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A proposito di "tecnicalità", di remote operation e virtualizzazione

Popi Bonnici e Tau Media

[in uscita su Millecanali, tutti i diritti sono riservati]

Abbiamo incontrato Popi Bonnici, figura di spicco sia nella dimensione artistica sia tecnica del panorama sportivo italiano, soprattutto calcistico; e, data la quantità di spunti interessanti, diviso la sua intervista in due parti. Qui affrontiamo i risvolti più tecnici e in un prossimo giro, le considerazioni di linguaggio e di "media".

Juventus Stadium
Uno dei lavori più importanti affrontati dalla Tau Media di Popi Bonnici è la progettazione, in veste di società indipendente, e la realizzazione dello Juventus Stadium di Torino per quanto riguarda la parte strutturale. La sensibilità verso le esigenze della produzione sportiva all'interno degli stadi, sviluppata in anni di esperienza all'estero da Bonnici, ha permesso di dare una riproposta concreta al mercato italiano, partendo proprio da qui. Ed infatti fibra ottica e cavi in rame sono stati stesi ovunque in moto di creare una cablatura completa e permettere un aggancio di apparati come telecamere da ogni punto strategico.
Reti miste di tipo televisivo ed informatico sono state stese e coesistono per sfruttare il protocollo IP ed effettuare riprese in SD, in HD e anche 4K, ma anche per trasportare segnali audio, dati, controlli, intercom etc.
A distanza di parecchi anni (due di progetto e cinque di esercizio) da questa realizzazione nessun upgrade si è reso necessario a garanzia della bontà del progetto iniziale. Il concetto fondamentale perseguito era la "remote production", ossia creare prima e poi sfruttare il cablaggio esistente per collocare telecamere sul campo e relegare i vari ob-van dove serve a grande distanza. Oppure -ancora meglio- fare del tutto a meno dei mezzi mobili e controllare la regia da grandi distanze via rete.
L'estensione di questa idea -resa ancora più possibile dalle reti più veloci di oggi- è la possibilità di utilizzare una regia completa a molte migliaia di chilometri di distanza in un centro operativo centralizzato e ubicato in modo "comodo".
Fisicamente sono soltanto le telecamere e gli operatori a dover operare dal campo; tutto il resto, le grafiche, gli inserimenti, i replay possono venire realizzati in un centro di produzione remoto. I progetti broadcast più recenti si muovono tutti in questa direzione (anche Inter Channel è stato realizzato così) sulla scorta di diversi esempi internazionali come il centro di replay del basket NBA, a Secaucus, nel New Jersey, che gestisce via rete la supervisione delle partite, certificando su richiesta le potenziali irregolarità sui vari campi di gioco.
L'idea di fondo è virtualizzare e centralizzare in un centro di produzione remoto tutte le risorse in modo da supportare costi inferiori e utilizzare al massimo le strutture per più eventi; e questo concetto vale a tutti i livelli della produzione: per gestire regia, grafiche, inserimenti, replay, slow motion e tutto quanto non richiede una presenza diretta sul campo.
Questo concetto di virtualizzazione della produzione, o remote production, consente di aumentare l'efficienza degli investimenti e diminuire in modo notevole il TCO (technical cost for operation).
In questa direzione, oltre a posizionare il tv compound o centro operativo geograficamente dove è più comodo (anche se il concetto di "comodità" a questo punto perde parecchio senso) anche il costo degli operatori diminuisce soprattutto se gli eventi non sono contemporanei.
Anche la Lega Pro va in questa direzione, avendo installato una coppia di telecamere su ogni campo da gioco coinvolto e dato che sposta i segnali via Ka-Sat a un centro di produzione integrato in cui viene realizzato il program con le giuste commutazioni tra le immagini.
E' importante capire che fisicamente sono soltanto le telecamere e gli operatori ad essere indispensabili oggi sul campo da gioco, infatti un operatore alla telecamera sposta l'occhio dal mirino e riesce a cogliere ben di più di quello che si vede in un monitor dalla regia. Lui può suggerire situazioni a volte fondamentali in un programma sportivo, infatti ci sono delle azioni che non possono essere viste in remoto ma solo localmente.

Evoluzioni tecniche
Bonnici sottolinea: "con Tau Media siamo molto attenti alle innovazioni tecnologiche che esploriamo meticolosamente: non ci si può fermare perché qui l'evoluzione è fortissima e crea il bisogno di indagare e stare allerta per vedere che cosa mercato potrà proporre.
Per esempio, secondo noi, il 4K oggi è interessante, in un mondo dove il 2K continua a dominare, se permetterà di effettuare attività di alta qualità, però inseribili ancora nell'ambito del 2K. Per esempio il "pinch", cioè poter allargare con due dita una porzione di un'immagine, può diventare molto interessante se mantiene ancora la qualità: ossia il risultato è notevole se andando a creare uno zoom solo su una porzione dell'immagine si riesce a mantenere ancora la definizione che è tipica di quel mezzo.
Un altro esempio di strade che abbiamo analizzato come Tau Media è la stereoscopia che riteniamo soltanto "episodica" e potrà essere interessante solo se coniugata con l'olografia e senza dispositivi head on o di vestizione.
Tra le ultime novità che abbiamo tenuto sottocchio, le action cam, che però nel calcio hanno meno valore poiché secondo me dovremmo poterle posizionare fisicamente su uno dei soggetti, giocatore o arbitro, ma nessuno accetta questo. In Francia sono stati fatti degli esperimenti ma sono miseramente falliti perché tutte le telecamere non riescono a riprendere la realtà ma solo una piccola porzione di essa. Utili a volte come retro porta, collegando il segnale dall'uscita HDMI ad una fibra per trasportarlo.
Anche le spider cam stanno perdendo un po' appeal perché, sebbene risultino ottime per momenti esterni al gioco, risultano meno buone per le azioni durante il gioco.
Al contrario, stanno crescendo per interesse i nuovi prodotti che realizzano riprese a 300 fps in slow motion come i sistemi Antelope, infatti i maggiori produttori come Sony, Panasonic e Grass Valley-Belden con telecamere a 2K riescono oggi a produrre 6-8x di velocità a 25 fps.
Sempre nelle innovazioni, se il concetto di "wearable" per noi è ancora lontano, il trasporto invece di segnali su sistemi wireless contenuti e con algoritmi di compressione sempre migliori è divenuto sempre più efficace. Anche apparati su bluetooth arrivano a 25 MB con codec HEVC H265.
Sistemi di trasferimento dei segnali a 64 Kbit e di peer to peer consentono scambi di contenuti importanti via grandi nodi."

dida
Indaghiamo in queste pagine, con Popi Bonnici di Tau Media, alcune delle tendenze tecnologiche che la produzione televisiva sportiva sta affrontando, come virtualizzazione, remote operation e altro.

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Dal punto di vista produttivo, fisicamente sono soltanto le telecamere e gli operatori ad essere indispensabili sul campo oggi; infatti tutto il resto, le grafiche, gli inserimenti, i replay, etc oggi possono venire realizzati tutti in un centro di produzione remoto.

 

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