dinamica. Lo stesso vale sia per l'utenza domestica e residenziale ma ancora di più per quella mobile che si sposta tra celle e le celle hanno un carico dati molto variabile in base al numero di clienti serviti."

Millecanali: ora vediamo di descrivere la filiera del live-to-air e live to web.
Marco Giusti: "Stiamo parlando del tipico evento sportivo. Dalla telecamera il segnale video arriva alla regia, viene lavorato nella sua forma di feed completo e da qui arriva a un encoder che lo rende adatto alla trasmissione su IP. Il lavoro di segmentazione che è successivo viene effettuato da appositi protocolli, tipicamente Dash, il protocollo che sta crescendo, HLS live streaming sviluppato da Apple, supportato anche dall'ultima generazione di Android, HDS-HTTP, o evoluzione del precedente Flash e un protocollo per il mondo Microsoft. Con questi 4 protocolli si va a coprire il 95% dell'utenza mondiale. Funzionano nel medesimo modo, creano una playlist e dividono il flusso streaming in tanti segmenti di qualche secondo, detti chunk. Questi sono poi trasferiti sul web, richiesti e raccolti da un player da parte dell'utenza, all'altro capo. Le logiche nello streaming sono sempre due, i contenuti vengono trasferiti in push oppure sono richiesti e ricomposti da un player in base a una playlist. Akamai trasferisce nel modo migliore questi pacchetti.
Questo processo ha una certa latenza; alcuni broadcaster inviano un unico segnale nel cloud che viene poi transcodato in più formati da un cloud provider e consegnato ad Akamai. Il ritardo è di pochi secondi ed è intrinseco nel protocollo.
Dato che l'esperienza di visione dell'utente è dinamica, l'approccio che viene mantenuto è di tipo ABR, adaptive bit rate, ossia il player richiede i segmenti in funzione della disponibilità di banda che ha. Quindi ci sono N segnali, per la mobilità, l'algoritmo adatta in tempo reale la qualità alla banda disponibile per ogni utente per evitare rebuffering, causa primaria di abbandono al servizio.

Millecanali: esistono delle tabelle in proposito di abbandono dal servizio e qualcuno scherza dicendo che si potrebbe confezionare una lista di parolacce crescenti che vengono utilizzate man mano che il servizio ritarda...
Marco Giusti: "In effetti l'aneddoto da citare qui è che in ambiente esiste la "regola dei due secondi": in maniera abbastanza lineare, ogni due secondi il broadcaster perde circa il 6% di audience. I social diventano in tal senso e per il broadcaster un monitoraggio di qualità nelle trasmissioni live ed è davvero possibile stendere una lista di parolacce e insulti direttamente proporzionali all'attesa se il servizio non è come dovrebbe.
Per l'utente e il cliente è sempre Akamai che pensa e agisce sul "come" scegliere l'instradamento migliore ed il trucco è essere molto distribuiti così da superare qualsiasi criticità."

DIDA
Lo scorso anno Akamai ha acquisito una società, Optoshape, specializzata in delivery su UDP, quindi non più su HTTP. Questo per ridurre la latenza che negli eventi live deve raggiungere la contemporaneità del satellite e per aumentare la qualità del servizio.

Il concetto fondamentale che traina tutte le attività di Akamai è il rapporto tra la qualità e il servizio che deve essere il migliore in assoluto

La scelta in favore della qualità nei servizi di streaming live paga, perché l'utente rimane, segue il servizio e ha una buona esperienza, che quindi ripeterà.

 

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