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Giacomo Gatti i limiti nel passaggio al 4K HDR

Il salto generazionale del 4K HDR, come gestire al meglio questo interim

Dopo molti anni di lavoro alle spalle nelle gestione delle riprese televisive in studio, e molti nelle riprese on location, oggi Giacomo Gatti è uno dei capotecnici delle regie mobili di 3Zero2 TV.
Il suo lavoro è, prima di ogni evento, raccogliere le richieste tecniche, interpretarle e poi orchestrare le risorse a bordo della regia dell'OB-Van scelta per rendere ottimale la gestione interna e la distribuzione di tutti i segnali e, quindi, poter soddisfare tutte le esigenze di produzione.


Esperto di ingegnerizzazione e di system integration AV, segue da decenni l'evoluzione del mondo broadcast.
Abbiamo raccolto il suo punto di vista sullo stato dell'arte in questo ragionato passaggio al 4K e alle nuove tecnologie che coinvolgono oggi la diffusione dello sport in televisione.
Giacomo Gatti: "Tutto il comparto broadcast sta affrontando modifiche radicali che coinvolgono -in tempi diversi- le procedure di lavoro e tra queste il 4K, l'HDR, l'IP.
Più in generale, tra le tendenze più comuni si è andata a modificare la tipica configurazione dello studio di ripresa che di solito è affiancato da una regia fissa e sempre più spesso, oggi, anche nel caso di lavorazioni in uno studio di ripresa fisso si preferisce affiancare un mezzo mobile.
La scelta è in favore della massima flessibilità e del miglior impiego delle risorse, infatti l'OB-Van può affrontare produzioni fisse con lo studio ma subito dopo può spostarsi in differenti località anche lontane, in tempi brevi, e quindi una sola regia lavora in più configurazioni con evidenti risparmi di strutture e niente tempi morti.
L'interesse più grande di tutto il comparto è però rivolto al mondo delle riprese in 4K e in HDR, l'ultima vera novità in campo tecnologico, dove coi nostri mezzi mobili abbiamo realizzato la produzione di molte partite di calcio, anche perché è sicuramente lo sport dove vengono investiti più soldi.
La vera sfida che il formato 4K HDR si trova a fronteggiare è soprattutto legata alla retro-compatibilità della produzione televisiva che deve ancora soddisfare molti requisiti differenti dovuti ai diversi standard di trasmissione oggi diffusi.
Se potessimo creare un evento televisivo live in HDR nativo sarebbe perfetto, viste le grandi potenzialità espressive che un regista si trova tra le mani. Invece, i limiti che dobbiamo auto-imporci sono indispensabili per garantire la retro-compatibilità con tutti i formati televisivi diffusi e per riuscire a trasmettere una qualità valida anche per l'HD SDR, che comunque permane lo standard più diffuso.
Questi limiti ci impongono regole ben precise e cautela in un periodo di passaggio e in continua evoluzione.
Il 4K HDR al momento è relegato a un ruolo trainante ma subalterno allo stesso tempo, anche se certamente è in grado di restituire una gamma dinamica molto elevata con una qualità di contrasto molto più estesa tra le basse luci e le alte luci.
Il problema è che estendendosi in questa direzione di grande qualità bisogna -comunque- rimanere nel "seminato" dell'SDR ossia nei parametri di luminosità del formato 701 e le criticità sono elevate per riuscire ad ottenere un prodotto "bello e performante".
In pratica è un po' il discorso della "coperta corta" in cui bisogna applicare un discorso di media e quindi restringere le possibilità della gamma in HDR che così perdere una parte sensibile di quelle prestazioni mirabolanti che si potrebbero ottenere con le curve di gamma dinamica molto più elevate tipiche del 4K HDR.
Il fine ultimo è sempre quello di rendere l'immagine più gradevole possibile e quindi giocare sui parametri delle telecamere nel modo più performante possibile, ma comunque -oggi- ancora in modalità limitata.
Infatti, l'operabilità delle telecamere HDR consente "carta bianca", ossia qualità molto elevata e possibilità espressive molto più estese, che vanno però compresse ed è indispensabile effettuare delle scelte per ottenere immagini "corrette" in HD SDR su cui si deve un po' ridurre l'effetto "accattivante".
Si tratta, in altre parole di un limite che comprime la possibilità di sperimentare in altre situazioni più estreme dove lo standard HDR nativo darebbe il massimo.
Ovviamente stiamo vivendo un lungo periodo di sperimentazione dal punto di vista della produzione ed infatti per la UEFA per le coppe europee stà volutamente tralasciando l'HDR , proprio perché di fatto prima si vorrebbe standardizzare un workflow e quindi avere delle garanzie produttive.
I salti tecnologici dall'HD di oggi al 4K o UHD sono almeno di due o tre generazioni, visto che abbiamo "lasciato per strada" il 50P con l'impiego di impianti in 3Gbs che di fatto non è mai andato a regime malgrado fosse un formato di lavorazione di ottima qualità e che avrebbe apportato molte migliorie rispetto al formato 1080x50i -che è il nostro standard di produzione attuale.
Invece, storicamente siamo arrivati direttamente a cercare di standardizzare un formato in ambito broadcast affine al 4K che dal punto di vista cinematografico esiste da decenni ma che solo ora viene traghettato nel mondo televisivo integrando nello stesso tempo anche l'HDR .
In campo broadcast solo di recente, circa da due anni, sono disponibili le telecamere di sistema che ora sono pronte a impiegare ottiche broadcast con prestazioni da 14X,22X,76X,100X....; mentre prima in fase sperimentale si dovevano utilizzare macchine da ripresa cinematografiche con ottiche cinema o con ottiche per telecamere broadcast tramite adattatori che ne compromettevano sia la qualità sia la luminosità e sia le prestazioni generali.
Oggi, la tecnologia 4K è matura per il mondo broadcast e anche le nuove regie e mixer video si abbinano a telecamere che nativamente possono produrre in 4K per la tv.
É un salto generazionale notevole che costituisce un grosso passo in avanti che però -nel mezzo- testimonia ancora la necessità di garantire una retro compatibilità elevata.
E le complessità non sono finite qui. Non a caso nel compound televisivo il PAL non è finito, l'analogico non è sparito, l'SD nemmeno e l'HD prospera ancora; il 50P è utilizzato all'interno della produzione del rallenty del super slow motion, e anche per la VAR che è realizzata con immagini in progressivo pur ripresa da telecamere in 4K.
E anche il 4K UHD prevede diversi formati. La distribuzione del segnale può essere effettuata con diverse modalità che non sono ancora standardizzate e ancora oggi i percorsi di sviluppo possono prendere direzioni diverse, proponendo direttrici diverse.
Le molte partite di calcio riprese a titolo di test in 4K fino ad oggi, a esempio nella Champions League o nelle partite di cartello, hanno costituto un lungo campo di prova che ha evidenziato tutte queste problematiche.
Da un lato il tipico compound televisivo deve gestire molti segnali e formati con molteplici problemi -pur mantenendo una forte retro compatibilità- a livelli elevati e stiamo parlando a livello di risoluzione. Ma è giusto sottolineare che quando si entra nel dominio della diffusione dei segnali in 4K HDR con immagini dalle dinamiche più elevate, il discorso si complica ancora di più.
Anche gli schermi televisivi in commercio oggi possono riprodurre dinamiche più elevate rispetto quelli di qualche anno fa e l'HDR viene implementato nelle più svariate declinazioni di standard :HDR10, HDR10+, HLG e Dolby Vision..
Ancora oggi, prima del salto definitivo all'IP o al 12G, stiamo utilizzando infrastrutture che sono tradizionalmente vecchie.
Sarebbe interessante adottare la tecnologia del 4k in HDR, su produzioni sportive live diverse rispetto a quelle legate ai classici campi di gioco come ad esempio per il calcio. Mi riferisco al suo impiego in competizioni svolte all'aperto in contatto con natura come corse campestri, sci o sport acquatici dove condizioni di luci estreme con profonde ombre e forti luci drammatiche, possano essere valorizzate in una ripresa con una fotografia di forte impatto.
Questo consentirebbe di aumentare di molto "l'effetto presenza" e addirittura di partecipazione dello spettatore comunicando la sensazione di rendersi protagonista nello sport a cui assiste."

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