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fotografie e calendario di Salvatore Sparavigna

“Se la mia strada fosse stata un’altra?”  fotografie e calendario di Salvatore Sparavigna dedicato agli homeless partenopei


 

Cattedrale di Santa Maria Maggiore, detta La Pietrasanta

piazzetta Pietrasanta 18 – via Tribunali - Napoli

 

 

 

Inaugurazione sabato 19 dicembre 2009 alle 18

fino al 7 gennaio 2010 - Tutti i giorni dalle 9 alle 21

 

 

 

realizzazione a cura dell’associazione Part-Net

da un’idea di Salvatore Sparavigna

 

 

 

con il patrocinio e il contributo di:

Regione Campania
assessorato alle Politiche Sociali

Provincia di Napoli

 

 

 

 

 

 

Cantautori, campioni olimpionici, attori, donne antiracket, scienziati, artisti-artigiani e artisti-designer sono i protagonisti di “Se la mia strada fosse stata un’altra?”, progetto video-fotografico di Salvatore Sparavigna, artista e operatore multimediale di origini partenopee, che verrà presentato al pubblico ufficialmente sabato 19 dicembre a Napoli. Alle 18, nella Cattedrale della Pietrasanta in via Tribunali 16, l’inaugurazione della mostra, che fa da speciale “sceneggiatura” al calendario omonimo dedicato al dramma degli homeless.

 

 

 

«Perfino i delinquenti e le bestie hanno un ruolo. Noi no! Eppure siamo uguali agli altri uomini». Con questa affermazione di Antonio - 44 anni, da 11 senzatetto - inizia il racconto profondo e non didascalico di Sparavigna, che sarà visitabile fino al 7 gennaio tutti i giorni dalle 9 alle 21, ingresso libero. L’esposizione raccoglie 12 ritratti di personaggi noti - dell’arte, della canzone, della tv, del teatro, della scienza, dello sport e della società civile - che per una volta hanno vissuto il ruolo di barboni, capendo in carne e ossa come sarebbe stata la loro esistenza se quel ritornello avesse fallito, se quello sprint fosse risultato vano, se quell’atto di coraggio fosse passato inosservato da tutti.

Le facce, le gambe e le vite protagoniste degli scatti e del calendario ideato da Salvatore Sparavigna sono - mese per mese in ordine sparso - quelli di Antonio Giordano (scienziato), Patrizio Rispo (attore), Marcello Colasurdo (cantore folk), Renato Carpentieri (attore), Massimiliano Rosolino (nuotatore olimpionico), Mimmo Liguoro (giornalista), Peppino Di Capri (cantante), Silvana Fucito (donna antiracket), Enzo Gragnaniello (cantautore), Maurizio Marinella (imprenditore/artista-artigiano), Luciano Scateni (giornalista e scrittore) e Riccardo Dalisi (artista-designer), che hanno accettato di truccarsi e vestire gli abiti di persone abbandonate, dimenticate, ormai maltrattate dal mondo. Ma stavolta un calendario omonimo, farà tenere a mente per l’intero 2010 che questa non è una trovata casuale bensì l’intenzione di non trascurare chi è costretto a vivere ai margini. La mission delle vendite del calendario – che costa 10 euro e che il pubblico potrà acquistare durante la visita della mostra – prevede una raccolta fondi da destinare a progetti dedicati ai senza fissa dimora.

 

 

 

L’excursus allestitivo raffigura gli ospiti in 12 differenti pose e location, nelle più svariate e miserabili condizioni. Il cantante Di Capri si sfama di fuoco e il nuotatore Rosolino si accontenta di un tappeto, mentre il giornalista Liguoro protegge la “piccola eredità” conservata in un borsone rosso. Gli attori Carpentieri e Rispo affondano il dolore nei libri e nelle arance, e la donna antiracket Fucito spinge indomita il suo carrozzino. Il cantautore Gragnaniello riposa in un silenzio secolare, così come lo scrittore Scateni esprime il suo speciale punto di vista. L’artigiano Marinella aspetta nel suo isolamento e l’artista Dalisi comunica la sua sfiducia rabbiosa. Infine, lo scienziato Giordano e il cantore Colasurdo sono ancora là, stanchi e storditi, soli, a difendere le loro bottiglie vuote.

 

 

 

L’esposizione fotografica presenta i 12 “scatti” usati per i 12 mesi del calendario in gigantografie, stampate su pannelli di 2 x 1,5 metri e altrettante 12 immagini relative al backstage. A intervallare il percorso, restituendo un momento di cruda realtà, ci saranno 6 strutture ad altezza umana retro-illuminate contenenti ciascuna due stampe su supporto back light montate “a spalla” e relative ad altrettante 12 immagini di 12 veri senza fissa dimora, accompagnate da una serie di riflessioni biografiche sulla loro vita, la loro rassegnazione e la loro rabbia-follia. Inoltre, proiezione di video [3 minuti] relativi al backstage dello shooting fotografico e l’intervento di alcuni dei volti che hanno aderito alla realizzazione del calendario 2009/10.

 

 

 

Nella serata inaugurale della mostra “Se la mia strada fosse stata un’altra?” verrà rappresentata anche “Homeless”, performance teatrale ideata da Salvatore Sparavigna e creata appositamente per questa speciale occasione. Scritta e diretta da Carmine Califano - fondatore e direttore artistico di Collettivo Acca - si ispira ai racconti di Henry Charles Bukowski e Jack Kerouac. Frammenti di testimonianze di un’umanità che vive ai margini e che sogna un riscatto improbabile lungo le strade d’indifferenti metropoli, portati in scena dalla compagnia ed intervallati dalle brevi video storie raccolte da Salvatore Sparavigna in strada tra i barboni e dalle riflessioni sul tema esternate, nelle fasi di trucco, dai personaggi famosi. Una mistura di realtà ed interpretazione, trasmessa con la forza della rappresentazione teatrale e visuale del video racconto. Inoltre sarà allestito un set trucco e un guardaroba con circa 100 costumi da “clochard”, cosicché chi volesse potrà provare cosa significa sentirsi barbone per un momento. Il tutto, trasmesso in streaming grazie a una web-cam. La stessa troupe, usata per il calendario, provvederà a truccare i visitatori; dopodiché, si procederà a uno scatto su fondo neutro e logo dell’iniziativa. Il periodo della mostra, quindi, sarà anche l’occasione per continuare a fotografare sia i visitatori che altri noti personaggi napoletani che l’organizzazione già sta provvedendo a contattare, per permettere loro, in egual misura, di manifestare la propria solidarietà e testimonianza verso questa operazione di carattere sociale. Tutte queste nuove immagini saranno al centro di un successivo evento, in programma a febbraio nella Reggia di Portici, dove sarà organizzata una speciale festa di Carnevale, il cui ricavato continuerà a finanziare progetti dedicati ai senzatetto.

 

 

 

Nei circuiti televisivi cittadini e su alcuni portali web, dal 15 dicembre e per tutto il periodo natalizio verranno trasmessi alcuni spot per una comunicazione sociale di 30”, a cui i 12 personaggi del calendario si sono prestati volentieri. Nei filmati brevi, i testimonial appaiono con la loro reale espressione, perché il trucco velocemente scompare mediante un effetto di visualizzazione accelerata all’indietro (reverce-morphing) fino a riprendere le sue normali sembianze. Rivolgendosi allo spettatore, infine, il personaggio chiede a voce alta: “Se la mia strada fosse stata un’altra?”

 

 

 

 

 

 

«Sono convinto che dietro ogni senzatetto ci sia una storia vera – spiega Salvatore Sparavigna- una storia spesso e per certi aspetti cinematografica. Io, ero alla ricerca di una maniera originale per raccontare questo dramma. L’idea del progetto “Se la mia strada fosse stata un’altra?” mi è venuta durante un viaggio a New York. Ricordo che era il periodo di Natale e sui muri intorno alla banchina della subway c’erano alcuni manifesti con la silhouette della Statua della Libertà, raffigurata come un cartoon, che rappresentava un homeless tremolante disteso a terra a dormire. Uno slogan chiedeva ai passeggeri e ai passanti di aiutare i senzatetto procurando per loro più coperte possibile. L’effigie della Statua mi ricordava un noto personaggio napoletano… Così ho dedotto che avrei dovuto ribaltare le storie di successo immaginandole come esistenze randagie e quindi ho trasformato scienziati, attori, cantautori, campioni dello sport e simboli di lotte civili in clochard che elemosinano frutta, libri, cibo, spazio, calzature, tv-color, ascolto, vino, fuoco, amicizia. Tutti hanno partecipato al progetto gratuitamente, affermando all’unanimità che si è trattata di un’esperienza formativa. “All’improvviso capisci davvero cosa può essere successo nelle loro vite”, mi hanno confidato i 12 testimonial, con i quali si è instaurato subito un feeling visivo e emotivo».

 

 

 

INFOLINE 366.66 00 168 | www.salvatoresparavigna.it

 

 

 

 

 

 

 

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