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Piattaforme intelligenti. Il mondo del video online con AKAMAI

Settembre 2014. Articolo in uscita su Millecanali, Ed Tecniche Nuove, tutti i diritti sono riservati.

Un anno, il 2014, con mille eventi di grande portata per il video, il primo Mondiale 2.0 nella storia del calcio, e poi internet, i dispositivi  mobili e i social network che fanno effettivamente la differenza nell'esperienza di fruizione degli eventi sportivi con conseguenti opportunità e sfide per tutte le aziende del comparto media.

 

Akamai è un'azienda multinazionale americana che nasce nel 1998 al MIT di Boston, quindi all'interno di uno del poli tecnologici americani con solide basi di matematica applicata grazie uno dei fondatori. Il suo core business è nell'offerta di servizi per l'uso ottimale e sicuro di Internet con grande orientamento al video e le tecniche di streaming.
Per dare un'idea della portata aziendale è indispensabile sottolineare che Akamai sostiene i primi 20 siti di eCommerce globali, 90 dei primi 100 retailer online, i siti web dei più importanti quotidiani online del mondo e, nel 2013, ha difeso i siti web dei suoi clienti contro migliaia di attacchi informatici.
Alessandro Livrea Account executive di Akamai ci racconta. "La "leggenda" vuole che proprio all'inizio di Internet uno dei soci di Akamai sia stato interpellato per rendere più fruibile i contenuti che viaggiano in rete e -di fatto- l'azienda si è sviluppata proprio su questa linea: il nucleo centrale dell'offerta è la Akamai Intelligent Platform™, una piattaforma altamente distribuita, composta da oltre 149.000 server localizzati in 92 Paesi, che gestisce quotidianamente dal 15 al 30% del traffico web globale."

La piattaforma
È la risposta a un'infrastruttura web centralizzata, offre la scalabilità, l'affidabilità, il controllo e le prestazioni necessarie per permettere a qualunque tipo di realtà di operare con successo online. In pratica effettua diverse operazioni determinanti, identifica, assorbe e blocca le minacce alla sicurezza e al tempo stesso garantisce l'ottimizzazione in tempo reale e a livello di dispositivo di ricezione; poi prende decisioni sulla base delle effettive condizioni del network restituendo risposte precise dal punto di vista business sia da quello tecnico.
La mission aziendale rimane -quindi- migliorare le performance di internet e difendere, a livello di sicurezza informatica, gli asset digitali dei clienti. Per questo conta su uno dei network distribuiti più grandi al mondo che si basa su 150 mila macchine, dei web server fisicamente all'interno dei provider locali ma su scala globale.
Si parla dunque di performance in modo particolare sui contenuti video web, dai siti internet a quelli mobile e il più longevo dei business di Akamai, sulla delivery, rimane il trasporto dei contenuti multimediali.
Tra i clienti vengono vantati -in pratica- tutti i broadcaster e, infatti, in modo particolare il video racchiude in sé tutte le tematiche più importanti di cui oggi si parla rispetto ad internet, da un lato per la monetizzazione e al tempo stesso concretizza tutte le problematicità tecniche che vi sono collegate.
Il concetto di partenza è che internet fin dall'inizio non era certo pensata per la distribuzione di contenuti video e certo non per reggere il carico dati richiesto dell'audience attuale con una quantità di informazioni e una ricchezza di dati così ampia.
Akamai va a risolvere proprio questi problemi e infatti il mondo del video per sua natura è proprio l'epicentro di internet e racchiude in sé le maggiori aspettative anche da parte degli utenti.
Alessandro Livrea spiega: "Possiamo analizzare tre componenti: 1) le aspettative degli utenti, 2) le possibilità di "monetizzare" questo formato e 3) le difficoltà tecniche che il video si porta appresso. Su questo esistono molti studi anche interessanti, partendo dalla monetizzazione.
Su internet i banner esistono in tutte le sfaccettature coi pre-roll, i mid roll, alle ad insertion; ma la verità è che il formato pubblicitario che va di più è sicuramente il video. Ed è qui che si stanno costruendo interi business ed entità nuove si affacciano sul mercato.
Alteri esempi di monetizzazione sono i servizi di vendita per abbonamento piuttosto che di pay on demand, sempre di contenuti video.
Ed anche qui abbiamo assistito alla sparizione di business obsoleti non online -come Blockbuster- in favore di importanti travasi completamente online.
Quindi, al di la della stagnazione economica globale, il video è ancora un business frizzante come è dimostrato anche dai recenti servizi lanciati online, tipo quello di mediaset (Infinity, ndr).
E ci sono delle startup legate al video che oggi fanno business.
Ancora sulla monetizzazione del video c'è da sottolineare dati importanti sulla qualità di erogazione. Infatti ricerche qui sono moltissime e ci sono fortissime correlazioni tra la qualità nella delivery del video e la durata nella visualizzazione.
Si stima che la durata di fruizione aumenta di un 10 % all'aumento del bit rate, per ogni crescita di 500 Kbps, fino ad arrivare all'Alta definizione, dove un ulteriore aumento non porterebbe ad altri giovamenti perché non più percepibile sulla qualità.
Quindi la qualità influisce in modo diretto sulla possibile monetizzazione del video, e altre ricerche indicano che, per esempio, se un video non parte subito il tasso di abbandono aumenta in modo vertiginoso.
Pochi sanno però che tale tasso aumenta di circa il 6% ogni secondo superiore ai due secondi di attesa.
Quindi le aspettative verso il video sono oggi non solo che parta ma che parta entro due secondi.
Alla fine del terzo secondo di attesa si ha già l'abbandono. A 4 secondi già il 12% ha già cambiato o se ne è andato. E si tratta ovviamente di dati rilevanti per chi ne fa un business così come la capacità del video di non fermarsi mai per rendere la visione sempre fruibile. Un buffering pari all'uno per cento della durata del video causa molto abbandono del contenuto stesso.
Il core business di Akamai cerca di risolvere proprio queste problematiche, queste criticità; ossia fa in modo che il video parta il prima possibile e che bufferizzi il meno possibile.

L'infrastruttura
Strettamente legata a queste considerazioni, l'infrastruttura di rete finisce per condizionare pesantemente il panorama.
Per fare un esempio concreto la Repubblica Ceca oggi vanta una velocità media della rete che è 5 volte quella italiana e noi italiani nel ranking siamo dietro alla Turchia nella classifica internazionale della velocità di banda disponibile!
Alessandro Livrea spiega: "Akamai riesce a risolvere anche un a grande parte dei problemi di rete grazie a dedicate tecniche di accelerazione, tracciando protocolli alternativi a quello ufficiale e dirigendo i dati all'interno della nostra rete proprio dove sono più performanti.
Periodicamente effettuiamo anche dei test e di solito oltre il 90% dei casi i nostri protocolli sono più performanti di quelli di internet.
Questo per varie ragioni, prima di tutto perché il protocollo standard prevede di utilizzare il minor numero di hop o scambi possibili, ma questo non necessariamente è il percorso più performante, anzi sono percorsi frutto di accordi economici tra gli operatori e quindi il traffico viene re-diretto su tali direttrici dove è più economico ma certamente non più performante.
Noi tracciamo delle rotte alternative e dirigiamo il traffico verso altre direttrici più performanti.
Inoltre siamo a conoscenza della latenza che esiste su tutta la nostra infrastruttura e possiamo permetterci di "spingere" più dati di quanto i protocolli standard permetterebbero nel medesimo lasso di tempo. Quindi, proprio di fronte a infrastrutture non performanti come quella italiana, i vantaggi sono ancora più percepibili rispetto che su infrastrutture più moderne.
Questo avviene soprattutto sul traffico consumato nel paese stesso e allontanandosi dai confini nazionali l'impiego di soluzioni come quelle di Akamai diviene indispensabile proprio perché più ci si allontana dall'origine dei dati e più il segnale può facilmente degradare.
Il degrado della infrastruttura di rete fa si che le soluzioni Akamai si sentano sempre di più proprio perché gli utenti sono -da un lato- sempre più esigenti con i bit rate che diventano molto importanti (si parla già di ultra HD) e, dall'altro, il canale video su internet è quello che meglio rappresenta il futuro, anche dal punto di vista di un risparmio sui costi.
In europa ci sono tanti paesi com la Svizzera, l'Olanda, la Svezia, la Finlandia, che vantano una buona velocità di rete e Akamai servirebbe più che altro per abilitare il traffico e quindi un business internazionale; mentre in Italia le soluzioni Akamai sono molto più percepibili proprio perché da noi ci sono evidenti criticità che abbracciano l'infrastruttura sia cablata sia mobile.
Inoltre ci sono sensibili differenze tra i vari operatori che evidenziano divari di oltre la metà della velocità, l'uno rispetto l'altro, evidenziando differenze sostanziali tra un operatore e un altro.
Questo si ripercuote tantissimo sulla visualizzazione: in pratica sull'operatore italiano mobile più lento abbiamo verificato un 25% di buffering in più, rispetto il più veloce. Di fatto poi, siccome anche il più veloce non è certo brillantissimo, la visualizzazione è per quello più lento di fatto quasi impossibile.

Il futuro
Percorrere la strada del 4K per renderlo fruibile è sicuramente tra i piani di Akamai per il futuro. E anche i publisher stanno immettendo online i loro contenuti quindi il nostro storage sul cloud e i relativi protocolli coi quali effettuare l'upload e renderlo più veloce sono i temi su cui siamo concentrati.
Questo senza -ovviamente- dimenticare la security che rimane il tema caldo in generale su internet, dato che tantissimi si stanno spostando online e anche la criminalità si sta concentrando sul web.
Le soluzioni security di Akamai vanno a difendere http, https e DNS, proteggendoli da qualunque tipo di attacco: applicativo (es. Xss e Sql Injection), DDoS e attacchi a danno del DNS."
L'adozione del 4K in Europa indica che paesi come Svizzera, Paesi Bassi e Svezia sono in testa.
Dato che per l'offerta di contenuti in 4K (Ultra HD) è necessaria una connessione tra i tra i 10 e i 20 Mbps, la nuova metrica su quanto i vari Paesi siano pronti al 4K fornisce dati sulla percentuale di connessioni alla rete di Akamai a velocità superiori a 15 Mbps, con l'obiettivo di individuare le aree geografiche che mostrano maggiori probabilità di riuscire a sostenere i flussi basati sul nuovo standard.
A livello globale, l'11% delle connessioni ha registrato una velocità pari o superiore a 15 Mbps nel primo trimestre del 2014. Con il 60% delle connessioni pronte per il 4K, la Corea del Sud guida la classifica dei primi 10 Paesi, seguita da Giappone con il 32%. Tra i primi dieci, sei sono i Paesi europei: Svizzera (#4), Olanda (#6), Svezia (#7), Norvegia (#8), Finlandia (#9) e Repubblica Ceca (#10).
L'Italia, si attesta al 38° posto a livello mondiale, con solo l'1,6% delle connessioni che superano i 15 Mbps, con un incremento del 49% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno."

DIDA
Video online, streaming live e ondemand, opportunità e sfide per le aziende e il ruolo di Akamai.

DIDA
Akamai sviluppa tecnologie di ottimizzazione, accelerazione, distribuzione e sicurezza dei contenuti, permettendo così alle aziende di concentrarsi sul proprio core business.

Soluzioni Akamai Media & Delivery:
Consentono alle aziende di coinvolgere l'audience attraverso video interattivi in alta definizione, affrontare le sfide del consumo multi-device e reinventare il canale di distribuzione del software.

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