 PressPool ufficio stampa digitale

Guardando avanti con conoscenza del passato. Popi Bonnici e Sigma Tau

[in pubblicazione su Millecanali Ed tecniche Nuove, diritti riservati]

Ecco la seconda parte della nostra chiacchierata con Popi Bonnici, in qualità di regista e produttore di spicco nel panorama sportivo italiano, soprattutto calcistico. Dopo le considerazioni tecniche del mese scorso, ora completiamo con la sua visione sulle evoluzioni di linguaggio e di "media".

 

L'avventura di Popi Bonnici iniziava nel 1976 con TeleMilano 58, che poi diventava Canale 5. Poi si è passati a programmi di intrattenimento importanti come "Mundialito" che in qualche modo segnava l'inizio della produzione della tv commerciale, con uno sforzo nuovo e programmi che sono entrati da sempre nella storia della televisione.
Da tecnico del suono Bonnici diveniva responsabile di uno studio di produzione e in seguito responsabile di tutti i collegamenti internazionali, la ricezione di segnali poi rimandati in onda sul territorio italiano.
Prima di diventare regista si occupava della gestione di 80 miliardi di budget e 356 persone in qualità di direttore di una delle divisioni dell'azienda che si occupava di tutti i collegamenti internazionali e relativa ridistribuzione sul territorio italiano dei segnali di Canale 5, Italia1 e Rete 4.
Bonnici nei viaggi esteri ha poi potuto seguire molti sport americani e la lunga permanenza negli Stati Uniti gli ha consentito di capire come utilizzare la tecnologia "agganciandola" al prodotto televisivo-sportivo.
Sua è la realizzazione di eventi importanti, uno tra molti il Giro d'Italia, che partiva dal nulla negli anni 90 con Mediaset. Sempre basato sulle stesse risorse tecniche, come elicotteri e moto, vedeva forti cambiamenti nel modello del racconto. Si stava segnando un momento molto importante nella storia della televisione italiana, col racconto che sarebbe cambiato per sempre: il prodotto televisivo iniziava ad interessare non solo gli ultimi km della tappa, come era stato fino ad allora, ma coinvolgeva tutta la giornata di gara.

Sigma Tau
La società media di Bonnici, Sigma Tau, si occupa proprio di questi aspetti cioè creare e gestire dei format che possano fondere sport, spettacolo e intrattenimento, come avvenuto nella Formula 1 e nel calcio, nelle moto, prima della gestione di Dorna, nello sci, la linea grafica dei Mondiali del Sestriere del 96, e anche la linea grafica della federazione atletica dei Mondiali di Siviglia. E poi crea collaborazioni con alcuni club come il Sassuolo e con la Juventus, da molti anni.
Tau Media oggi è titolare di un contratto con la serie A per la gestione di tutta la parte editoriale nel calcio di serie A che comprende anche la coppa Italia TIM Cup e tutte le attività che la Lega svolge durante le sue produzioni.
Questo non è solo un aspetto tecnologico, infatti ora i contenuti seguono scelte precise che tendono a restituire un prodotto uniforme rispetto ad alcune linee editoriali di ripresa che, in passato, sono state presentate e la Lega Calcio le ha fatte sue.
Bonnici dice: "Oggi, io devo portare avanti questa attività di "creazione delle persone", di formazione sulle risorse umane, quindi compio una ricerca costante su quali professionisti possano essere utili per realizzare queste attività e poi anche controllare se tali attività sono state eseguite correttamente.
Altra fetta importante del nostro compito è compiere delle previsioni per il futuro nell'ottica di migliorare alcune operazioni di prodotto.
Si tratta di un lavoro molto interessante che coniuga le ricerca di nuovi linguaggi con nuove e più complete spettacolarità a favore del titolare dei diritti. Uno sviluppo coerente che va espresso su tutto il suo spettro, ossia il prodotto deve declinare il corretto impiego (non uno sfruttamento) dei diritti stessi su tutti i possibili media e i device disponibili. In questo si segue e cavalca l'onda, cercando di interpretare la capacità virtuale di spesa del pubblico.
In tal senso la tecnologia lineare tipica della tv rimane -così come la conosciamo- per quella fascia di popolazione meno disposta a spendere.
Su altri fronti seguiamo la "targettizzazione" legata al one-to-multi, oppure al one-to-one e ritagliamo o creiamo i contenuti a seconda dell'utilizzo che il ricevitore vorrà esprimere."

L'"istinto di share"
Bonnici prosegue: "Per capire questo bisogna applicare il quesito iniziale che ci siamo posti per la serie A, ossia "a chi mi sto rivolgendo?". L'intuizione è capire che ci si sta rivolgendo ad un pubblico internazionale, quindi l'approccio deve comunque uscire da quell'aspetto provinciale spesso legato al territorio italiano.
L'Italia è capostipite di programmi realizzati sul "calcio raccontato" con contenuti che non vivono di immagini ma di parole e soli commenti, spesso giocati sulla parte più litigiosa e non sulla parte più tecnica di effettiva qualità. Infatti ai registi che lavorano con me chiedo di non enfatizzare i falli e cercare di ottenere una coerenza in qualità di "prodotto sportivo" per elevarne il livello.
Il concetto agli occhi del broadcaster invece è diverso: lui è impegnato sopratutto nel fare più ascolto. La mia idea di fondo è quella di non raccogliere esclusivamente "l'istinto di share", facendo leva sull'aspetto peggiore della rappresentazione, ma cercando di portare alla luce quelle parti migliori che ci sono.

La sfida del bacino
Due temi sono particolarmente interessanti al momento: la comunicazione, ossia come viene utilizzata, vale a dire "come effettuare la ricerca dei tuoi target"; il secondo è "dove si deve andare a posizionare i contenuti, ossia in quale nazione".
Fino a qualche anno fa l'unico elemento distintivo era al bacino di utenza, quindi legato semplicemente alla distribuzione terrestre e satellitare; oggi invece il bacino d'utenza è talmente molteplice che la sfida è comprendere che cosa vuole l'utenza e indirizzare il pubblico verso un determinato prodotto.
Un'altra area dove operiamo è la gestione del prodotto one-to-multi, ma più localizzata, visto che non si può pensare che quello che piace un paese debba necessariamente piacere anche in un altro.
Le informazioni e i contenuti devono essere molteplici per poter essere fruibili da differenti strutture culturali e con differenti qualità di immagini.
In questo discorso ci sono il web e anche le reti e i protocolli diversi che non siano solo il TCP-IP per veicolare le killer app di cui il web è solo uno.
Già Edgar Moren, l'antropologo, diceva qualcosa come: "noi andavamo presso l'edicola ad acquisire l'informazione, oggi è l'edicola che viene da noi" e il contraddittorio è davvero ampio. La verità è diversa a seconda di chi ce la fornisce."

dida
Popi Bonnici: "Chiedo ai registi della Serie A che dirigo di mostrare la parte positiva del gioco, non certo lo scontro, infatti sono convinto che nel "vendere" un prodotto non bisogna mai enfatizzarne i difetti."

dida
"Le informazioni e i contenuti devono essere molteplici per poter essere fruibili da differenti strutture culturali e con differenti qualità di immagini." Popi Bonnici Tau Media

PressPool

Progetto

Progetto

- Virtual Press Office - Ufficio Stampa - Abbiamo realizzato questa Sala Stampa Virtuale per: * fornire alle aziende i supporti comunicativi essenziali alla crescita corporate,* dare una maggiore visibilità ad alcuni...

PressPool Abroad

PressPool Abroad

OUR MAIN COURSES (FOR INTERNATIONAL CUSTOMERS): PressPool Press office "main courses" (for international customers) are: * Creating press releases and case studies on target * Create and populate international websites * Web videos, pure...

Adsense XP

  PressPool p.iva 03912510967